La protezione delle divinità celesti (o funzioni positive dell'universo) non è passiva, ma dipende direttamente dalla nostra trasformazione interiore
Per
prima cosa il Daishonin scrive: «La natura di Budda di Brahma e di
Shakra, richiamata, ci proteggerà». La protezione delle divinità
celesti è una manifestazione delle funzioni della Legge mistica, e
viene attivata dalla recitazione di Nam-myoho-renge-kyo che richiama
la nostra natura di Budda.
Il
Buddismo insegna «che la fragranza interna otterrà protezione
esterna» (RSND, 1, 752). Quando la nostra natura di Budda emerge
dall'interno, attiva anche la natura di Budda nella vita degli altri
che si manifesta sotto forma di protezione esterna. Perciò la
protezione che si riceve dalle forze positive dell'universo dipende
dal fatto che noi per primi facciamo emergere la nostra natura di
Budda. In altre parole, queste funzioni protettive sono attivate
dalla nostra determinazione nella fede. La nostra natura di Budda si
manifesta nel momento in cui apriamo un varco nell'oscurità
interiore, o ignoranza fondamentale, basandoci su una forte
convinzione nella fede. Perciò in uno dei suoi scritti il Daishonin
cita le parole del Gran Maestro cinese Miao-lo: «Più forte è la
fede, maggiore è la protezione degli dèi» e commenta: «Se uno
conserva una fede salda, certamente la protezione degli dèi sarà
grande» (RSND, 1, 546).
Recitare
Nam-myoho-renge-kyo con tutto il cuore attiva le funzioni protettrici
dell'universo. È la nostra trasformazione interiore, cioè
l'emergere della nostra natura di Budda, che le sprona ad agire. Nel
Buddismo di Nichiren Daishonin, aspettarsi la loro protezione senza
trasformare la propria vita, non è il modo corretto di pregare.
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