L’inseparabilità di vita e ambiente
Le
dieci direzioni sono l’ambiente (eho) e gli esseri senzienti sono
la vita (shoho). L’ambiente è come l’ombra e la vita come il
corpo. Senza il corpo non può esistere ombra. Allo stesso modo,
senza vita non può esistere ambiente, anche se la vita è sostenuta
dal suo ambiente.
Ogni
vita presuppone un ambiente. L’ambiente è l’habitat degli esseri
viventi. Vita e ambiente sono inseparabili. Per questo motivo, per
completare la descrizione di tutte le possibilità della vita,
bisogna porre come ultimo regno l’ambiente (kokudo seken).
Vita
e ambiente sono inseparabili. La tendenza vitale di una società si
riflette sull’ambiente e lo modifica.
Contemporaneamente
l’ambiente agisce come causa esterna sulla vita degli esseri
viventi, facendo scaturire gli effetti manifesti. Per questo motivo
Nichikan Shonin scrive: «Il regno dell’ambiente (kokudo seken) è
il luogo in cui vivono le persone nei Dieci Mondi.»
La
tradizione lo descrive metaforicamente come fuoco o gelo sotterraneo,
come acqua, aria o terra, oppure come un magnifico palazzo, secondo
il sentiero che le menti degli uomini stanno percorrendo. In realtà
non è il fuoco dell’inferno a causare la sofferenza delle persone;
è il loro stato vitale distruttivo a trasformare qualunque giardino
in un inferno. Viceversa la gioia dell’estasi riesce a trasformare
qualsiasi tugurio in un palazzo. L’ambiente è incapace di
manifestare autonomamente uno stato vitale. E lo stato vitale della
società a determinare il mondo ambientale.
«Se
la mente degli uomini è impura, lo è anche la terra. Non ci sono
terre pure e terre impure di per sé: la differenza sta unicamente
nella bontà o malvagità della nostra mente.»
Questo
legame fra vita e ambiente è espresso dal principio di esho funi (unicità di ambiente e vita). E è
l’abbreviazione di eho,
l’ambiente oggettivo; sho di shoho,
il soggetto. Ambedue i termini contengono l’elemento ho (di
nyo ze ho), che non è altro che la retribuzione che appare sia nella
vita degli uomini sia nell’ambiente in cui vivono.
Ambedue
sono l’effetto del karma. Perciò, questa unità comincia all’atto
stesso della nascita. Infine
Ambedue
sono l’effetto del karma. Perciò, questa unità comincia all’atto
stesso della nascita. Infine funi è
l’abbreviazione che indica l’unità essenziale al di là della
differenza fenomenica, cioè vita e ambiente sono due ma non due, non
due ma due.
Con
la nostra mente oscurata distinguiamo vita e ambiente come elementi
separati che eventualmente interagiscono, benché oggi alcune
discipline scientifiche, l’ecologia anzitutto, tentino di
afferrarne l’unitarietà. Invece per il Buddismo individuo e
ambiente costituiscono essenzialmente un’unità, tanto che lo stato
vitale dell’uno diventa automaticamente lo stato vitale dell’altro.
Ma
se l’ambiente delle persone che percorrono i sei cattivi sentieri è
facilmente individuabile, più difficile è definire l’ambiente dei
quattro mondi nobili. Scrive a questo proposito Nichikan Shonin: «Gli
individui nello stato di Apprendimento o di Illuminazione Parziale
vivono su una terra di transizione, i bodhisattva su una terra di
ricompensa reale e il Budda sulla terra eterna e illuminata.»
Questi
termini non indicano utopici mondi lontani, fantastici o irreali. Il
primo ambiente, chiamato più esattamente “Terra di transizione e
di rimanenza”, indica l’ambiente in cui gli individui sono
pienamente coscienti dell’impermanenza dei fenomeni e sono liberi
dalle illusioni. La realtà, che appare per quello che è, vuota, non
stimola i desideri dei mondi più bassi. Gli uomini vivono questo
ambiente con distacco, come viandanti momentaneamente alloggiati in
un palazzo non di loro proprietà. Ma non tutte le illusioni sono
sradicate; rimane (di qui il nome ‘rimanenza’) l’oscurità
fondamentale, cioè l’ignoranza della propria natura di Budda.
La
“terra della ricompensa reale e del non impedimento” è il
prodotto delle compassionevoli azioni dei bodhisattva. La ricompensa
reale è il frutto delle fatiche e degli sforzi per costruire una
società giusta, libera e felice. Il non impedimento significa che la
jihi riesce ad abbattere qualunque ostacolo sia fisico sia spirituale
che impedisce di trasformare la terra delle illusioni nella pura
terra del Budda.
Infine
i Budda vivono nella terra della luce eternamente tranquilla, in cui
regna la perfetta armonia e la liberazione totale dalle sofferenze di
nascita e morte. Ma non è un paradiso. Qualunque ambiente può
essere trasformato, grazie al Buddismo, nella pura terra del Budda.
Se la mente degli uomini che lo abitano è pura, cioè basata sul
decimo mondo, anche la terra lo sarà. Così tutte le differenze
fenomeniche si ricompongono nell’unità della Legge dell’universo,
immutabile sia quando, basandosi sul mondo d’Inferno, gli esseri
umani costruiscono una società infernale in una terra impura, sia
quando riescono a far emergere la natura di Budda presente in ogni
terra e in ogni forma di vita dell’universo.

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