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Visualizzazione dei post da febbraio, 2026

L'inchino del Bodhisattva Mai Sprezzante

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Il Buddismo incarna simbolicamente questo impulso distruttivo come il re demone del sesto cielo: la sua orma si vede ovunque nel mondo. Ma se la natura umana è la causa dei problemi più gravi anche a livello mondiale, è anche la fonte della loro soluzione. La compassione è infatti la forza che riesce a trasformare sia la distruttività della natura umana che la sofferenza che ne deriva perché origina dal desiderio di vedere gli altri felici: è insomma il cuore e l'origine del Buddismo. L'opposto del re demone del sesto cielo è rappresentato dal Bodhisattva Mai Sprezzante (in giapponese Fukyo) che s'inchina verso tutte le persone che incontra perché nutre un rispetto infinito per ogni essere umano. Con questa azione egli vuole riverire e onorare la Buddità di tutti. Quando il Bodhisattva Mai Sprezzante s'inchina verso la Buddità degli altri è come se si trovasse di fronte a uno specchio: accade che la Buddità degli altri s'inchina verso di lui. E se una persona inizia...

I Marsi. Il popolo preromano più guerriero dell'Italia antica

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La visione leopardiana si collega alla sua analisi della condizione umana, spesso caratterizzata da pessimismo e da una profonda sofferenza esistenziale.

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La solitudine è come una lente d’ingrandimento: se sei solo e stai bene, stai benissimo; se sei solo e stai male, stai malissimo. Giacomo Leopardi

Venezia FC: Venezia-Carrarese 2-1 - Per i padroni di casa la risolve Schingtienne - C'è una nuova capolista

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Arrivo a Malga Fossetta

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Li accolsero come si accolgono i fantasmi. Un caporale senza cappello lì mandò verso una baracca coperta da un telo cerato, mentre il vento scuoteva le assi come lamenti. Dentro, li avvolse una penombra fredda e densa. Pagliericci umidi sparsi sul pavimento, un secchio d’acqua stagnante nell’angolo, qualche coperta ruvida buttata sopra una cassa. E quel sentore...un sentore di uomini vivi per miracolo, ma già troppo vicini alla morte per rendersene conto. Nessuno parlava. Uno si lasciò cadere sul pavimento con tutto l’equipaggiamento addosso, lasciando un tonfo sordo. Un altro russava già, con il fucile tra le mani, come se temesse che qualcuno potesse portarglielo via anche nei sogni. I medici passavano, con gli occhi scavati, bendavano i più gravi, tagliavano fasciature marce, dosavano morfina come fosse oro liquido. Alcuni uomini furono mandati a valle, trascinati via su barelle di legno, tra urla di dolore e silenzi ancora più terribili. Altri restarono. Perchè dovevano. Nessuna d...