La libertà non si identifica con l'assenza di ostacoli esterni o con l'autoindulgenza, ma corrisponde a un'irremovibile convinzione interiore di fronte alle avversità

«Libertà non significa assenza di limitazioni. Possedere un’irremovibile convinzione di fronte a qualsiasi ostacolo: questa è la vera libertà» (Giorno per giorno, 7 settembre, Esperia)
Nel Buddismo la libertà è legata alla condizione interiore: chi ha una vasta condizione vitale e continua a sfidarsi con atteggiamento attivo sarà libero a prescindere da quanto restrittive possano essere le circostanze. Al contrario, chi è passivo e basa la propria felicità sulle condizioni esterne, si sentirà infelice anche nel più libero degli ambienti. Nichiren Daishonin proclamò Nam-myoho-renge-kyo determinato a far sì che ogni individuo potesse vincere sulla sofferenza e stabilire pace e sicurezza nel mondo intero; aprì concretamente la strada per liberare radicalmente le persone dalle illusioni che derivano dall’ignoranza fondamentale della propria vita e aiutarle a costruire una felicità incrollabile. Non serve eliminare qualcosa per raggiungere la libertà: è una caratteristica intrinseca del mondo di Buddità e pertanto connaturata alla vita. Dedicandoci alle attività della Soka Gakkai, alla recitazione di Daimoku e Gongyo, manifestiamo compassione, saggezza e un coraggio più forte di qualunque paura, ci sentiamo liberi dalle catene del destino. Per questo, chi abbraccia la Legge mistica non si troverà mai di fronte a un vicolo cieco e sperimenterà sempre una libertà assoluta.
NR 825

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