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Visualizzazione dei post da dicembre, 2024

Venezia FC: Le pagine sportive dei quotidiani locali 31 dicembre 2024

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Salutiamo l'ultimo giorno del 2024

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Nichiren Daishonin scrive: «Diventerai più giovane e accumulerai fortuna» (RSND, 1, 410). Anche se l'età avanza, non dobbiamo invecchiare nel cuore. Noi che abbracciamo la grande Legge della vita, Nam-myoho-renge-kyo, siamo in grado di diventare ogni giorno più giovani e vitali. Possiamo continuare a progredire con un senso di gioia e di entusiasmo. Il Daishonin si dedicò alla grande impresa di kosen-rufu fino all'ultimo giorno della sua vita. Non esiste un'età di pensionamento nella fede. Non dobbiamo permettere che la nostra fede o la passione si indeboliscano. Impegniamoci insieme ad avanzare con giovanile energia nella vita, impugnando il vessillo della nostra missione. Il noto poeta inglese William Wordsworth (1770-1850) scrisse: «Da oggi, amica mia, dateremo l'inizio dell'anno». Qualunque sia il momento o la circostanza, tutto rincomincia dal giorno in cui decidiamo di alzarci con una nuova determinazione nel cuore. Per noi praticanti del Buddismo del Daishoni...

Quadro di morte

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Anche tutta la zona che ci separa e' granellata di morti: morti di questa estate che levano una risataccia bianca di denti, morti recenti che fondono i loro volti nefasti come maschere di catrame: mucchi di stracci, seminati da un bivacco di zingari. Qualcuna spicca nella sua interezza con attitudini tragiche e grottesche: eccone uno che tende verso una buca la sua bomba intatta: e un altro bocconi, che mostra, nude, le natiche crivellate di fori come setacci. C.Salsa, Trincee, op.cir., pag.184

1915 La guerra in trincea (camminamento)

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  ...Piove, piove, piove. Si diguazza nel fango, si e' lordi di fango, si respira nebbia...Resistere nella trincea avanzata sapendo che si e' una sentinella perduta di fronte al nemico...resistere con una malinconia senza nome in questo fossato di fango aperto verso il cielo che si chiama trincea...essere un numero nel fango...questo e' il martirio... Dal diario di G.Castellini

L' importanza della rivoluzione umana

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La vita è dura, complicata e spesso sconcertante. Molte persone potrebbero avere la sensazione che nonostante continuano a lottare, tutti i loro sforzi siano vani, e pur ricercando la felicità, l’unica cosa che incontriamo è una serie di sfortune. Voi siete giovani. In questo momento pensate che non invecchierete mai. Tuttavia, nessuno sfugge alle sofferenze universali di nascita, invecchiamento, malattia e morte. Anche questa è una dura realtà. Vi sono persone che ingannano gli altri.  Vi sono codardi che nei momenti di difficoltà abbandonano tutto ciò in cui credono. Vi sono persone che trascorrono la loro intera esistenza lamentandosi della propria sfortuna e di quanto il destino sia stato crudele con loro. Non voglio assolutamente che viviate in questo modo. Allora, dove possiamo trovare la chiave  per dirigere le nostre vite in una direzione positiva? Il punto essenziale per rispondere a questa domanda è la filosofia della rivoluzione umana. La rivoluzione umana è l’unica...

Oblio alle Somme

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Mentre ci avvicinavamo alle linee tedesche, vidi con orrore che il filo non era stato affatto distrutto. I nostri proiettili di artiglieria avevano appena lanciato il filo spinato per aria e poi si era riposizionato di nuovo dove era stato in precedenza. C’erano alcune lacune nel filo, ma capimmo ben presto che quelle erano state deliberatamente lasciate dai tedeschi per mandarci nelle zone di sterminio, dove avrebbero concentrato il loro fuoco di mitragliatrice su di noi. Secondo il comando militare britannico, tutti i tedeschi sopravvissuti al bombardamento avrebbero dovuto essere disorientati e sopraffatti dalla vastità della forza schierata contro di loro. Ma continuarono con il macabro intento di massacrarci. Installarono mitragliatrici che sparavano 600 proiettili al minuto e ci falciarono come se fossimo stati mais davanti alla falce. Un capitano dell’8° battaglione diede il segnale di attacco salendo sul bordo della sua trincea. Calciò un pallone in direzione delle linee nemich...

Ci vogliono molti anni per migliorare la nostra vita

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"Toda mi ha insegnato che la crescita di una persona può essere paragonata a quella di un albero. Diceva: "Anche un piccolo alberello diventerà un albero alto dopo molti anni. Una persona che non vede l’alberello da molto tempo, sicuramente rivedendolo dopo molti anni si stupirà scoprendo che è diventato un albero imponente. Nella pratica del Buddismo di Nichiren Daishonin succede la stessa cosa. Ci vogliono molti anni per migliorare la nostra vita. L’importante è continuare a lottare nella fede con pazienza, risolutamente". Che si tratti di un albero o di una persona, non possiamo aspettarci di vedere grandi cambiamenti da un giorno all’altro. Ma anche un fragile alberello alla fine diventerà uno splendido albero se continua a crescere nonostante venga battuto da vento e pioggia. Allo stesso modo, ognuno di voi può realizzare una crescita meravigliosa. Sebbene possiate sperimentare difficoltà o delusioni nella vostra vita, recitando Nam Myoho Renge Kyo potete trasform...

Dipende tutto da noi

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Vivere una relazione positivamente o negativamente dipende da noi, dalle nostre convinzioni e dai nostri atteggiamenti. Sulle prime quest'idea può sembrare difficile da accettare. Tuttavia,il successo di una relazione comincia con l'assunzione della totale responsabilità della propria vita e del proprio ruolo all'interno della relazione. « E' difficile volare come un'aquila » recita uno slogan popolare, « quando si e' circondati da tacchini ». IL Buddismo insegna che il nostro ambiente riflette il nostro stato vitale interiore. Suggerisce percio' che se siamo circondati da tacchini e' molto probabile che, anziché un'aquila , pensiamo di essere o siamo in realtà noi stessi un tacchino. È per estensione il nostro ambiente è un allevamento di tacchini. IL problema non e' quindi che gli altri tacchini ci stanno impedendo di alzarci in volo ma piuttosto che dobbiamo diventare l'aquila che desideriamo essere. Dato che ognuno è essenzialmente un Bud...

San Michele...

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...Le batterie nemiche, presa nuova posizione, cominciavano a bombardarci con violenza inaudita; sembrava che una mano potente piantasse i proiettili lì, gli uni vicini agli altri, lungo la trincea, smantellandola quasi completamente! La posizione era insostenibile, non potevamo nemmeno alzare la testa, altrimenti ci inchiodavano per terra come tanti cani; allora venne l’ordine di ritirarsi, nelle primitive posizioni, in ordine! Triste ritorno! Da principio la ritirata andò bene; ma, quando ci vedemmo alle spalle il nemico in numero strabocchevole che scendeva di corsa al contrattacco...oh, Dio, che tristi e terribili momenti! Tutti fuggirono sbandandosi; il 111° ed il 112°, vedendo il nemico avanzare, aprirono il fuoco; la nostra posizione era disastrosa; ci trovammo presi tra due fuochi! Ognuno allora pensò per proprio conto alla salvezza; oramai la battaglia era perduta e chi poteva salvarsi era ben fortunato! Le mitragliatrici, l’artiglieria nemica, faceva dei vuoti impressionanti ...

Venezia FC: Le pagine sportive dei quotidiani locali 27 dicembre 2024

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Niente per caso

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"Ognuno ha un karma personale, che l'insieme degli effetti di cause stabilite nel passato che continuano a esercitare un'influenza sulle azioni presenti. Non si tratta, quindi, di una forza esterna all'individuo, né di un destino ineluttabile: in ogni azione si può scegliere tra la sofferenza e la speranza. Il Buddismo di Nichiren Daishoin insegna che è possibile elevare la propria condizione fondamentale e ricominciare da questo preciso momento a stabilire nuove cause basate sulla Buddità per la felicità futura". Secondo il Buddismo ognuno ha un karma personale, e finché non saremo in grado di cambiare quelle nostre tendenze karmiche che inevitabilmente causano sofferenza a noi stessi e gli altri, non potremmo diventare veramente felici. Il karma è un concetto poco compreso in Occidente, dove viene spesso confuso con il fatalismo, il determinismo e il diniego della volontà. Cos'è dunque esattamente? Karma è una parola sanscrita che significa "azione...

Morire nella terra di nessuno

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“ Un poverino, una volta, vicino a me l’hanno colpito; e siccome eravamo un po' in alto, ha fatto quattro o cinque capriole e si fermò già là e dopo poverino gridava. Io avevo di fianco il nostro sottotenente e gli dissi: “Signor tenete, io vado a portarlo via quel povero cristo là”, ma lui “Non muoverti – mi disse – che se ti muovi sei già morto”. Sono stato lì un po', ma insomma mi strappava il cuore, gridava, chiamava aiuto e la mamma. Allora insomma sarà come sarà, pensai, ho fatto tre o quattro capriole come aveva fatto lui e sono arrivato vicino a lui, quello mi ha preso subito e allora, non sapevo cosa fare. Allora bel bello mi son tirato su in ginocchioni e loro non mi spararono mica. Allora lo prendo in spalla bel bello mi alzo con quest’uomo in spalla che mi stava insanguinando la divisa, e così. Non mi hanno sparato neanche un colpo. Ho portato via quel figliolo lì e neanche una schioppettata, e si che sparavano forte quando siamo arrivati lì. Ho pensato che anche là...

Grande guerra 1915-1918

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La sfortuna viene dalla bocca e ci rovina, la fortuna viene dal cuore e ci fa onore

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Il  presidente Ikeda nel  il Mondo del Gosho dice che un buddista deve sempre  apprezzare ogni persona, mentre spesso ci viene voglia di sottolineare  gli aspetti negativi degli altri.  Nel Gosho di Capodanno Nichiren afferma: “La sfortuna viene dalla  bocca e ci rovina, la fortuna viene dal cuore e ci fa onore”.  (SND,4,p.272).   Lodare vuol dire avere uno stato vitale alto: una persona che ha una  vita grande è portata naturalmente ad apprezzare gli altri. Giudicare gli altri è come una malattia da cui dobbiamo guarire con il Daimoku.  Il presidente Ikeda dice che a volte, se vediamo qualcosa che non va  in una situazione o in una persona, è meglio passarci sopra e non  dire nulla. Questa è saggezza. Recitando Daimoku comprendiamo che il  nostro scopo è solo quello di realizzare kosen-rufu. Altrimenti, volendo ad ogni costo dimostrare che abbiamo ragione, appare solo il  nostro egoismo. E’ importante avere la c...

L'amore secondo il buddismo

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Rimanere deboli è il sistema migliore per farsi inseguire dalla sofferenza ovunque si vada: non si trova la felicità senza un cambiamento interiore. La FELICITÀ non è qualcosa che deriva dagli altri, neppure dal proprio innamorato.  La si deve realizzare da soli e il solo modo per farlo è sviluppare il proprio carattere e le propriecapacità umane, rendendo concrete nella misura maggiore possibile le nostre potenzialità. Essere felici significa manifestare appieno il proprio potenziale. In particolar modo penso che le donne realizzino la loro felicità dopo i quarant'anni. E poi, riconosciamo con franchezza che dare inizio a una relazione d'amore come fuga da qualcos'altro è una cosa estremamente  irrispettosa, sia nei riguardi del partner sia di se stessi.  In ogni caso, il principio fondamentale è quello di non aver mai fretta. Quando si è giovani la cosa più importante è sforzarsi di diventare degli esseri umani completi OGNUNO di VOI HA una MISSIONE PREZIOSA da COMPIERE...

Tregua di Natale del 1914

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Tregua di Natale del 1914: un momento di speranza, fiducia,  di luce, fratellanza, cose buone, semplici, che ci auguriamo tutti e che, nelle difficoltà dei giorni nostri, vogliamo ricordare con le semplici parole del nostro grande poeta Giuseppe Ungaretti, che la guerra  conobbe per davvero e scrisse questi malinconici versi nel dicembre 1916, durante una breve licenza dalle trincee del Carso. NATALE Non ho voglia di tuffarmi in un gomitolo di strade Ho tanta stanchezza sulle spalle Lasciatemi così come una cosa posata in un angolo e dimenticata Qui non si sente altro che il caldo buono Sto con le quattro capriole di fumo del focolare

La mina piu' devastante della storia bellica

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Non tutti sanno che... "È una nuvolosa giornata estiva del 1955 nelle campagne belghe a sud di Ypres. Un temporale si sta addensando, l’aria è carica di elettricità statica. All’improvviso la campagna viene squassata da un rombo devastante, il rumore si spande per chilometri. Solo una mucca solitaria sta brucando l’erbetta senza un solo pensiero al mondo. All’improvviso però la campagna viene squassata da un rombo devastante, il rumore si spande per chilometri, troppo assordante per essere un semplice tuono. Le prime persone che arrivano sul luogo non trovano più la mucca, trovano invece un cratere del diametro di 60 metri e profondo oltre 20 metri. Dopo lo sgomento iniziale, un certo senso di sollievo si fa strada tra la folla: la penultima mina di Messines è infine detonata, ne manca solo una e poi il paesaggio smetterà di cambiare." Uno dei grossi problemi che si trovarono ad affrontare gli inglesi durante la Prima Guerra Mondiale fu il fatto che i tedeschi occuparono subi...

Buddha e Dio

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L'esistenza di Dio dal punto di vista del Buddismo di Nichiren Daishonin Cos'è Nam-myoho-renge-kyo? Si manifesta nell'universo, nelle stagioni, negli elementi della Terra, negli animali, nelle verdure, negli esseri umani. È la vera essenza di tutti i fenomeni. In una definizione semplice si può dire che significa “vita”, ma nella sua essenza, ad un livello elevato e illuminato noto come stato di Buddha. Il Buddha non è qualcuno a cui dovremmo chiedere qualcosa in preghiera, ma una condizione di vita presente dentro ogni persona. La recitazione continua del Nam-myoho-renge-kyo è chiamata daimoku e fa sì che lo stato di Buddha si manifesti sotto forma di coraggio, compassione e saggezza senza limiti. Recitando daimoku, chiunque eleva la propria condizione di vita, “guarda” dentro di sé e inizia un processo di cambiamento interiore che trasforma la debolezza in forza, paura in coraggio e compassione, angoscia in speranza e oscurità in saggezza. Sulla base di questa trasformazi...

Col di Lana, settembre 1915

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“ Certo che lo stare 12 ore in trincea senza potersi muovere sotto la neve ed il fango è cosa che rattrista” (2 settembre); “Anche oggi ha nevicato, freddo intenso nella nottata zero gradi, […] nelle trincee fango fino a mezza gamba” (4 settembre); “Seguita il pessimo tempo e nevica nelle cime più alte. Nottata agitata per l’acqua che affluisce da ogni parte nel mio ricovero”  (26 settembre); “Piove ininterrottamente. Nella mia grotta piove da ogni parte sono costretto ad alzarmi durante la notte a causa l’acqua. Cerco di riparare con teli da tenda e [ illeggibile ]. Giornata del resto quieta. Le strade molto fangose, le trincee piene di fango e si vedono dei soldati infangati fino sopra il ginocchio e fanno pietà” (29 settembre); “Quando penso al freddo che devono soffrire quei poveri soldati nelle trincee rabbrividisco. Sento freddo io ed infine sono al coperto. Poveri soldati. Questo è un sacrificio grande per la Patria quanto il sacrificare la vita. Eppure sopportano con rasseg...

Racconti di battaglia

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La mattina del 27 ottobre, le prime luci dell’alba illuminavano i profili dei monti, ancora avvolti nel silenzio glaciale della notte. Da un giorno, l’artiglieria nemica tuonava senza sosta, e ora due cannoni italiani spuntavano da quota 982, mirando alle retrovie del battaglione austriaco. I proiettili cadevano vicini, squarciando la quiete e causando le prime perdite. Era chiaro che la posizione non poteva essere mantenuta a lungo. Fu quindi dato l’ordine di attaccare. Guidati dal tenente Kern, gli uomini avanzavano decisi, passo dopo passo, su per la ripida salita. Alla fine, con il sacrificio di pochi uomini, arrivarono sulla vetta: 250 italiani furono presi prigionieri e catturate tre mitragliatrici. Erano le 17:30 quando il razzo rosso segnalò la conquista dell'altura. Non c’era tempo per esultare però, il nuovo obiettivo era quota 930. Ma nei boschi, tra ombre e fruscii sospetti, si nascondevano altri soldati italiani, pronti a rallentare ogni metro conquistato. Quel pomerig...

E' praticando per gli altri, che io realizzo

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La mia vita sono io che la devo realizzare, non qualcun altro... questo insegna il Buddismo. Devo cambiare la mia idea personale e far entrare il punto di vista del Buddismo, altrimenti anche dopo tanti anni, praticando solo per il mio desiderio, è normale che non realizzi nulla. È praticando per gli altri, insieme agli altri, che io realizzo. Recito Daimoku per i membri nonostante i miei problemi, desidero preparare bene le riunioni anche se mantengo i miei obiettivi : è proprio grazie al pensiero degli altri che riusciamo a sviluppare quel tipo di desiderio che ci fa superare l'egoismo di voler risolvere il problema personale prima di qualsiasi altro. Tratto da : Buddismo e Società n°159 Tamotsu Nakajima

Capitoli Hoben e Juryo

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Gongyo e daimoku sono le radici che fanno crescere un grande  albero. Recitando gongyo e daimoku giorno dopo giorno,  l’albero si rafforza e cresce. Anche se non sarà possibile vedere cambiamenti da un giorno all’altro,  grazie al nutrimento giornaliero col tempo vedremo crescere un grande albero. Mantenendo una pratica regolare e costante sicuramente otterremo una felicità indistruttibile.

"Un pomeriggio di quella estate, sul tardi fu udita un'esplosione dalle parti del monte Forno.

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Solo i recuperanti esperti capirono che non era stata preparata con arte, come quelle che tanti facevano nelle gallerie rompendo con il tritolo le bombe inesplose, causando un rumore quasi mai deflagrante ma attutito, morbido, non come questo, secco e violento seguito da uno strano silenzio su tutte le montagne.  Subito la notizia che due amici di un paese vicino erano stati dilaniati da una grossa bombarda che volevano disinnescare, passando di bocca in bocca raggiunse i recuperanti, i pastori, i mandriani e ogni contrada e finché nelle case ognuno non vide tornare i propri congiunti non ci fu fine all'angoscia. Quando poi si seppe chi erano quei due, le donne si riunirono davanti alle cappellette delle contrade per dire il rosario e le litanie ora pro eis e non ora pro nobis.  Tutti i recuperanti andarono ai funerali dei due amici e i più vicini di casa portarono le due casse sulle spalle dalla chiesa al cimitero. Ma erano leggere quelle casse perché i due corpi si erano spa...

Sulla riva sinistra dell’Isonzo

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Giuseppe Carruba Toscano, tenente veterinario, si dirige a Fogliano, sulla riva sinistra dell'Isonzo, dove il comando della 54a Divisione si è stanziato. Una settimana prima di ordinare l’avanzata han pensato che dal Vallone alle linee non c’erano camminamenti. Qui riunirono tutte le compagnie del genio e ordinarono di costruire in tale lasso di tempo i camminamenti. Cominciarono il lavoro, ma fu una gracciatina del terreno. Non combinarono niente. Cosicchè i rincalzi dovettero spiegarli facendoli accorrere allo scoperto. E furono massacrati. I nemici li avvistarono, e qui una carnaia spaventevole. Ordine alle compagnie mitragliatrici di muoversi allo scoperto. E qui maciullamento di soldati. La sua compagnia perdette in uno sbalzo 21 uomini. Un maggiore di fanteria diede ordine di mettere la mitragliatrice sulla trincea, per così il nemico vedendola non sarebbe andato all’attacco. Un tenente non so di qual reggimento, in un attacco del suo reggimento (forse era aiutante maggiore) ...

L'altra faccia degli scopi

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A volte perseguire un obiettivo diventa una corsa ansiosa e frenetica. Quando questo accade è bene fermarsi un attimo a riflettere e ricordarsi che la vera sfida non è solo per il raggiungimento degli obiettivi, ma per vincere sui propri punti difficili. [...] Per lo "stress da obiettivo" si può dire, poi, che non è il fatto in sé di avere degli scopi a generare pesantezza, ma il pensiero di non saperli raggiungere. Dubitiamo di poter ottenere l'obiettivo, di aver posto lo scopo giusto per noi, di riuscire a fare le azioni necessarie al raggiungimento della meta che ci siamo prefissati e così via. E questi pensieri sono direttamente connessi al dubbio "originale", quello di non essere dotati della Buddità. Perché infatti non dovremmo raggiungere i nostri obiettivi? Perché in fondo siamo convinti di non possedere la Buddità, ossia la sorgente incontaminata della felicità assoluta. Anche nella mia esperienza è questo dubbio che qualche volta mi frena e mi fa fare ...

Alzare lo stato della vita

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"L'obiettivo primario della pratica della fede è raggiungere lo stato di Buddha, la conoscenza di sé che permette alla persona di rivelare la sua vera natura di essere umano e la sua missione nell'esistenza presente. Nella parte superiore del Gohonzon, su entrambi i lati della principale iscrizione "Nam-myoho-rengue-kyo - Nichiren" si trovano i nomi Shakyamuni e molti tesori (Taho), che corrispondono alla nostra capacità di rivelare questo stato di vita superiore. Buddha "Molti tesori" apparve alla Cerimonia dell'Aria, seduto nella Torre del Tesoro, per testimoniare la veridicità degli insegnamenti esposti da Shakyamuni nel Sutra del Loto e per dare inizio a questa cerimonia. Secondo il capitolo "Torre del Tesoro" di questo sutra, molti tesori vivono nel mondo della purezza dei tesori, ad est. La "torre ornata con i sette tipi di pietre preziose" è la grande e nobile forma originale della nostra vita. La "Torre del Tesoro...

Al rapido annientamento dell’identità vivente faceva riscontro il lento processo di decomposizione dei resti corporei.

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“ Quei morti erano appartenuti alla nostra compagnia: io li conoscevo tutti. Non era possibile prenderli e sotterrarli. Si scomponevano lì, alla pioggia e al vento, sulla desolata montagna. Nel solo breve tratto dove il mio sguardo poteva aggirarsi – ed era molto breve! – ce n’erano trentaquattro o trentacinque: morti, la maggior parte, di pallottola di mitragliatrice. Il tempo era umidiccio: in certe ore piovigginava. L’acqua cadeva su quei corpi inerti, lavava quelle povere facce bluastre; ed era come un pianto della natura (…). Rovesci uno sull’altro, formavano un ammasso informe, che ogni giorno, per il lento disfacimento, andava attenuandosi sempre più” C. Pastorino, La prova del fuoco, op. cit., pagg.168-169

L'altra faccia degli scopi

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A volte perseguire un obiettivo diventa una corsa ansiosa e frenetica. Quando questo accade è bene fermarsi un attimo a riflettere e ricordarsi che la vera sfida non è solo per il raggiungimento degli obiettivi, ma per vincere sui propri punti difficili. [...] Per lo "stress da obiettivo" si può dire, poi, che non è il fatto in sé di avere degli scopi a generare pesantezza, ma il pensiero di non saperli raggiungere. Dubitiamo di poter ottenere l'obiettivo, di aver posto lo scopo giusto per noi, di riuscire a fare le azioni necessarie al raggiungimento della meta che ci siamo prefissati e così via. E questi pensieri sono direttamente connessi al dubbio "originale", quello di non essere dotati della Buddità. Perché infatti non dovremmo raggiungere i nostri obiettivi? Perché in fondo siamo convinti di non possedere la Buddità, ossia la sorgente incontaminata della felicità assoluta. Anche nella mia esperienza è questo dubbio che qualche volta mi frena e mi fa fare ...

Il pensiero di una morte imminente

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“ Intanto è arrivato il vino che il maggiore fa distribuire al plotone esploratori che deve fare il primo sbalzo. Un litro a testa. Viene Costa il rosso – che sta scamiciato sempre, ed è una fatica fargli tenere la giubba almeno almeno quando s’è a riposo – e dice: Sior major, meza el ne la daga subito, l’altra meza la bevaron doman dopo l’asion. – Una pausa e poi: - Cussì saren in manco a bevar, e ghe ne sarà de pi per chi che poderà beverlo” P. Monelli, Le scarpe al sole, op. cit., pagg.112-113

Determinazione

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"Ogni cosa che si manifesta nella nostra vita ha un significato profondo, c'è sempre un motivo quando accade qualcosa. Ma il potere del Gohonzon è assoluto, perciò possiamo risolvere qualsiasi situazione. Ciò che conta è la nostra decisione. Bisogna decidere e poi recitare Daimoku, Daimoku, e ancora Daimoku, affrontare ogni cosa basandosi su una forte preghiera e continuare a portare avanti le attività della Soka Gakkai. Chi continua ad avanzare con il Daimoku, senza mai fermarsi, sta praticando correttamente.  Se tiriamo fuori una forte convinzione, qualunque circostanza, anche la più difficile, diventa utile alla nostra crescita. L'unica via è il Gohonzon. Con questo tipo di fede, senza dubbio otterremo l'Illuminazione". Tamotsu Nakajima,  Editoriale NR  n.549