Assalto e conquista trincea nemica. Monte San Michele
L’artiglieria nostra, con i suoi tiri infernali di preparazione, aveva spazzato il terreno antistante ed aveva in certo modo demoralizzato il nemico. Ad un segnale convenuto la nostra prima linea aveva cessato il fuoco e si era slanciata furiosamente all’assalto mentre noi di rincalzo rimanemmo per più di un’ora rannicchiati in vecchie trincee austriache sconquassate; intanto un temporale fortissimo si rovesciò su di noi buttando grandine ed acquazzone a non finire; sembrava che tutto dovesse subissarci; gli uomini dalla terra e Dio dal cielo sfogavano le proprie ire; sembrava il finimondo. Alle 6 e un quarto ci venne l’ordine di raggiungere la prima linea; si procedeva strisciando per terra tra i cadaveri, nella melma rossa di sangue e putridume, fermandoci e ficcando le testa dietro un tronco d’albero, dietro un sasso, dietro il sedere di un compagno che ci era davanti o sotto ad un morto, ogni qualvolta si sentivano arrivare gli shrapnels o le granate; si procedeva a piccoli abalzi,...