18 febbraio 2017

Venezia FC: I lagunari battono il Pordenone e vincono il primo scontro diretto al Penzo

Venezia-Pordenone 1-0 Campionato Nazionale Lega Pro Girone B – 26' Giornata -
Non si ferma più il Venezia: i ragazzi di Pippo Inzaghi mettono in cascina il sesto risultato utile consecutivo, superando al Penzo 1-0 il Pordenone nell'anticipo della 26a giornata del girone B. L'approccio alla partita dei lagunari è impeccabile: al 2' Geijo, dopo una furente mischia in area, di testa batte Tomei mettendo in discesa il match. La squadra di Tedino non esce mai dalla partita, tenendo testa ai locali e provando fino all'ultimo a rimettere in piedi la sfida: la capolista, però, regge e vola così a quota 55 punti, piazzando un sostanzioso gap di dieci lunghezze sulla compagine friulana.

Tabellini
Venezia-Pordenone 1-0
Reti: pt. 2' Geijo (VE)
Arbitro: Sig. Edoardo Paolini

CLASSIFICA
VENEZIA 55
PARMA 49
PADOVA 46
PORDENONE 45
REGGIANA 44
GUBBIO 42
BASSANO 40
SAMBENEDETTESE 38
FERALPI 35
ALBINOLEFFE 33
SANTARCANGELO 31
MACERATESE 31
SUDTIROL 28
FORLI' 26
MODENA 25
ANCONA 23
MANTOVA 23
LUMEZZANE 22
TERAMO 20
FANO 19

Partite di Domenica 19 Febbraio

ore 14.30 Sambenedettese-Parma
ore 14.30 Ancona-Santarcangelo
ore 14.30 Teramo-Sudtirol
ore 14.30 Forlì-Feralpi
ore 14.30 Bassano-Modena
ore 14.30 Mantova-Padova
ore 14.30 Gubbio-Albinoleffe
ore 18.30 Maceratese-Fano
ore 18.30 Reggiana-Lumezzane

Lenny Hell.o


La vera libertà

Il cosiddetto «mondo reale» degli uomini, del denaro e del potere vi accompagna con quel suo piacevole ronzio alimentato dalla paura, dal disprezzo, dalla frustrazione, dalla brama e dalla venerazione dell’io. La cultura odierna ha imbrigliato queste forze in modi che hanno prodotto ricchezza, comodità e libertà personale a iosa. La libertà di essere tutti sovrani dei nostri minuscoli regni formato cranio, soli al centro di tutto il creato. Una libertà non priva di aspetti positivi. Ciò non toglie che esistano svariati generi di libertà, e il genere più prezioso è spesso taciuto nel grande mondo esterno fatto di vittorie, conquiste e ostentazione. Il genere di libertà davvero importante richiede attenzione, consapevolezza, disciplina, impegno e la capacità di tenere davvero agli atri e di sacrificarsi costantemente per loro, in una miriade di piccoli modi che non hanno niente a che vedere col sesso, ogni santo giorno. Questa è la vera libertà. Questo è imparare a pensare. L’alternativa è l’inconsapevolezza, la modalità predefinita, la corsa sfrenata al successo: essere continuamente divorati dalla sensazione di aver avuto e perso qualcosa di infinito.
So che questa roba forse non vi sembrerà divertente, leggera o altamente ispirata come invece dovrebbe essere nella sostanza un discorso per il conferimento delle lauree. Per come la vedo io è la verità sfrondata da un mucchio di cazzate retoriche. Ovvio che potete prenderla come vi pare. Ma vi pregherei di non liquidarlo come uno di quei sermoni che la dottoressa Laura impartisce agitando il dito. Qui la morale, la religione, il dogma o le grandi domande non c’entrano. La Verità con la V maiuscola riguarda la vita prima della morte. Riguarda il fatto di toccare i trenta, magari i cinquanta, senza il desiderio di spararvi un colpo in testa. Riguarda il valore vero della vera cultura, dove voti e titoli di studio non c’entrano, c’entra solo la consapevolezza pura e semplice: la consapevolezza di ciò che è così reale e essenziale, così nascosto in bella vista sotto gli occhi di tutti da costringerci a ricordare di continuo a noi stessi: «Questa è l’acqua. Questa è l’acqua; dietro questi eschimesi c’è molto più di quello che sembra». Farlo, vivere in modo consapevole, adulto, giorno dopo giorno, è di una difficoltà inimmaginabile. E questo dimostra la verità di un altro cliché: la vostra cultura è realmente il lavoro di una vita, e comincia… adesso. Augurarvi buona fortuna sarebbe troppo poco.
David Foster Wallace

16 febbraio 2017

Kaiser Chiefs Hole in my soul


Jim Croce I'll Have To Say I Love You In A Song


L'ignoranza di ciò che è bene e ciò che è male

Al mattino comincia col dire a te stesso: incontrerò un indiscreto, un ingrato, un prepotente, un impostore, un invidioso, un individualista. Il loro comportamento deriva ogni volta dall’ignoranza di ciò che è bene e ciò che è male, […] ebbene, io non posso ricevere danno da nessuno di essi, perché nessuno potrà coinvolgermi.
Marco Aurelio

15 febbraio 2017

Deff Havana Trigger


Jim Morrison & the Doors The Ghost Song


Quasi una virtù

Penso che sia necessario educare le nuove generazioni al valore della sconfitta. Alla sua gestione. All’umanità che ne scaturisce. A costruire un’identità capace di avvertire una comunanza di destino, dove si può fallire e ricominciare senza che il valore e la dignità ne siano intaccati. A non divenire uno sgomitatore sociale, a non passare sul corpo degli altri per arrivare primo. In questo mondo di vincitori volgari e disonesti, di prevaricatori falsi e opportunisti, della gente che conta, che occupa il potere, che scippa il presente, figuriamoci il futuro, a tutti i nevrotici del successo, dell’apparire, del diventare…. A questa antropologia del vincente preferisco di gran lunga chi perde. È un esercizio che mi riesce bene. E mi riconcilia con il mio sacro poco. Ma io sono un uomo che preferisce perdere piuttosto che vincere con modi sleali e spietati. Grave colpa da parte mia, lo so! E il bello è che ho la sfacciataggine di difendere tale colpa, di considerarla quasi una virtù…
Pier Paolo Pasolini