Attento a come parli
Come
scrive Nichiren Daishonin: «Il bene e il male sono inerenti alla
vita sin dal tempo senza inizio» (Curare la malattia, SND, 5, 78).
Dato che tanto il bene che il male sono presenti in ogni vita,
incoraggiare il bene e lottare contro il male diventa la sfida
continua di ogni persona. Cosicché, quando si dice che qualcuno è
un demone o è malvagio, quello che in realtà intendiamo è che
quella persona sta manifestando un comportamento che l'insegnamento
buddista definisce malvagio. Però sappiamo anche che in quella
persona è altrettanto presente il potenziale opposto. Per
estensione, grazie a questo principio, il bene e il male che vediamo
negli altri riflette il bene e il male che c'è in noi.
Il
Buddismo considera la tensione tra energie positive e negative della
vita come la realtà di tutti i fenomeni, che sono governati dalla
Legge di Nam-myoho-renge-kyo. Sia l'Illuminazione fondamentale che
l'oscurità fondamentale, "il bene e il male", sorgono
dall'unica Legge di Nam-myoho-renge-kyo (vedi Il vero aspetto di
tutti i fenomeni, SND, 4, 229). L'oscurità fondamentale è
l'ignoranza e la mancanza di fede nella Legge. L'Illuminazione
fondamentale è rivelata dalla consapevolezza e dalla fede nella
Legge. Ciascuna di queste forze si esprime tramite il nostro
comportamento. Il nostro modo di comportarci può incoraggiare a
ignorare la Legge oppure ci può guidare a una sua più grande
consapevolezza. In sostanza, il nostro modo di comportarci, rivela di
noi ogni cosa. Nichiren scrive: «Il vero significato
dell'apparizione del Budda Shakyamuni, in questo mondo sta nel suo
comportamento da essere umano» (I tre tipi di tesori, SND, 4, 179).
Il miglior criterio per giudicare una religione o una filosofia è
quello di partire dal comportamento di quanti vi aderiscono.
Il
Buddismo scandaglia le cause profonde del buon comportamento e di
quello cattivo, ciò che ci motiva a pensare, a parlare e ad agire in
un certo modo. Come scrive Nichiren: «Una persona che si è
completamente risvegliata alla natura del bene e del male, dalle
radici sino ai rami e alle foglie, è chiamata un Budda» (Il kalpa
della diminuzione, SND, 8, 197). La religione, o filosofia, che
abbracciamo, gioca un ruolo importante nel determinare quali forze,
positive o negative, domineranno i nostri pensieri, le nostre parole
e le nostre azioni che a loro volta danno vita alle nostre tendenze
sotto forma di karma, come abitudini che sorgono dal ripetere le
stesse azioni. Una filosofia che non sia corretta o che sia debole ci
rende più inclini ai desideri egocentrici e alle pulsioni che
originano dalla nostra oscurità fondamentale.
Lo
scontro tra il bene e il male è più evidente in chi ricopre
posizioni di autorità, sia religiose che secolari, laddove le
tentazioni della natura umana sono particolarmente forti. Questo,
storicamente, è accaduto più e più volte anche a quanti rivestono
una posizione di potere nel clero buddista che hanno ripetutamente
ceduto alle più basse emozioni umane e si sono considerati
superiori, in piena opposizione all'insegnamento che professavano. La
loro arroganza li ha portati a sovvertire l'insegnamento che era
stato loro affidato e come risultato hanno funzionato da demoni o
"cattivi amici" per tutte le altre persone.
Ma
è importante ricordare che ognuno deve affrontare la sfida di
smascherare e vincere questo demone. Lo stesso Nichiren ha vissuto
questa lotta, come spiega: «Il Demone del sesto cielo ha cercato di
impossessarsi del mio corpo, ma io stavo già in guardia e non mi si
è avvicinato» (Risposta a Sairen-bo, SND, 9, 156). Poiché Nichiren
ha sconfitto la sua oscurità fondamentale, ha potuto manifestare la
sua natura di Budda. Quando il bene esprime tutta la sua forza
nell'opporsi al male, il male si trasforma in una causa che rafforza
il bene. Quando al male si consente di convivere impunito, allora
consumerà tutto e tutto sarà perduto.
NR
n 348 - 1°Aprile 2006

Commenti
Posta un commento