Se cade il Piave, non c’è più niente da fare
Le mappe mostrano le frecce austriache puntate verso Venezia, verso Padova, verso il cuore della pianura. A Parigi il comando francese decide di mandare sei divisioni in Italia, ma non le schiera sul Piave, dove gli italiani stanno cercando di fermare l'avanzata, le schiera sul Mincio, 100 km più indietro. Questo è il dettaglio che dice tutto. I francesi non credono che la linea del Piave possa reggere. Si preparano già al prossimo crollo. A Vienna l'imperatore Carlo riceve i telegrammi con un sorriso. 250.000 prigionieri italiani, colonne infinite che marciano verso i campi di prigionia, un esercito in dissoluzione, l'imperatore brinda. Venezia è a portata di cannone. Se il Piave cade, non c'è più niente tra le armate austriache e il cuore dell'Italia del Nord, Padova, Vicenza, forse Milano. Carlo non ha dubbi. Il colpo finale è questione di settimane. I soldati austriaci, nelle trincee avanzate cantano una canzone beffarda. Andate a Bassano a bere il caffè. gridan...