La fortuna viene da dentro
Ripenso a tutte le volte che l'ho sentito dire. «La fortuna viene da fuori. È cieca, la dea bendata, non vede e premia a caso». Noi viviamo in una cultura che tende spesso a delegare a qualcosa fuori da noi le sorti della nostra esistenza. E che rimbalza questo messaggio: abbiamo poco potere sulle cose che ci accadono. Siamo fuscelli in balia del vento della buona o della cattiva sorte. Che da noi poco dipende. Non ci si può fare un granché: la fortuna o ce l'hai o non ce l'hai. Il ricorso frequente, da sempre e anche in questi tempi, a maghi e fattucchiere, a pratiche propiziatorie le più disparate, ne è la prova. La sfortuna è vista come un veleno e l'antidoto sta fuori da noi. Bene, il Buddismo, spacca quest'illusione. Afferma e sostiene altro. Afferma cioè che la fortuna viene da dentro, che si costruisce. È roba nostra. «Toda una volta affermò che in un certo senso la vita è una scommessa. "Se siete fortunati vincerete ma se non lo siete, per quanto provia...