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Frase del Gosho del 18 gennaio 2020

"Il Gran Maestro Miao-lo afferma: «Sappiate che nella nostra vita e nel suo ambiente in un singolo istante vi sono tremila regni. Perciò, quando si raggiunge la via del Budda, ci si mette in armonia con questo principio fondamentale, e la nostra vita, corpo e mente, in un singolo istante pervade l’intero regno dei fenomeni»"
Dal Gosho "I tre ostacoli e i quattro demoni" (Raccolta degli scritti di Nichiren Daishonin, volume I, pag. 568)

Le sfide che incontriamo

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Le sfide che incontriamo nella vita quotidiana fanno tutte parte della nostra pratica buddista, servono per il nostro sviluppo spirituale e ci permettono di compiere la rivoluzione umana e conseguire la Buddità. Se recitiamo Daimoku con questa convinzione, emergerà in noi il coraggio necessario per affrontarle. Manifestare lo stato vitale della Buddità significa proprio questo. Buddismo e Società 176

Venezia FC: Il Gazzettino. Venezia, ora cambia marcia

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A tre settimane da quella di Perugia il Venezia ha bisogno di un'impresa anche nella tana della Cremonese. Scatta oggi pomeriggio (ore 15) il girone di ritorno di una Serie B che, da qui al 14 maggio, avrà una sola sosta (28 marzo) e due turni infrasettimanali per un totale di 19 gare a disposizione per raggiungere il traguardo della salvezza. Al giro di boa gli arancioneroverdi sono arrivati in quint'ultima posizione in pieni playout, con 22 punti ovvero uno solo di margine sugli avversari odierni che però l'11 febbraio recupereranno la trasferta di La Spezia. Dopo l'1-0 allo Zini del campionato scorso con un gol di Di Mariano, il Venezia deve riprovarci contro un avversario finora assai deludente (non a caso oggi torna in panchina Rastelli per Baroni) dopo i grossi investimenti estivi, ma che ciononostante tra le mura amiche è imbattuto da 6 gare (12 punti) dopo aver perso il 6 ottobre per 2-0 contro il Cittadella. «Classifica alla mano sembra uno scontro diretto ma …

Monasteri, protagonisti nell'Alto Medioevo

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Nel X secolo, quattrocento anni dopo la loro fondazione, i monasteri benedettini erano diventati centinaia ed erano sparsi in tutta l’Europa occidentale. La loro presenza rivestì un’importanza vitale nei primi secoli del Medioevo. Innanzitutto essi svolsero un’importante funzione economica. Infatti erano dei veri e propri centri di produzione in grado di nutrire non solo i monaci, ma anche una grande quantità di bisognosi in fuga da città in rovina e quasi prive di approvvigionamento, campagne inselvatichite,scorribande di popoli in cerca di bottino. Non mancavano quindi nei monasteri i locali adibiti alle attività agricole: il granaio, il mulino, il frantoio, le fucine dove lavorare i metalli, le cantine, gli orti, le stalle e le abitazioni per i coloni e i servi che lavoravano per il monastero.
La loro perfetta organizzazione fondata sulla formula della Regola di San Benedetto da Norcia “Ora et labora”“Prega e lavora”, faceva sì che i loro campi e i loro allevamenti rendessero molto…

Caio Giulio Cesare Nascita e prime esperienze

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Gaio Giulio Cesare nacque a Roma il 13 luglio del 100 a.C. dalla nobilissima gens Iulia, una famiglia patrizia che vantava una mitica discendenza da Iulo, figlio dell’eroe troiano Enea, e perciò da Venere. Cesare, nipote di Gaio Mario, sposò, giovanissimo, Cornelia, figlia di Lucio Cornelio Cinna uno dei leader del partito mariano. Questo suo legame con una famiglia notoriamente schierata con i popolari, oltre alla parentela con Gaio Mario, gli attirò l’avversione dell’oligarchia senatoria e di Silla. Dovette quindi allontanarsi da Roma, ma vi rientrò dopo la morte di Silla (78 a.C.) e incominciò la carriera forense e politica percorrendo le diverse tappe del cursus honorum. Le tappe del cursus honorum di Giulio Cesare Fu questore in Spagna nel 68 a.C.; edile nel 65 a.C.; pontefice massimo nel 63 a.C.; pretore nel 62 a.C.; propretore nella Spagna Ulteriore nel 61 a.C. Il Primo Triumvirato Nel 60 a.C. Giulio Cesare stipulò con Pompeo e Crasso l’accordo segreto cosiddetto del Primo Triumvira…

Storia delle religioni – America precolombiana (Aztechi- Maya- Inca) cap. XV (parte I)

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L'AMERICA PRECOLOMBIANA (AZTECHI, MAYA E INCA) America precolombiana Le religioni politeistiche dell'America precolombiana sono il prodotto di civiltà insediate nella vallata centrale del Messico, nella penisola dello Yucatan e sull'altipiano peruviano delle Ande tra il V e il XVI secolo. Esse presentano una base culturale rappresentata da popolazioni stanziali ad economia agricola, strutturate in comunità socialmente organizzate, che possono risalire anche al II millennio a.C. Frequenti furono gli scambi culturali grazie ai quali le piramidi a gradoni o le statuine femminili (che potrebbero corrispondere alla “dea madre”) sono migrate da nord a sud. Le analogie di molti elementi con le religioni sviluppatesi nel Mediterraneo centro-orientale tra la fine del IV e il II millennio a.C., non può tuttavia giustificare l'ipotesi di una qualche diffusione culturale dal Mediterraneo alle Americhe, ma permette di considerare “antiche” le religioni precolombiane. Analogie cultural…

Lezione sul Sutra del Loto 25 Ottavo capitolo predizione dell'illuminazione a cinquecento discepoli (GOHYAKU)

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All’inizio del capitolo Shakyamuni predice l’Illuminazione di Purna, che aveva gioito ascoltando la predicazione avvenuta nel capitolo precedente. Purna era considerato da Shakymuni «[…] come il migliore fra coloro che predicano la Legge». Shakyamuni spiega ancora: «E ho sempre lodato anche i suoi molti meriti, la sua diligenza nel proteggere, sostenere, aiutare a proclamare la mia Legge, la sua bravura nell’istruire, beneficare e rallegrare le quattro categorie di credenti […]» (Op. cit., p. 210). Shakyamuni poi rivela che Purna nel futuro sarebbe diventato un Budda chiamato Tathagata Fulgida Legge, in un’epoca chiamata Tesoro Fulgido e nella terra dal nome Buona e Pura. Anche i cinquecento arhat, ai quali nel capitolo precedente aveva raccontato la parabola della “Città fantasma”, ricevono la predizione dell’Illuminazione «diverranno Budda uno dopo l’altro;/ avranno tutti lo stesso nome, Splendore Universale». I cinquecento arhat esultando di gioia, dichiarano che in passato avevano …