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Visualizzazione dei post da febbraio, 2026

Venezia FC: Oggi trasferta a Bolzano per gli arancioneroverdi

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La classifica dopo 26 giornate di  Serie B f otografa una sfida con valori e obiettivi molto diversi tra Sudtirol e Venezia  (oggi 28 febbraio ore 15). Il Venezia è capolista con 56 punti, frutto di 17 vittorie, 5 pareggi e appena 4 sconfitte. I numeri sono da squadra dominante: 53 gol fatti (miglior attacco) e solo 24 subiti, per una differenza reti di +29. La formazione lagunare ha continuità, solidità difensiva e grande capacità realizzativa: è costruita per la promozione diretta e sta mantenendo un ritmo altissimo. Il Südtirol, invece, occupa la decima posizione con 33 punti (7 vittorie, 12 pareggi, 7 sconfitte). La differenza reti è quasi in equilibrio (-1, 26 fatti e 27 subiti), segno di una squadra compatta ma con margini offensivi più limitati. I 12 pareggi evidenziano una struttura prudente, capace di restare in partita ma non sempre incisiva nel chiuderla. La gara, quindi, mette di fronte la miglior squadra del campionato per rendimento contro una formazione organizz...

Mors tua, vita mea

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“ Ho aperto il fuoco che loro si trovavano allo scoperto, era proprio come sparare ai gessi del tiro a segno. Dopo un minuto sento arrivare grida, lamenti, pianti, invocazioni...Ho smesso, giuro, non riuscivo più ad andare avanti in quella orribile carneficina. (…) Ho smesso di sparare perché quelle grida mi avevano bloccato, sentivo dentro di me l’angoscia e l’orrore, per l’amor di dio, proprio non potevo uccidere ancora, a costo di finire al muro, davanti al plotone di esecuzione. (…) Certo, per un ragazzo di ventidue anni erano esperienze tremende...quelle voci che invocavano pietà, che chiedevano aiuto, cristo, erano lì anche loro perché comandati e obbligati a farlo, era un dovere al quale non ci si poteva sottrarre...Facendo questi pensieri, chi aveva il coraggio di continuare a sparare? Testimonianza di P.Bera in La Grande Guerra. Operai e contadini lombardi nel primo conflitto mondiale, pag.173

L’inseparabilità di vita e ambiente

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Le dieci direzioni sono l’ambiente (eho) e gli esseri senzienti sono la vita (shoho). L’ambiente è come l’ombra e la vita come il corpo. Senza il corpo non può esistere ombra. Allo stesso modo, senza vita non può esistere ambiente, anche se la vita è sostenuta dal suo ambiente. Ogni vita presuppone un ambiente. L’ambiente è l’habitat degli esseri viventi. Vita e ambiente sono inseparabili. Per questo motivo, per completare la descrizione di tutte le possibilità della vita, bisogna porre come ultimo regno l’ambiente (kokudo seken). Vita e ambiente sono inseparabili. La tendenza vitale di una società si riflette sull’ambiente e lo modifica. Contemporaneamente l’ambiente agisce come causa esterna sulla vita degli esseri viventi, facendo scaturire gli effetti manifesti. Per questo motivo Nichikan Shonin scrive: «Il regno dell’ambiente (kokudo seken) è il luogo in cui vivono le persone nei Dieci Mondi.» La tradizione lo descrive metaforicamente come fuoco o gelo sotterraneo, come acqua, ari...

Venezia FC: Notizie dalla rete del 27 febbraio 2026

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Südtirol-Venezia: al momento sono 700 i tifosi arancioneroverdi che hanno acquistato il biglietto. Ricordiamo che il settore ospiti è sold out ed è stato aperto un ulteriore supplemento per quanti non sono stati in grado di acquistare il tagliando  Il  Venezia  di mister  Stroppa , mosso dallo sfrenato desiderio di ritornare in Serie A, grazie a un rendimento clamoroso negli ultimi mesi è riuscito a conquistare la vetta nella classifica del campionato cadetto.  Come evidenzia  La Gazzetta dello Sport , dopo ventisei partite in  Serie B  i  lagunari  – per  media punti  e  gol realizzati  – non hanno mai avuto numeri del genere, nemmeno nelle ultime quattro promozioni. L’unico aspetto che preoccupa il tecnico è quello legato alla difesa, visto che tra le prime quattro squadre in classifica il  Venezia  è quello con meno  clean sheet  nel 2026: uno solo. Il confronto con il passato dopo ventisei part...

La protezione delle divinità celesti (o funzioni positive dell'universo) non è passiva, ma dipende direttamente dalla nostra trasformazione interiore

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Per prima cosa il Daishonin scrive: «La natura di Budda di Brahma e di Shakra, richiamata, ci proteggerà». La protezione delle divinità celesti è una manifestazione delle funzioni della Legge mistica, e viene attivata dalla recitazione di Nam-myoho-renge-kyo che richiama la nostra natura di Budda. Il Buddismo insegna «che la fragranza interna otterrà protezione esterna» (RSND, 1, 752). Quando la nostra natura di Budda emerge dall'interno, attiva anche la natura di Budda nella vita degli altri che si manifesta sotto forma di protezione esterna. Perciò la protezione che si riceve dalle forze positive dell'universo dipende dal fatto che noi per primi facciamo emergere la nostra natura di Budda. In altre parole, queste funzioni protettive sono attivate dalla nostra determinazione nella fede. La nostra natura di Budda si manifesta nel momento in cui apriamo un varco nell'oscurità interiore, o ignoranza fondamentale, basandoci su una forte convinzione nella fede. Perciò in uno de...

Bosco Cappuccio, giugno 1916 emissione di gas da bombole

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“ Appena mi accorsi del lancio dei gas, credendo fossero i soliti, ordinai di mettere le maschere e fare un fitto fuoco di fucileria, prima onde scomporre un po' di gas, poi per colpire il nemico che senza dubbio avanzava dietro i gas, quando questi gas cominciarono ad avvolgere le mie vedette che vidi rizzarsi e poi cadere dibattendosi come stessero morendo. Nè potevo comprendere il perché: colpiti, pensai: ma colpiti simultaneamente? Neppure una falciata di mitragliatrici otterrebbe ciò. La ragione poi me la spiegai quando i gas avvolsero le trincee da noi occupate: man mano che gli uomini venivano avvolti dal gas, dopo pochi istanti cadevano abbattendosi come pesci fuor d’acqua (…) Le nostre maschere erano inservibili. Il restare voleva dire morire: una cosa mi restava, ritirarmi abbandonando le posizioni per poi riprenderle appena i gas si fossero diradati, e per il cambio del vento prendessero un’altra direzione. Già udivo gli urrà degli austriaci, che trovate le vedette avanz...

Questo è il cuore del nostro daimoku

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Tutte le scuole buddiste indicano il principio di causa ed effetto come il motore della vita; tutti i fenomeni che formano la realtà sono successioni di cause e loro effetti. Tuttavia, alcune scuole si concentrano maggiormente sull'osservazione del momento presente come effetto del passato e, guardando indietro, analizzano quando e come si sono formate le cause della nostra situazione attuale. Queste scuole sono chiamate “scuole del vero effetto” (hon-ga-myo). L'insegnamento di Nichiren Daishonin è chiamato "della vera causa" (honnin-myo) perché ritiene che l'ora sia la causa del futuro e quindi, anziché concentrarsi sugli effetti, cerca di creare cause nuove e positive "d'ora in poi".. Avere una prospettiva che punta al passato ("vero effetto") o dover guardare al futuro ("vera causa") cambia il modo in cui comprendiamo la vita e si riflette nell'atteggiamento che abbiamo, indipendentemente dal fatto che stiamo praticando bud...

Venezia FC: Padova-Venezia 0-0 Serie B 91-92

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Cerò di Sopra Slovenia, 6 gennaio 1916

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I topi mi molestavano il sonno rincorrendosi sopra all'ascia che stava sopra alla mia testa, spesse volte per sfuggire a quello che gli correva dietro, quello davanti cadeva addosso a me o ai miei compagni, davo una scrollata alla coperta ed ecco che il topo volava per la baracca, cadendo magari dentro a qualche gavetta. 7 Gennaio 1916 . Disturbato da questi mi alzai che erano le 3.00, accesi il lume a petrolio, andai per prendere le pezze e ne trovai una sola infilata in un buco, che un topo stava per portarmi via forse per farci il nido, fatto sta che me ne procurai altre due. Stavo per infilare il piede nella scarpa quando sento che nella punta non entrava e un diavolo di bestia si muoveva, capì subito di che si trattava, presi la scarpa e svelto la capovolsi sopra una pentola d'acqua; era piccolo, forse aveva scelto quel posto per nascondersi e salvarsi dalle busse del babbo suo, ma prese poi le mie più sonore. Sembrava fossero tutti d'accordo per far arrabbiare me. Acc...

Venezia FC: TREVISO-VENEZIAMESTRE 0-3 SERIE C2 1987-88 3 GOL DI STEFANO MARCHETTI

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Tutto dipende dal momento presente

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La cosa più importante è la forza vitale. L'essere umano, quando si trova di fronte una situazione apparentemente priva di prospettive, tende a disperarsi o a diventare apatico. Tuttavia, se in una situazione del genere siamo capaci di rimanere carichi di forza vitale, pieni di energia e siamo pronti ad affrontare con slancio le sfide a cui dovremo far fronte, saremo in grado di infondere coraggio alle persone intorno a noi. Il coraggio si diffonde come un'onda che si espande. cfr. D. Ikeda, NRU, vol. 25, cap. 1, puntata 51

Vita in trincea. Monte Podgora febbraio 1916

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E partiamo infatti nella notte piovosa, umida e fredda. Che differenza di terreno dal Trentino! Là, terra solida, rocciosa, ghiaccio, neve, boschi sterminati; qua, la terra è rossa, morbida. Cede sotto il passo come carne frolla e la scarpa comincia ad incresparsi. Tratto tratto si è costretti ad un salto; è una trincea, un camminamento, un cunicolo: nel fondo, stracci, gavette frantumate, fiaschi rotti, scatolette vuote di carne in conserva, brandelli di ferro rugginoso, caricatori di ottone, cartuccie qua e là incastrate fra i sacchi di terra, che vomitano un fango rosso come sangue, casse di fucili schiodate, elmetti sforacchiati, scudi da trincea. Questa è la guerra, e buon per noi che vi passiamo ore cianciando. Ma lassù, oltre il Podgora, c'è ancora terreno vergine, senza segni di passaggio e di conquiste. Un ultimo tratto di terreno in un camminamento angusto e stretto e siamo al Comando del Battaglione del I° Fanteria. Sentinelle, lumi, un vociare disuguale e scomposto. Sot...

Venezia FC: Ingresso di un nuovo socio nella societa' arancioneroverde

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La terza condizione

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La terza condizione per essere felici è avere convinzione. Viviamo in un'epoca in cui le persone non riescono più a distinguere chiaramente ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, il bene dal male; è una tendenza generale. Se le cose continueranno in questo modo, il destino dell'umanità sarà il caos e il decadimento morale. Proprio in questi tempi così difficile voi sostenete il Buddismo di Nichiren, un insegnamento del bene supremo, praticandolo con sincerità. Il Daishonin scrive : "Questo io affermo. Che gli dèi mi abbandonino. Che tutte le persecuzioni mi assalgono. Io continuerò a dare la mia vita per la legge! " Nella stessa lettera raccomandata ai suoi discepoli di non farsi sviare dalle tentazioni più allettanti o dalle intimidazioni più aggressive, come la promessa di governare il Giappone o la minaccia di decapitare i propri genitori. La cosa importante è rimanere fermi nelle proprie convinzioni, succeda quel che succeda, proprio come insegna il Daishonin. L...

Venezia FC: 11-11-2015 Venezia-Mestre 1-0

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Santa Caterina, Nova Gorica, 27 maggio 1916

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Un 305 scoppia con fragor enorme similiando a un terremoto per il gran tremore della terra: Il fragore della detonazione ci rese tutti perplessi. Dopo il primo momento di sorpresa, mi recai quasi timoroso di altri colpi; sul posto, con tutti i porta feriti. Ecco la sciena. Una grossa automobile con un riflettore; era ferma sulla strada, Un colonnello col suo stato Magg. una ventina di Sold. per il trasporto del faro in posizione, sui [forni] alti e una folla di Sold. di passaggio, che [carinzavano]. Il grosso proiettile cadde proprio sul motore della macchina; alla veemenza dello scoppio, gli astanti furono sbalzati a diecine di metri all'ingiro. Periranno parecchi Ufficiali e Sold. una 30° in tutti, e oltre 100 feriti fra i quali, il Colonnello. (Io non ricordo più a quale Regg.to i Sold. del genio appartenevano). Il Colonnello fu il primo ferito che presi in barella: aveva una ferita nella schiena, come il fondo di una bottiglia: perciò mortale. Angelo Mariano, 23° reggimento fan...

VeneziaFC: VeneziaMestre-Casale 1-0 1990/1991

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Attento a come parli

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Come scrive Nichiren Daishonin: «Il bene e il male sono inerenti alla vita sin dal tempo senza inizio» (Curare la malattia, SND, 5, 78). Dato che tanto il bene che il male sono presenti in ogni vita, incoraggiare il bene e lottare contro il male diventa la sfida continua di ogni persona. Cosicché, quando si dice che qualcuno è un demone o è malvagio, quello che in realtà intendiamo è che quella persona sta manifestando un comportamento che l'insegnamento buddista definisce malvagio. Però sappiamo anche che in quella persona è altrettanto presente il potenziale opposto. Per estensione, grazie a questo principio, il bene e il male che vediamo negli altri riflette il bene e il male che c'è in noi. Il Buddismo considera la tensione tra energie positive e negative della vita come la realtà di tutti i fenomeni, che sono governati dalla Legge di Nam-myoho-renge-kyo. Sia l'Illuminazione fondamentale che l'oscurità fondamentale, "il bene e il male", sorgono dall'un...

Monte Podgora (GO) il 17 agosto 1915

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Ora voglio dirti come sono salvo per miracolo: ora posso dirlo che son già passati 2 mesi dall'accaduto. Il giorno 17 giugno, chiamo presso di me il soldato compaesano Pillarella Domenico e gli domando se nella sua Compagnia c'è un barbiere, perché il mio mi scortica il viso quando rade, così egli mi manda il sodato Di Niro di Campobasso. Siamo a qualche metro distante dalla trincea sotto un piccolo sgabuzzino coverto di frasche e di terra per difenderci dalle pallette di srapnel. Il barbiere conversando con me, ad un ceto punto mi damanda: “Signor Tenente, quando vorrà finire questa guerra?” gli rispondo: “Il mio Capitano spesso mi dice che per Natale saremo fuori”. Ah! Signor tenente, io penso che qui moriremo tutti e la guerra non finisce mai”. In quest'istesso istante arriva una granata, mentre mi sta facendo il contropelo. Il soldato cade fulminato ed io rimango illeso; mi sento la testa un po' bagnata; allungo la mano e nientemeno prendo un pugno di cervello. Inta...

Partire dalla preghiera

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Da dove iniziare questa trasformazione della nostra vita e dunque del nostro ambiente? In primo luogo dalla preghiera, poiché essa è - afferma sensei - "la forza motrice" di quella riforma interiore che ci permetterà di cambiare la nostra situazione. In questo percorso, è fondamentale mantenere la fede basandosi sulla convinzione che "io sono Myoho-renge-kyo" e non cadere nella trappola di avere una fede dipendente, ovvero l'atteggiamento con cui si spera che la nostra preghiera abbia risposta grazie al potere divino o trascendente di dèi o Budda. «Se recitiamo Daimoku davanti al Gohonzon ma accusiamo sempre gli altri o il nostro ambiente per ciò che ci accade, stiamo evitando la sfida di affrontare la nostra oscurità interiore o ignoranza, e così facendo ricerchiamo l'illuminazione al di fuori di noi» (Il raggiungimento della Buddità in questa esistenza, pag. 48). NR 474

Venezia FC: Venezia-Pescara 3-2, testa coda da brivido al Penzo: la spunta la capolista, ma quanta fatica!

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I l Venezia vince 3-2 contro il Pescara allo Stadio Pier Luigi Penzo, al termine di una gara ricca di ribaltamenti di fronte: decisiva la rete di Hainaut nella ripresa, che consegna ai lagunari tre punti pesantissimi dopo una partita combattuta fino ai minuti finali. Allo stadio Pier Luigi Penzo, nella cornice della 26ª giornata di Serie BKT, è andata in scena la sfida tra il Venezia, capolista con 53 punti, e il Pescara, fanalino di coda fermo a quota 18. Una gara che, almeno sulla carta, sembrava avere un pronostico definito, ma che il campo ha raccontato tutt’altra storia, confermando ancora una volta quanto il campionato cadetto sappia essere imprevedibile. Nella gara d’andata, allo Stadio Adriatico di Pescara, il Venezia si era portato avanti di due reti prima di subire la rimonta degli abruzzesi, con un 2-2 ricco di rimpianti per i lagunari. Un precedente ancora vivo nella memoria, che ha aggiunto ulteriore tensione e motivazione a un confronto che, al di là della classifica, si ...

Undicesima battaglia dell’Isonzo. La valle dei feriti. Valle di Doblar

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Si parte. Stavolta, ragazzi, tocca a noi. Lasciamo gli zaini a Kambresco e scendiamo nella valle Doblar. Nella stretta gola che chiamasi Valle Doblar, incontriamo un incessante pellegrinaggio di feriti. Chi è ferito alla testa, chi adagiato su una barella ha il ventre squarciato o le gambe troncate, chi è colpito in tutto il corpo. Chi urla disperato per gli spasimi prodotti dalle orrende mutilazioni, chi ha gli occhi coperti dal velo della morte e rantola i suoi ultimi guizzi di vita, chi invece ha ancora la forza di non disperare e sorride, così tranquillo, alla sorte. E feriti ad ogni passo, adagiati supini sopra un poco d'erba ai margini della strada. Lunghe file di camion ci obbligano a sostare ore ed ore sulla strada polverosa; la loro corsa alza una nube fitta di polvere bianca che mandiamo, aspirandola, direttamente ai polmoni e che sentiamo pure scricchiolare sotto i denti. Il puzzo ed il fumo della benzina che arde nei motori delle macchine in marcia, uniti ai nugoli ...

Venezia FC: Notizie dal web

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Vigilia carica di responsabilità e consapevolezza per Giovanni Stroppa, che presenta la prossima sfida senza abbassare la guardia. Dopo il poker di Cesena, l’allenatore invita a restare focalizzati: «La vittoria di Cesena? Sembra che abbiamo ripreso la marcia. Al di là dei quattro gol, è stata la prestazione il segnale più importante. Ma si gioca ancora e non possiamo mollare: da qui alla fine dobbiamo fare più punti possibile». Di fronte ci sarà il Pescara, ultimo in classifica, ma Stroppa non accetta cali di tensione: «Le ultime partite del Pescara non permettono di abbassare la guardia. Abbiamo un obiettivo troppo importante per disperdere energie. Le motivazioni devono venire da sole: questa squadra è sempre stata mentalizzata e responsabile». Nessuna voglia di rivincita per la rimonta subita all’andata: «Quegli errori ci hanno fatto crescere. Dobbiamo giocare come sappiamo, concentrati su ciò che possiamo fare noi». Sul piano tattico, il tecnico riconosce i progressi degli abruzze...