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Venezia FC: Corsa salvezza, calendario duro: Stroppa si gioca tanto a partire da lunedì

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Sei partite (ma eventuali svolte potrebbero arrivare ben prima, senza il conforto di risultati positivi) per capire se Giovanni Stroppa avrà ancora un futuro da giocarsi sulla panchina del Venezia. Il calendario, per altro, non fa sconti: dopo la sosta, il Venezia riparte lunedì pomeriggio a Bergamo con l'Atalanta, poi riceve il Napoli sabato 17, va a Marassi con il Genoa domenica 25, ospiterà l'Inter mercoledì 28 e affronterà il Como in trasferta domenica 1 novembre, per chiudere il blocco venerdì 6 novembre, al Penzo, con l'Udinese. Sei gare in 25 giorni, con tre avversarie di primissima fascia e tre gare da non fallire per alcun motivo. Il primo step è Bergamo, dove Stroppa potrebbe giocarsi già una fetta pesantissima della permanenza sulla panchina lagunare. Per l'allenatore lodigiano, visto il momento non brillante dei bergamaschi che devono ancora assimilare il credo calcistico di Maurizio Sarri, per dare un segnale immediato, anche perchè il Venezia all'appun...

La terra di nessuno

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Sono salito sul campo, che ovviamente è costituito da buchi di proiettili, e ho dato un'occhiata in giro. Lungo le alte sponde delle trincee giacciono migliaia di scatolette: carne di manzo, marmellata, zuppa, sigarette, salsicce, ecc. Pezzi di ferro e pezzi di granata sono ovunque, e qua e là ci sono micce, nostre e del nemico ( poiché un tempo questo terreno era in mano tedesca). Ho trovato una piroga che si era persa e ne ho tirato fuori delle stoviglie. I cadaveri erano stati scoperti, quindi ho mandato alcuni uomini a seppellirli. Ogni bomba che cade qui disturba qualche miserabile soldato mezzo decomposto. Più indietro, dall'altra parte del filo tedesco, tutto fatto a pezzi, c'erano una dozzina di morti, due dei quali tenenti. Ho radunato un gruppo di uomini e ho seppellito i poveretti. Erano tutti anneriti e le mani erano quasi scarne. Sulla cavalcatura di ogni uomo abbiamo infilato un fucile e una baionetta, con il berretto sul calcio del fucile. ufficiale inglese

I quattro poteri

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...Se solo esiste un piccolo dubbio nel Gohonzon, sarà per noi impossibile sperimentare i veri benefici. Un solo piccolo parassita può distruggere col tempo un enorme albero. Per questo motivo bisogna sviluppare il grande potere della fede e nutrire la massima convinzione nel Gohonzon, senza mai vacillare nella nostra ferma convinzione che il Gohonzon ha l'illimitato potere di trasformare ogni sofferenza. Ma nonostante una forte fede, chi non sviluppa il potere della pratica non potrà godere pienamente dei benefici derivanti dal potere della Legge e del Budda. Quando pratichiamo con costanza il Buddismo di Nichiren Daishonin, recitando Daimoku e facendo shakubuku con la massima fede, otteniamo immancabilmente gli immensi benefici derivanti dal potere della Legge e del Budda. NR 504

Venezia FC: Adams ha ben figurato con la Nigeria nell'amichevole contro la Russia

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Con una prestazione da protagonista autentico e un gol in pieno recupero, Akor Adams trascina la Nigeria nell'amichevole contro la Russia a un incredibile 3-3, completando una rimonta che pareva ormai impossibile. Il percorso dell'ex Siviglia in maglia lagunare, finora è stato un saliscendi di emozioni e rendimento. Dopo un esordio folgorante e ricco di promesse in Coppa Italia contro il Modena, le prestazioni successive avevano lasciato più di un interrogativo. Sono arrivate infatti diverse uscite nettamente al di sotto delle aspettative, in cui l'attaccante è sembrato in difficoltà. Eppure, contro la Russia, l'attaccante lagunare si è consacrato uomo copertina della sfida. Un gol che è stato una vera e propria gemma, di quelle capaci di restituire un'immensa iniezione di fiducia al giocatore e, al contempo di riaccendere con forza le speranze dell'intero ambiente arancioneroverde. Una speranza di poter abbracciare l'uomo decisivo, quel profilo di spessore ...

“La pallottola liberatrice”

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“Chi non ha conosciuto il Carso [in Friuli] non sa cosa siano la fatica e il tormento, non sa come la paura possa attanagliare la gola di un uomo. Non ci vuol molto, oserei dire, andare all’assalto: l’assalto è la “fuga” in avanti, è la paura che ti prende e ti fa dire: “piuttosto che star qui [in trincea], mi faccio ammazzare”. È star qui che è duro, perché star qui vuol dire non muoversi, sentirsi rovesciare addosso i colpi dei nemici, quelli dell’artiglieria leggera e delle mitragliatrici senza potersi muovere né avanti né indietro ad aspettare. Ad aspettare che cosa? Quella che noi chiamavamo la “pallottola liberatrice”. Anch’io ho mancato di coraggio, ho desiderato anch’io di essere ferito per sottrarmi a quell’angoscia. Io ero un uomo comune, non un eroe, uno dei cinque milioni di uomini comuni che hanno fatto la guerra con dovere fino all’ultimo, ma che non desideravano di morire. Non sognavo di diventare un eroe, non volevo che una strada o un busto di marmo portassero il mio n...

La vittoria decisiva

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Josei Toda, secondo presidente della Soka Gakkai scrisse: «Vincere o perdere sono entrambi parti della vita, ma io prego il Budda per la vittoria finale» Quando recitiamo Nam-myoho-renge-kyo con la determinazione di vincere e poi agiamo, possiamo davvero trionfare in ogni ambito. La vittoria che realizziamo sulle circostanze è uno specchio della nostra vittoria interiore. Ma su cosa vinciamo? La nostra vita quotidiana, la società, tutto è soggetto a un continuo mutamento e può volgere verso il bene o verso il male. La lotta che determina la direzione di questo cambiamento avviene dentro di noi. Cosa decidiamo di manifestare? L’oscurità o la Buddità? Questa decisione che prendiamo momento dopo momento determina la nostra vittoria. Questa battaglia interiore è la vita stessa. Come afferma Daisaku Ikeda: «L’universo, questo mondo e le nostre stesse vite sono il palcoscenico di una lotta incessante tra odio e compassione, tra gli aspetti distruttivi e quelli costruttivi della vita» (NR, 50...

1916 Val Terragnolo nel Trentino

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Mi trovavo nella Val di Terragnolo nel Trentino, in località denominata Volta, ...Là vi erano le prime linee nostre e a distanza di 50 o 60 metri quelle austriache. Io facevo parte del 79° Reggimento Fanteria, 7° Compagnia, quale portaferiti reggimentale. Come tutti i combattenti sanno, i portaferiti reggimentali si trovavano sempre in trincea insieme con le truppe di prima linea, e sono i primi a medicare le ferite e portare in salvo i compagni per poi consegnarli ai soldati di sanità o alle infermerie…….. Una sera, eravamo in baracca ……in baracca, al lume di qualche lanterna ad olio, sdraiati o seduti sulla paglia, si discorreva. Chi leggeva qualche ritaglio di giornale, chi le lettere di casa o delle fidanzata……Ormai tutti si era in procinto di addormentarsi …….io, Garonzi, Occhiuzi, Vitali e Cappelletti, non so come ci sia venuto in mente di uscire dalla baracca, forse per prendere una boccata d’aria. Ebbene, appena siamo fuori dalla baracca, sentiamo il solito e noto sibilo, come ...