Post

Visualizzazione dei post da ottobre, 2023

Venezia FC: È un Venezia che fa sognare

Immagine
La forza di una squadra, si sa, sta soprattutto in come gestisce le sconfitte. E il Venezia di Paolo Vanoli ha dimostrato di avere dentro di sé il dna vincente, quello che autorizza sogni di gloria. Il primo stop era stato contro il Palermo. Un ko pesante, contro un avversario che, almeno in quei 90 minuti, era sembrato superiore. Ma la reazione era stata da grande squadra: blitz a Modena in rimonta e vittoria entusiasmante sulla capolista Parma con sei gol segnati. A Reggio Emilia, però, ecco il secondo stop, anche in questo caso al termine di novanta minuti in cui a errore si era sommato errore, in cui la squadra non aveva mostrato quel furore agonistico che si era visto nelle partite precedenti. Anche in questo caso, però, ecco la reazione di fronte ai settemila del Penzo, contro il Pisa, per giunta dopo essere andati sotto dopo appena tre minuti. Un ruggito poderoso, all’avversario e al campionato. La rosa offre ampie garanzie e a gennaio potrebbe essere ulteriormente ritoccata, ma

Gosho quotidiano 31 ottobre 2023

Immagine
"Le sfortune di Kyo’o Gozen si trasformeranno in fortuna. Raccogli tutta la tua fede e prega questo Gohonzon. Allora, che cosa non può essere realizzato? Credi nel Sutra del Loto quando dice: «Questo sutra può [...] esaudirne i desideri, proprio come una fresca e limpida fonte può soddisfare tutti coloro che sono assetati» e: «Godranno di pace e sicurezza nell’esistenza presente e nasceranno in circostanze favorevoli nelle successive»." Dal Gosho "Risposta a Kyo’o" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 366)

Avanti Savoia!

Immagine
Il 24 ottobre è venuto l'ordine di avanzata. Tutta la divisione è uscita dagli sbarramenti, dal canale Dottore, e avanti Savoia! Gli ufficiali avevano la sciabola in mano. L'artiglieria aveva sparato prima, ma poco, perchè non ce n'era: in tutto quattro cannoni da 75 e due di bronzo. I reticolati austriaci erano ancora tutti intatti. Savoia! Tutti sono andati all'assalto, tra i quali c'era un reggimento di granatieri, tutti ragazzi alti due metri. Gli austriaci non sparavano ancora. Quando sono arrivati a 100 metri, un incrocio di mitraglie ha cominciato a vendemmiare: in pochi minuti tre o quattro mila uomini erano a terra. C'era il generale Secco all'osservatorio che piangeva con la testa poggiata sul tavolino. Lui l'aveva avvertito il comando supremo che l'artiglieria aveva fatto niente e i reticolati erano intatti, ma dal comando supremo era venuto lo stesso l'ordine di avanzare: i soldati italiani dovevano tagliare i reticolati coi denti, ma

Il piccolo Thutmose II

Immagine
Un bel giorno, nel fervido cuore dell’Antico Egitto, in un ambiente ricolmo di intriganti monarchi e attorniato da cospirazioni degne di un film d’azione, nacque Thutmose II, frutto dell’unione tra Thutmose I e la sua ardente amante, Mutnofret. La loro relazione, un cocktail esplosivo di amore e clandestinità, rimase nascosta alla consorte ufficiale del faraone, quasi quanto il tesoro di Tutankhamon fino al 1922. Ecco che entra in scena Mutnofret, una madre protettiva quanto un ippopotamo del Nilo e pronta a tutto per proteggere il suo piccolo. Nel panico delle notizie sul misterioso assassinio dei fratelli maggiori di Thutmose II, pensò bene di nasconderlo, come una regista di talento che tiene la sua stella emergente lontano dai paparazzi. Ma non si tratta di semplice paura materna: Mutnofret era una tattica provetta, ben consapevole del fatto che, nell’assolata arena della politica faraonica, il suo Thutmose aveva un ruolo da interpretare. A quei tempi, le potenziali eredi erano tra

Venezia FC: Cuore Venezia. Pierini e Johnsen ribaltano il Pisa. Vanoli in orbita

Immagine
Johnsen spedisce il Venezia al secondo posto, all'inseguimento del Parma, il Pisa non si risolleva dopo la sconfitta nel recupero con il Lecco, nonostante fosse andato rapidamente in vantaggio con il rigore di Valoti, procurato dall'incursione di Barbieri. Venezia in sofferenza nella prima mezz'ora, è stato fondamentale l'eurogol di Pierini, al quarto centro stagionale, che ha rianimato la squadra di Vanoli, rientra in campo con la faccia "cattiva" di chi voleva a tutti i costi la vittoria. Legittimo il successo degli arancioneroverdi, cresciuti di minuto in minuto con Tesmann e Busio a dettare i ritmi, mentre il Pisa ha ripreso verve solo dopo lo svantaggio. Il presidente Niederauder ha assisto a una parte dell'incontro in curva Sud. Vanoli ha coperto la fascia sinistra (Zampano squalificato) con Sverko, sorpresa a centrocampo con Bjarkason preferito a Lella. Aquilani ha piazzato Barbieri sulla destra nella mediana con Mlakar unica punta (Torregrossa ha a

Venezia FC: La bella addormentata nel bosco.

Immagine
Una mezz’ora in apnea totale con in più il contributo di un rigore contro nei primi 3’. Il Pisa sembra decidere che è la sua giornata. Gioca bene, fa girare palla, prova a farsi pericolosa in più di un’occasione Poi arriva il pareggio di Pierini sugli sviluppi di un corner un po’ abborracciato, con un gran tiro. E la partita cambia. La principessa si risveglia come nella favola, baciata dal suo principe. Il Venezia si rianima, prende sicurezza e comincia a macinare gioco con azioni anche pregevoli. Nel secondo tempo c’è solo una squadra in campo che sulla spinta di un centrocampo riaggiustato trova un gran gol con un’azione corale, innescata da Dienbelé sulla fascia che smista a Lella, pallone a Pohjanpalo che libera Tessmann appena fuori area: filtrante al centro dell’area x Johnsen che stavolta non può proprio sbagliare. Gran gol e gioia dovunque. Si va a finire con qualche tentativo arruffato da ambo le parti. Poi la squadra va a festeggiare sotto gli spalti con Niederauer a saltare

Harald Hardrada, “flagello dei Bulgari”. La rivolta di Peter Deljan (1040-1041)

Immagine
Nella Storia imperiale romana, l’imperatore Basilio II è rimasto famoso per aver piegato uno degli avversari più tenaci e secolari dell’impero, i Bulgari, e per il soprannome che si è guadagnato postumo per questo: “Bulgaroctono”, “il massacratore di Bulgari”. Non è tuttavia l’unico personaggio della storia dell’impero ad essere stato ricordato in questo modo. Il secondo uomo a portare un epiteto estremamente simile, è un uomo quasi altrettanto famoso: il comandante della guardia variaga Harald Sigurdsson, futuro re di Norvegia e maggiormente noto come “Harald Hardrada”, ovvero “Harald lo Spietato”. Harald Hardrada si guadagna il suo epiteto (che vedremo alla fine) in occasione della rivolta bulgara guidata da Peter Deljan del 1040-1041. Per pacificare il nuovo thema di Bulgaria, consapevole di quanto sarebbe stato facile istigare una rivolta, Basilio II poco più di vent’anni prima aveva permesso un regime di tassazione molto agevolato (permettendo per esempio pagamenti in natura e non

L'arrivo del rancio e della posta in trincea

Immagine
Nella vita di trincea gli appuntamenti più attesi erano l'arrivo del rancio e la distribuzione della posta. Questi due eventi rappresentavano le maggiori preoccupazioni dei soldati che si trovavano sul fronte di guerra. Difficilmente vi erano altre apprensioni nei pensieri dei combattenti. Saltare uno di questi appuntamenti significava rendere ancor più lunga una giornata già di per sé noiosa e angosciante. Il rancio veniva messo dentro delle casse termiche che assicuravano la razione a circa 25-30 soldati ciascuno; tali recipienti erano in grado di mantenere caldi gli alimenti per molto tempo; in questo modo i cibi potevano cuocere in parte anche durante il tragitto. Ma non sempre il carico arrivava a destinazione. I problemi erano due: primo di tutti i muli erano caricati fino all'inverosimile. Il materiale era posto a piramide sulla groppa dell'animale. A riparo del prezioso carico venivano posti gli scudi metallici Masera; in questo modo, soprattutto in montagna, alla

Gosho quotidiano 30 ottobre 2023

Immagine
"Non devono esserci discriminazioni fra coloro che propagano i cinque caratteri di Myoho-renge-kyo nell’Ultimo giorno della Legge, siano essi uomini o donne: se non fossero Bodhisattva della Terra, non potrebbero recitare il daimoku. Dapprima solo Nichiren recitò Nam-myoho-rengekyo, ma poi due, tre, cento lo seguirono, recitando e insegnando agli altri. La propagazione si svilupperà così anche in futuro. Non vuol dire ciò “emergere dalla terra”?" Dal Gosho "Il vero aspetto di tutti i fenomeni" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 341)

Venezia FC: Dopo la Vittoria contro il Pisa per 2-1 con Pohja

Immagine
 

Venezia FC: Saranno più di 7mila i supporters oggi al Penzo

Immagine
Curva sud praticamente esaurita, sarà alto anche oggi l’urlo del Penzo per spingere i ragazzi alla vittoria

Venezia FC: Il Venezia prova a scalare la torre c'è il Pisa. Ritorna Jaialo

Immagine
Questo pomeriggio il Venezia torna al Penzo per affrontare il Pisa per l'undicesimo turno di Serie B. Ha già messo da parte lo sfortunato stop della scorsa giornata con la Reggiana. C'è voglia di un pronto riscatto come sottolinea Paolo Vanoli. «Incontriamo una squadra forte come il Pisa», spiega il tecnico, « ben organizzata, che gioca un buon calcio, con giocatori bravi a saltare l'uomo. Vengono anche loro da una sconfitta e vorranno fare risultato. Anche noi però saremo arrabbiati per il risultato maturato con la Reggiana». BUONE NOTIZIE. La grande novità riguarda Mato Jajalo, che sarà a disposizione e sarà seduto in panchina. «Posso portare Jajalo in panchina, è arrivato per lui il momento di soffrire un po' con noi (sorride Vanoli, ndr) . Penso sia una persona importante per questo gruppo ed è giusto che ricominci a vivere i sentimenti del gruppo. È arrivato il momento giusto, sarà importante per lui e per noi». L'altra buona notizia riguarda Jay Idzes. «Penso

Vivere in trincea

Immagine
Vivere in trincea significò mangiare, dormire e provvedere ai propri bisogni fisiologici nello stesso luogo; scrive un soldato al fratello: “Vuoi che ti parli della guerra? Credi che la guerra sia un intreccio di schioppettate e di baionette? […] Guerra sono i disagi che preparano la battaglia; le notti insonni, le veglie sui massi ghiacciati e duri; le piogge che bagnano le ossa senza che ci si possa cambiare […]. In poche parole si faceva la guerra anche quando non si combatteva. La guerra c'era sempre, anche quando i fucili rimanevano in silenzio e il nemico sembrava non esistere. Una vita piena di miseria, monotonia e costante paura di morire; la tristezza nel sentire che gli unici rumori che si ascoltavano erano quelli degli scarponi nel fango, il vociare sommesso dei soldati o peggio il fischio delle pallottole in aria oppure l'impetuoso rumore delle raffiche di vento simili al rumore di fantasmi incolleriti erranti. I soldati si accovacciavano il più possibile nelle prof

Gosho quotidiano 29 ottobre 2023

Immagine
"Se cerchi l’illuminazione al di fuori di te, anche eseguire diecimila pratiche e diecimila buone azioni sarà inutile, come se un povero stesse giorno e notte a contare le ricchezze del suo vicino, senza guadagnare nemmeno mezzo centesimo. Per questo il commentario della scuola T’ien-t’ai afferma: «Se non si percepisce la natura della propria vita, non si possono sradicare le proprie gravi colpe» . Questo implica che, finché non si percepisce la natura della propria vita, la pratica sarà un’infinita e dolorosa austerità" Dal Gosho "Il conseguimento della Buddità in questa esistenza" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pagg. 3-4)

La battaglia di Rusokastro (1332). L’ultima battaglia campale tra Romani e Bulgari

Immagine
Salito al potere nel 1328 dopo una guerra civile lunga sette anni, e ora unico imperatore dopo che il nonno Andronico II si è ritirato in un monastero, Andronico III si ritrova tra le mani una situazione complicatissima.  La guerra e la disgregazione dell’impero avanzano su tutti i fronti: a est i Turchi, nell’Egeo e in Grecia le forze latine, e a ovest Bulgari e Serbi. Nel 1328, proprio per rendere maggiormente più sicuro questo ultimo fronte, Andronico III stipula un trattato segreto con lo tsar bulgaro Michele III Asen in funzione antiserba. Tuttavia, Andronico III nel giro di pochi anni è ben poco soddisfatto di questa alleanza, che non gli porta alcun vantaggio territoriale e che vede i Bulgari sconfitti dai Serbi a Velbazhd nel 1330. Questo porta Andronico III a rompere i patti e a invadere i possedimenti bulgari in Tracia. Non ha tuttavia fatto i conti con colui che viene proclamato, in risposta alla crisi interna bulgara, nuovo tsar: Ivan Alessandro. Come prima cosa, Ivan Aless

Venezia FC: Il dg Antonelli ha gia' preso contatti con gli uffici del sindaco Brugnaro

Immagine
 

Venezia FC: Venezia, l'annuncio di Niederauer «Nuovi investitori per puntare in alto»

Immagine
Giornata di grandi novità per il futuro del Venezia. Il presidente Duncan Niederauer, a Ca' Venezia, ha spiegato che nel giro di poco tempo arriveranno nel club nuovi soci per puntare ad un livello successivo. Un aspetto positivo per avere una società che sia totalmente sostenibile dal punto di vista economico. Tali investitori/soci potranno beneficiare di una struttura all'avanguardia come la nuova sede del Venezia, lo stadio Penzo ristrutturato recentemente, ma anche il nuovo impianto che prenderà vita nel Bosco dello Sport. Senza dimenticare una squadra che in campo sta facendo molto bene, un settore giovanile fiorente, una squadra femminile, un brand che va a gonfie vele insieme al merchandising, il tutto nella città più bella del mondo. «In questo momento - spiega Niederauer - non abbiamo un club totalmente sostenibile. Abbiamo investito tanto nel passato soprattutto quando siamo andati in Serie A. Questo mi ha fatto pensare, insieme ai miei soci, che si rende necessario l

Gosho quotidiano 28 ottobre 2023

Immagine
"Il Sutra del Loto è il bastone che sostiene tutti i Budda delle tre esistenze quando decidono di aspirare all'illuminazione. Dovresti tuttavia affidarti a Nichiren e farne il tuo bastone e il tuo pilastro. Se usiamo un bastone non cadremo lungo gli scoscesi sentieri di montagna o sulle strade accidentate e se ci prendono per mano non inciamperemo. Nam-myoho-renge-kyo sarà il tuo bastone nella montagna della morte." Dal Gosho "Le spade del bene e del male" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 400)

Sul Carso

Immagine
“ Questi alberi del Carso! Se ti domandi chi li nutre, ecco un enigma! Quella poca terra rossa che, quando piove, ci si attacca alle caviglie, e non c'è acqua che la sciolga, ha una profondità di pochi centimetri, e non può certo offrir loro alimento e vita. E questi piccoli campi coltivati, quanto anche sono miseri! Non un segno che li dica vivi o, comunque, respiranti. Se dissotterri una radice, t'accorgi che i filamenti biancastri non hanno quel tremito lieve che rivela la vita.” Scritto di un ufficiale riguardo l'aridità delle terre carsiche

Braccialetti decorati con gatti

Immagine
I gatti su questo braccialetto sono simili agli elementi di gioielli reali risalenti all'inizio della Dynasty 18. L'animale era sacro alla dea Bastet, la controparte benigna di Sekhmet che incorporava la ferocia di una leonessa (XVIII dinastia) Da Tebe, Wadi Gabbanat el-Qurud - Tomba delle tre mogli straniere di Thutmose III. Ora si trova al MET New-York Egyptian Civilization - الحضارة المصرية

Venezia FC: Cessioni quote di maggioranza del club

Immagine
La notizia comunicata in sala stampa oggi dal Presidente Niederauer, ha colto tutti di sorpresa per i tempi ma non è inaspettata. Da tempo la presidenza aveva manifestato interesse a “cedere” quote del club, il motivo è più semplice di quanto si possa immaginare. Il gruppo di investitori guidato da Niederauer, con la realizzazione di Ca’ Venezia aveva in pratica chiuso il suo obiettivo aziendale, e quindi ad oggi c’erano tutte le condizioni per vendere. Primo perché oggi il Venezia Fc, è un brand a livello mondiale a livello di marketing e visibilità con pochi rivali in B e anche in serie A. Secondo perché la squadra sta andando bene quindi era più facile “ottenere” una cifra di vendita più consona all’investimento fatto. Terzo perché il gruppo Niederauer non è mai forse stato così interessato a puntare in alto velocemente, avendo dei fondi ben limitati e definiti. Chi saranno i nuovi soci non lo sappiamo, sicuramente non saremo quelli che pensano ai fallimenti o a situazioni drammatic

Venezia FC: Trenta anni fa capolavoro Venezia

Immagine
 

Venezia FC: Serena: «Solo un passo falso Ma adesso bisogna reagire»

Immagine
Michele Serena, si aspettava la sconfitta del Venezia a Reggio Emilia? «Sinceramente no, non me l’aspettavo, anche perché sulla carta il Venezia è superiore alla Reggiana, che non aveva mai vinto in casa. Ma la prestazione nel suo complesso non mi è piaciuta, tanti giocatori hanno reso al di sotto dello standard ottimale». Qualche esempio? «Pohjanpalo su tutti. Al di là del rigore mi è parso scarico, spento, senza mordente. Probabilmente era molto stanco dopo gli impegni in Nazionale. Aveva fatto 90 minuti contro il Kazakistan martedì e altri 45 anche il sabato prima. Probabilmente i viaggi e poi le partite giocate ogni tre giorni hanno pesato». A proposito, farebbe ancora tirare i rigori a lui? «Bisogna vedere quali sono le alternative... Se li batte lui significa che Vanoli lo ritiene il più bravo. Ho i miei dubbi che cambiare sarebbe la cosa giusta e, in ogni caso, lo deciderà l’allenatore». Secondo Denis Godeas la convivenza fra Pohjanpalo e Gytkjaer è molto complicata. Lei che cos

La terra di nessuno...

Immagine
“ Ovunque premeva alla gola il tanfo dei disinfettanti, che servivano solo ad aumentare e rendere intollerabile quello dei cadaveri e della sporcizia di ogni genere che si accumulava a terra, come rifiuti e feci; infatti in trincea non v'erano gabinetti, ma solo buchi scavati nel terreno sui quali i fanti si accovacciavano”. Non si parla di odore in queste testimonianze ma di tanfo: “Il tanfo rende l'aria irrespirabile. Con le mani chiudiamo le narici: ma l'odore è così forte, che penetra nel cervello, come un cuneo di materia estranea, ci picchia all'occipite. Soprattutto dopo un bombardamento oppure dopo un attacco era facile sentire urlare disperatamente – all'interno del fazzoletto di terra tra le due trincee – i nomi dei propri cari, richieste di aiuto ripetute fino all'ultimo sospiro. Erano momenti tremendamente duri per chi si trovava in trincea e non poteva uscire ad aiutare il proprio compagno. “E' lì a tre passi da me: mi fa pena, scrive un bersagl

Le prime figurine

Immagine
La fotografia riportata sopra queste righe, che ritrae il calciatore del Milan Nils Liedholm, ha per molti un aspetto familiare:  venne infatti utilizzata per la copertina del primo album di figurine Panini, pubblicato nella stagione 1961-1962 . Le figurine erano un oggetto già noto in Italia,  ma di solito avevano uno scopo promozionale: si accompagnavano cioè ad altri prodotti , come dolci, caffè o programmi radiofonici o televisivi, per incoraggiarne la vendita. Furono i fratelli Panini, quattro fratelli di origine modenese e proprietari di un’edicola, a pensare per primi che  le figurine avrebbero potuto costituire un oggetto del desiderio a sé stante . Per iniziare acquistarono un lotto invenduto di figurine di calciatori dalla casa editrice Nannina di Milano, poi le confezionarono in bustine da quattro l’una e le misero in vendita a dieci lire ciascuna.  Il successo fu straordinario: furono vendute tre milioni di bustine . Ciò permise agli intraprendenti fratelli di gettarsi nell

Gosho quotidiano 27 ottobre 2023

Immagine
"Perciò la preghiera di un praticante del Sutra del Loto [otterrà risposta] come l’eco risponde al suono, come l’ombra accompagna il corpo, come la luna si riflette sull’acqua limpida, come uno specchio raccoglie la rugiada, come un magnete attira il ferro, come l’ambra attrae la polvere, come uno specchio limpido riflette il colore delle cose" Dal Gosho "Sulle preghiere" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 302

Quota 645, a nord-est di Testen

Immagine
Ignari del disastroso, quanto insospettato capovolgimento del fronte, per l'intera giornata del 24 ottobre, isolati, tentammo invano di ristabilire il contatto con i superiori comandi. Con il passare delle ore il funesto presentimento iniziale prendeva sempre più consistenza. Smarriti e incerti, ci fissavamo l'un l'altro con sguardo interrogativo, in attesa di una chiarificazione che nessuno sapeva darci. Sul tramonto , l'azione dei gas; all'imbrunire, l'attacco di sorpresa da parte di un contingente nemico, ovviamente in avanscoperta. La realtà della situazione prese volto ben delineato. Un nostro balzo indietro e subito in contrattacco all'arma bianca; non potevamo consentire che i pezzi passassero intatti nelle mani del nemico. Ripresa la posizione, e protetti dal fuoco incrociato delle due mitragliatrici in dotazione alla batteria, smontati, pezzi in spalla, in un baleno guadagnammo la postazione dei muli scarichi, sotto la spinta ormai chiarissima della

Venezia FC: Pohjanpalo: «Un premio che significa molto per me Ma ora devo riscattarmi»

Immagine
Venezia ha ufficialmente un nuovo doge. Un idolo osannato dal pubblico calcistico arancioneroverde, che viene dal Nord Europa ha conquistato ormai da tempo i cuori dei tifosi del Venezia, FC che spera di portare più in alto possibile anche per l'amore che ha dimostrato nei confronti della città tanto da voler abitarci e viverla quotidianamente. Lui è ovviamente Joel Julius Ilmari Pohjanpalo, 29 anni: il biondo finlandese ieri sera ha ritirato anche il premio speciale del Panathlon Club Venezia al teatro Goldoni consegnato dalle mani del vicesindaco Andrea Tomaello. Elegantissimo, per una volta ha smesso i panni dell'atleta per vestire quelli del personaggio famoso, ma sempre con grande simpatia e signorilità. Joel, un premio stasera per la sua straordinaria prestazione la scorsa stagione ma anche perché ormai lei è diventato un cittadino veneziano... «Si certamente, è fantastico essere ricordato anche per questo. Quando ho avuto l'opportunità di venire qui a Venezia e la po