Quota 141 a trecento metri dalle trincee austriache del San Michele, settembre 1915

[…
] alla mezzanotte mi devo alzare e svegliare i miei uomini da me comandati per andare giù per la montagna a prendere il rancio, il pane ed il caffè, la notte è buia, e devo attraversare boschi e pianura [in realtà pochi centinaia di metri in linea d’aria] tra il fischiare delle pallottele, e siccome la strada è poco praticabile mi tocca correre da una parte all’altra per poter arrivare al luogo di rifornimento e dopo un po' di tempo giungo, benchè faccia freddo arrivo tutto sudato, mi fo’ dare un mezzo toscano da un compagno carico i miei soldati e via di nuovo su fare la medesima strada, e vedo i miei cari compagni che faticano molto che è una compassione vederli eppure senza volere tante volte bisogna farli andare, e me ne accorgo perché faccio fatica io a camminare con nulla solo che un bastone
Enrico Conti caporalmaggiore, 206° reggimento fanteria

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