Legato al palo
La tradotta ci portò fino ad una piccola stazione delle retrovie. Quindi proseguimmo a piedi per una località della provincia di Treviso, dove ci sistemammo in due grandi caseggiati separati da un ampio cortile, al centro del quale era piantato un palo, di cui non si riuscì subito di capire la funzione. L'indomani completammo il nostro equipaggiamento con dotazione individuale di cartucce e viveri a secco. Oramai eravamo pronti, come fanti, per il battesimo del fuoco. Qualche giorno dopo ci mettemmo in marcia per portarci in prima linea. Facemmo tappa in alcuni casolari, dove trascorremmo la notte, e l'indomani riprendemmo la marcia. A mano a mano che avanzavamo si avvertivano sempre più distintamente il rombo del cannone e gli spari della fucileria. Poi abbandonammo la strada e proseguimmo la marcia, in fila indiana, attraverso i fossati che delimitavano i campi. Ora il terreno era qua e là sconvolto da buche prodotte dalle esplosioni delle granate. Si vedevano alberi stroncat...