È la vigilia della Battaglia del solstizio Col Rosso (VI) il 14 giugno 1918
Si va, come nei giorni
precedenti, a lavorare per l'approfondimento dei camminamenti in
località Col del Rosso. In quella località è accantonato più
d'uno dei battaglioni appartenenti alla Brigata Padova, 17° - 18°
Fanteria.
Mentre da noi si lavora, le
nostre artiglierie si preparano alle prove di aggiustamento di tiri e
con dolore si constata che le prime granate vanno a cadere proprio
sugli accantonamenti ove sono ricoverati gli infelici militari della
brigata suddetta.
Certamente, per siffatto enorme e
grossolano sbaglio, molti militari vengono macellati e molti altri
rimangono gravemente feriti e, frattanto che le batterie continuano
ad inviare sugli stessi punti granate di ogni calibro, i superiori
delle brigata Padova son costretti a farsi sui ciglioni delle
trincee, onde, a mezzo di bandiere, di razzi o racchette, inviare dei
segnali per fare allungare i tiri.
I segnali vengono tosto compresi,
i tiri si allungano ed il pericolo di un completo macello viene
senz’altro evitato.
A noi è dato assistere con
dolore alla scena tragica e sanguinosa dell’avvenuto macello, con
il quale hanno inizio le nostre pene.
Antonio
Rotunno militare, 266°
fanteria Brigata Lecce, 3° battaglione, 8^ compagnia

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