Post

Venezia FC: Un 3-5-2 di nuovi e veterani

Immagine
Il percorso di avvicinamento al campionato ha regalato indicazioni decisamente confortanti all'ambiente arancioneroverde: un precampionato solido, scandito da cinque amichevoli e da un intenso mese di lavoro distribuito sapientemente tra il ritiro in quota a Falcade e la successiva tourneè oin terra francese. Tra le note più liete di questo avvio specca senza dubbio una rosa già completa in ogni reparto e sostanzialmente risparmiata dai contrattempi fisici nel corso della preparazione estiva. Le uniche defezioni riguardano Adorante e Sverko, già ai box prima delle fatiche estive. L'intensità calcistica di Stroppa non subirà alterazioni nella massima serie. La squadra è votata al dominio del gioco tramite un possesso palla prolungato e un atteggiamento aggressivo che porta a difendersi attaccando nella metà campo avversaria. In fase difensiva l'indicazione è quella di accettare i duelli a uomo a tutto campo con coppie fisse in ogni zona. Stroppa non ama focalizzarsi sui nume...

Monte Lemerle, 6 giugno 1916

Immagine
Il 6 giugno si andiede di rinforzo alla  nostra artiglieria che ci fu degli attacchi seri eilgiorno 9 ci portarono in prima linia dove si ebbe diversi attacchi di fucileria e il giorno 15 e 16 fu un continuo fuoco di artiglieria nemica e la sera del 16 verso le ore 7 ½ circa il nemico avanzò rompemdo la linia al 158 fanteria e rotto che fù la detta linia ci vedettamo avanzare il nemico alle nostre spalle alla sinistra e di fronte dopo aver fatto accanita resistenza si fu costretti ad arrendersi perché da ogni parte venivano gran quantità di fucilate. Dopo che si fu presi prigionieri ci fecero camminare per tutta la notte con gran quantità di baionette innestate la mattina ci fecero fermare sotto a una piccola tettoia che appena ci si stava addiacere perché era alta la bellezza di un metro e per sdraiarsi per riposare ci fecero un poco di letto con del concio di cavallo che cera un puzzo indiavolato. Ma il bisogno di riposare non mancava si fece un sonno come se fusimo stati sopra u...

I due tipi di Daimoku

Immagine
Ma è possibile comprendere cosa significa pregare e cos'è davvero il Daimoku, utilizzando solo le definizioni dei suoi ideogrammi? In questo ci aiuta Daisaku Ikeda, presidente della SGI, distinguendo due aspetti: il Daimoku della fede e il Daimoku della pratica. «Il primo riguarda l'aspetto spirituale della nostra pratica e consiste essenzialmente nella battaglia che ha luogo nel nostro cuore per contrastare la nostra condizione interiore illusa, od oscurità. È una battaglia contro le forze negative e distruttive interiori per aprire un varco nell'oscurità che avvolge la natura di Budda e far emergere la condizione vitale di Buddità grazie al potere della fede» (BS, 119, 15). In sintesi è credere. Ne L'apertura degli occhi si legge: «Se non nutriamo dubbi nei nostri cuori, raggiungeremo naturalmente la Buddità» e dunque è qualcosa che ha a che fare con la fede, una fede senza dubbi. Ma una fede così, è una fede cieca, che non si fa domande? Nulla di tutto questo: si cre...

Fogliano di Redipuglia, 16 agosto 1915

Immagine
16 agosto Alle ore 8 è cominciato il tiro degli obici da 149 sulla trincea. Appena i primi colpi cominciano a giungere sul bersaglio si sono visti degli austriaci levarsi da dietro ai muretti dove si tenevano appiattati per far fuoco sui nostri e andarsi a rifugiare in alcuni ricoveri coperti. Ma il tiro preciso degli obici li ha scovati anche da dentro quei ricoveri: in uno di questi dovevano trovarsi molti razzi da segnali (quelli che durante la notte gli austriaci adoperano per rischiarare il terreno davanti alle loro trincee). Un colpo di granata scoppiato nel ricovero, dà fuoco a quei razzi: allora si è visto una cosa comica e terribile: da mezzo a tutti quei razzi schioppettanti, con mille colori, in tutte le direzioni, si son visti scappare gli austriaci rimasti illesi: fuggivano tenendo nella mano destra il fucile e nella sinistra il loro sacco. Per la fuga pazza alcuni ruzzolavano, si rialzavano e correvano di nuovo in cerca di un migliore e più sicuro ricovero. Ma un altro co...

Tutto dipende dalla decisione di ognuno.

Immagine
Ad esempio, il potere del Daimoku, fin dove arriva? Il presidente Ikeda ci insegna a determinare oltre il limite della nostra mente. Non dobbiamo misurare il Daimoku in base al nostro stato vitale. Anche questa è arroganza: neppure il Budda sa fino a che punto il Daimoku può arrivare! Se pensiamo "può arrivare fin qui" mettiamo un limite, e quindi realizzeremo entro quel limite. Qualunque cosa accada, dobbiamo continuare a recitare Daimoku e agire. La forza del Daimoku è infinita. Eppure, ogni volta che incontriamo una difficoltà ci domandiamo: "funzionerà?" E recitiamo Daimoku con questo dubbio. Ciò che riusciamo a realizzare dipende dalla convinzione. Dobbiamo credere di avere questa forza infinita nella vita. La differenza è enorme, ma dipende solo da questo: credere, o non credere. Tratto da : Il Nuovo Rinascimento n°430

Venezia FC: Busio e Basic realizzano contro il Brest. Finisce 2-2 ma resta l'ottima prestazione

Immagine
Va sotto, reagisce, ribalta il risultato ma viene beffato a due minuti dalla fine. Al Brest Stadium il Venezia conquista un pari che va stretto per 2-2, con Stroppa che può comunque portarsi a casa indicazioni interessanti dall'ultimo test internazionale prima di fare sul serio. Minuti preziosi per gli ultimi arrivati. Un tempo per Halhal, 25 minuti invece per Sohm, buoni spunti per Adams. Ora basta amichevoli: il 15 agosto arriva la Coppa Italia contro il Modena, poi sarà campionato con l'esordio contro il Lecce ormai dietro l'angolo allo stadio Penzo ore 18.30 il giorno 23 Agosto. Fonte: dalla rete

L’ottenimento della Buddità

Immagine
«L’Illuminazione – scrive Daisaku Ikeda nel Mondo del Gosho – comincia sempre con un voto». Un voto, un grande desiderio, una forte decisione. Più di duemilacinquecento anni fa, il giovane principe Gautama Siddharta uscì dal palazzo reale e scoprì la sofferenza: si imbatté in un vecchio, un malato e un morto. Incontrò un monaco, simbolo di ricerca interiore, e decise di seguirlo per cercare una risposta, abbandonando la dimora avita, gli agi, il benessere. Il grande desiderio di trovare una soluzione alla sofferenza umana fu l’origine della sua Illuminazione e l’atto di fondazione del Buddismo. «Sin dall’infanzia – scriveva Nichiren Daishonin nel milleduecento – ho studiato il Buddismo con un solo pensiero nella mente. La vita dell’essere umano è fugace. Ogni respiro può essere l’ultimo. Nemmeno la rugiada asciugata dal vento è tanto effimera. Nessuno, saggio o sciocco, giovane o vecchio, può sfuggire alla morte. Per questo il mio unico desiderio fu di risolvere questo mistero eterno. ...