La Guerra non è bella, non eroica …

Il 27 marzo 1916 le nostre artiglierie aprirono un fuoco concentrato contro le trincee austriache di Seltz. Le batterie più efficienti erano quelle piazzate a Monfalcone, che prendevano d’infilata la posizione nemica.
Prima dell’inizio della battaglia ero in movimento per il trasporto delle munizioni, che venivano prelevate da una villa isolata, rimasta miracolosamente intatta e distante poco più di un chilometro dalla linea di fuoco. Il percorso obbligato era quello dei camminamenti, profondi circa due metri e della larghezza di un metro, coperti con graticciati per il mascheramento. Ritirate le munizioni, consistenti in cartucce per fucile e casse di bombe a mano, prendemmo il camminamento, già in gran parte sconvolto dalla violenta reazione delle artiglierie nemiche.
Non avevamo fatto che un centinaio di metri e mi resi conto che era impossibile proseguire: a parte le interruzioni, il camminamento era ingombro di cadaveri, ed era difficilissimo per le stesse barelle dei porta feriti aprirsi in qualche modo il passo per raggiungere i posti di medicazione nella immediata retrovia.
Decisi di abbandonare il camminamento e di proseguire allo scoperto, a piccoli balzi, sfruttando soprattutto le buche scavate dalle esplosioni dei proiettili di grosso calibro.
Questa mia decisione aveva anche una giustificazione, in quanto avevo osservato che le maggiori esplosioni delle granate nemiche si verificavano lungo il tracciato del camminamento, dove erano anche puntate le mitragliatrici che scaricavano continue raffiche.
Impiegammo due ore per raggiungere il comando di battaglione, dove consegnammo il primo quantitativo di munizioni. L’azione era in pieno svolgimento, perché l’attacco era stato lanciato soltanto da pochi minuti. I nostri stavano avvicinandosi alla trincea nemica ed in alcuni punti vi erano già penetrati.
Erano solo ragazzi di nemmeno vent’anni, non sapevano che da lì a poco sarebbero andati all’attacco senza nemmeno più tornare

Commenti

Post popolari in questo blog

Ma in una notte triste si parlò di tradimento. II lezione

S.Osvaldo – 6 aprile 1916 la fine della compagnia della morte

Undicesima battaglia dell’Isonzo, Monte Santo 22 agosto 1917