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Venezia FC: Fare punti a cominciare da sabato 19 contro la Lazio al Penzo

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Siamo in un momento difficile, la squadra lagunare ha tanta qualità e il gioco lo dimostra, ma c'è anche molto da lavorare e da imparare. La nostra è una squadra giovane che deve iniziare a capire che non può permettersi certe disattenzioni nè di essere, a volte, un pò troppo superficiale in difesa. L'ultimo posto in classifica, appena diventato mestamente solitario, deve trasmettere alla squadra che ogni partita è importante, perchè più passa il tempo e meno ne rimane per recuperare i punti. Si dve iniziare a fare punti perchè altrimenti la classifica diventa troppo lunga e poi diventa difficile recuperare. Quattro sconfitte di fila con tanti gol incassati, l'infermeria piena e la Lazio all'orizzonte, è il momento di darci dentro a testa bassa, pedalando e cercando di recuperare più punti possibili.  

Benefici visibili e invisibili

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Il beneficio non è qualcosa che arriva dall'esterno, ma si manifesta dall'interno della nostra vita, come risultato del nostro cambiamento interiore. Il Daishonin per "beneficio" usa il termine giapponese kudoku, composto da due ideogrammi: ku, il risultato, l'effetto, e toku, o doku, la fortuna e la virtù che si accumulano nella vita grazie alla pratica buddista. Gli effetti della preghiera sono molteplici. Il potere della Legge mistica, attivato con una preghiera forte e determinata, porta benefici visibili e invisibili. I primi appaiono in una forma chiara e riconoscibile, come risultati concreti, il raggiungimento di un obiettivo, la risoluzione di problemi o sofferenze legati alla vita quotidiana. Quelli invisibili si accumulano nel tempo e fioriscono dentro di noi, anche quando le nostre preghiere sembrano non produrre alcun risultato evidente. Sono come grandi alberi che crescono con il passare degli anni. In sostanza, consistono nell'accumulare, grazie...

Dissanguato, Case Boneti (GO), Settima battaglia dell’Isonzo

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Ci fecero sfilare allo scoperto, per squadra per uno di corsa; come dissi l’azione era già cominciata, e la reazione nemica era terribile. Il nemico diffendeva, accanitamente, le sue posizioni, con un terribile fuoco di mitragliatrici, e fucileria, e bombe a mano, mentre le artiglierie, battevano le retrovie. Come dissi noi si andava per uno, in fila indiana, e di corsa perché, la zonna era assai batuta. Ad un tratto sentii un gran colpo al fianco destro, che mi fece traballare. Sicome che dietro di me, veniva un soldato, bergamasco che era assai burloso; in un primo tempo, credei, che questo mi avesse allungato un calcio, e feci per voltarmi per allungargli un –ceffone- ma nel fare tale movimento, perdetti l’equilibrio e anche i sensi, e caddi a terra: erano le undici del mattino. Quando ripresi i sensi il sole era presso al tramonto, feci per rialzarmi da terra, e non vi riuscii; un dolore acuto, e lancinante, alla schiena e alla anca sinistra mi fece riccadere e solo allora, mi acco...

La sofferenza e le difficoltà umane nascono dall'illusione della separazione (dualità).

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Scrive Daisaku Ikeda : " Quando non attingiamo all'infinita energia del cosmo, ci imbattiamo nelle difficoltà, dal momento che ignoriamo la nostra identità con il Se` cosmico. L'eternità è implicita nella nostra vita, ma noi non prendiamo provvedimenti nemmeno per l'anno prossimo. Potenzialmente il nostro spazio vitale è infinito ma, così come stanno le cose attualmente, non riesce a estendersi neanche al nostro piccolo pianeta. Ciò che dobbiamo fare è trovare un modo di espanderci, di vivere l'eternità in un singolo momento, di aumentare il nostro spazio vitale e il nostro tempo vitale finché non riempiono l'universo. E se questo sembrasse un obiettivo un po' troppo astratto, poco legato al rumore sordo di quando si soffre, basta ricordare che la sofferenza è soprattutto sentirsi più piccoli di un problema, esili di fronte allo strapotere dei fatti, non avere abbastanza forza o coraggio o energia vitale per affrontare il senso delle cose. Dunque riconoscer...

Brandelli di carne, Oppachiasella Slovenia

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A Oppacchiasella si passarono giornate di sangue. Il 15 agosto una granata colpì in pieno lo Stato Maggiore Reggimentale ed il Comando del 2° Battaglione, in totale si ebbero trenta morti e più di altrettanti feriti fra i quali il Maggiore Comandante del Battaglione Cav. Del Boca (in realtà dovrebbe trattarsi del maggiore Giovanni Del Rocca che, in quel periodo, era il comandante del II battaglione del 121° fanteria, Ndr) , ed il Capitano Aiutante Maggiore in 1^ Sig. Moroselli. Io che trovavomi a circa 5 metri miracolosamente rimasi incolume. L'aria del proiettile mi alzò di colpo da terra di circa tre metri; rimasi tutto imbrattato di sangue e di brandelli di carne dei miei compagni cadaveri. Fu addirittura cosa dell'altro mondo, si teneva l'orologio alla mano e si contavano i minuti dell'esistenza nostra. Nessuno contava più di vivere, perché le granate continuavano ad infuriare e non c'era luogo che si potesse avere la possibilità di ripararsi. Stammo per modo di...

Venezia FC: Stroppa fiducia confermata

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Nemmeno nel peggiore degli incubi si poteva pensare di partire così male. Quattro partite, quattro sconfitte, un numero di gol incassati davvero abnorme (11) per una media di quasi tre reti al passivo ogni novanta minuti. Il Venezia affonda, con una squadra che appare senza equilibrio, con tanti, troppi infortuni e dove tutto viene messo in discussione. A partire ovviamente dall'allenatore, Giovanni Stroppa, la cui popolarità fra i tifosi ora, è ai minimi storici. Il Venezia, per ora, ha deciso di continuare con Stroppa e di dargli fiducia. Niente esonero, nonostante la partenza ad handicap. E' prestissimo per le sentenze definitive, ma la difesa non funziona: il gioco fatto in serie B con la retroguardia così alta adesso lascia praterie a disposizione degli avversari. Sugli esterni le falle si aprono spesso e in mezzo chi subentra non garantisce il rendimento di chi non c'è. E per fortuna che Akor Adams si è sbloccato, altrimenti le sentenze negative su di lui avrebbero do...

Legato al palo

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La tradotta ci portò fino ad una piccola stazione delle retrovie. Quindi proseguimmo a piedi per una località della provincia di Treviso, dove ci sistemammo in due grandi caseggiati separati da un ampio cortile, al centro del quale era piantato un palo, di cui non si riuscì subito di capire la funzione. L'indomani completammo il nostro equipaggiamento con dotazione individuale di cartucce e viveri a secco. Oramai eravamo pronti, come fanti, per il battesimo del fuoco. Qualche giorno dopo ci mettemmo in marcia per portarci in prima linea. Facemmo tappa in alcuni casolari, dove trascorremmo la notte, e l'indomani riprendemmo la marcia. A mano a mano che avanzavamo si avvertivano sempre più distintamente il rombo del cannone e gli spari della fucileria. Poi abbandonammo la strada e proseguimmo la marcia, in fila indiana, attraverso i fossati che delimitavano i campi. Ora il terreno era qua e là sconvolto da buche prodotte dalle esplosioni delle granate. Si vedevano alberi stroncat...