Verso Campo Mulo
[…] Lungo la strada, la milizia civile scavava trincee provvisorie. Più avanti, sulla salita, scorsero dei tetti rossi quasi sommersi sotto una coltre bianca, era un piccolo paese, qualcuno disse che poteva essere Gallio. A ogni buca, gli uomini sbattevano le teste sul telone teso sopra. Giovanni si strinse sul pastrano, gli occhi gonfi di sonno. Ma non riusciva a dormire. Il pensiero correva sempre a Maria, e ai monti là davanti. Dopo un tempo interminabile passato a sobbalzare tra curve, sassi e buche l’autocarro si fermò con uno strappo in un piazzale fangoso sotto Camporovere. La marmitta tossì un’ultima volta, poi solo il ticchettio metallico del motore in raffreddamento. Attorno, una leggera nebbia avvolgeva tutto, i camion fumavano, immobili come bestie stanche. I parafanghi erano incrostati di fango, le gomme ridotte a un impasto di terra e ghiaia, le casse legate con le corde sbatacchiavano ancora sotto i teloni. Un ufficiale dal volto stanco, con la barba di giorni e l’unifor...