Fronte del Piave - Battaglia del Solstizio 15 giugno/19 luglio 1918 - Battaglia di Vittorio Veneto 28 ottobre/14 novembre 1918 - Brigata Sassari
Fronte
del Piave: “Battaglia del Solstizio” Capo d’Argine – Croce di
Musile - Losson (15 giugno – 19 luglio 1918)
Il
23 febbraio da Vicenza i “Sassarini” si trasferiscono a sud di
Cittadella; il 27 sono nei pressi di Padova. Dopo la pausa
primaverile, il 7 giugno raggiungono le zone di
Trevignano–Zelarino–Carpenedo. Il 15 giugno 1918 gli Asburgici
sferrano l’ultima disperata offensiva, da tempo preparata, che si
snoda lungo tutto il fronte dall’Astico al mare. Il Gruppo di
Esercito del Tirolo attacca sul fronte montano le posizioni italiane
dell’Altopiano di Asiago e del massiccio del Grappa, mentre il
Gruppo di Esercito Borojević si protende sul medio e basso corso del
fiume Piave. Sulla fronte della 3a Armata, le truppe austroungariche,
attraversato in più punti il Piave, costituiscono due teste di
ponte: a Fagarè, in corrispondenza della strada Ponte di
Piave–Treviso–Musile, all’altezza della ferrovia-San Donà–
Mestre. Il Comando Supremo Italiano decide di alimentare la
resistenza sul Piave con forze tratte dalla propria Riserva Speciale,
pertanto ordina il passaggio della 33a Divisione (Brigate “Sassari”
e “Bisagno”) alla 3a Armata (XXIII Corpo), in modo tale che si
stabilisca la situazione all’estrema ala destra dello schieramento
difensivo.
Il
2 giugno i “Sassarini” attraversano Vigonza, Salzano e
raggiungono Carpenedo. Il 15, tramite autocarri, si portano in linea
sul Piave: il 151° Reggimento e la 1371a Compagnia Mitragliatrici a
Meolo; il 152° Reggimento e la 1372a Compagnia Mitragliatrici
raggiunge Fornaci di Monastier. Nella notte i due Reggimenti iniziano
l’avanzata: all’alba del giorno seguente il 152° ha già
espugnato il caposaldo di Croce ed il 151° quello di Capo d’Argine.
Il violento contrattacco austroungarico, però, vede costretti i
fanti, quasi accerchiati, a ripiegare nel quadrivio dell’Osteria di
Fossalta e ad arrestarsi a Capo d’Argine. Alle 11 le colonne dei
due Reggimenti riprendono l’avanzata e, nonostante le notevoli
perdite, riconquistano il caposaldo Croce e Case Gradenigo,
proseguendo a cavaliere dell’Argine di San Marco e dello Scolo
Gargazzo. Nel pomeriggio gli Asburgici, riusciti a penetrare
nell’ansa di Gonfo, minacciano di aggirare sul fianco i due
Reggimenti, i quali cominciano lentamente a ripiegare sul caposaldo
di Losson, cedendo il terreno e colpendo il nemico. Verso sera i
reparti “biancorossi”, gravemente decimati, vengono ritirati
dalla linea e inviati a Cà Tron. Il periodo di pausa è breve e il
19 giugno la Brigata torna in linea. Alle 13 il 151° Reggimento,
preceduto dal XXVIII Battaglione d’Assalto, riesce ad avanzare
presso Capo d’Argine, a discapito di forti perdite. Il 20 gli
Imperiali rispondono colpendo duramente da Capo d’Argine e,
soprattutto, il tratto di ferrovia tra Case Panciera e la stazione di
Fossalta. Nel pomeriggio sferrano un poderoso attacco contro il
caposaldo di Losson riuscendo a penetravi, dopo aver vinto la
resistenza dei reparti italiani. Il II Battaglione del 152°
Reggimento, che è di rincalzo, si slancia al contrattacco alla
baionetta, ristabilendo la situazione. Verso sera gli austriaci
tentano due assalti a Losson, ma vengono nuovamente respinti dal
152°, lasciando nelle mani dei sardi 150 prigionieri. Nel pomeriggio
del 23 giugno il Comando Brigata Sassari ordina al 152° Reggimento
di darsi all’inseguimento degli austroungarici muovendo verso la
strada Losson–Capo d’Argine. Gli avversari, sospinti
insistentemente al fiume, sono costretti a ritirarsi precipitosamente
per evitare la cattura. Alle 2 del mattino del 24 giugno il 152°
Reggimento della Brigata Sassari è il primo reparto italiano a
raggiungere il Piave.
Negli
aspri combattimenti dal 16 al 23 giugno i “Sassarini” contano 13
morti, 32 feriti e 14 dispersi tra gli ufficiali; 131 morti. 571
feriti, 174 dispersi nella truppa. Gli austriaci lasciano in mano
sarda circa 1000 prigionieri, 40 mitragliatrici e sul terreno oltre
1200 morti nel solo tratto Capo d’Argine–Losson. A seguito dei
combattimenti sul Piave, per la quarta volta il Bollettino di Guerra
n° 1.123 del 21 giugno 1918 cita la Brigata Sassari per il valore
dimostrato.
Fronte
del Piave: “Battaglia di Vittorio Veneto” Salettuol –
Sarano/Campolongo – Conegliano – Colle – Sequals – Tolmino
(SLO) (28 ottobre – 14 novembre 1918)
Il
19 luglio i “Sassarini” ricevono il cambio e si accampano nei
pressi di Mestre: il 151° Reggimento a Zelarino, il 152° a Gazzera,
ove restano a riposo sino al 31 agosto. In questa giornata cominciano
per ferrovia e per via ordinaria i movimenti per trasferirsi nella
zona Carmignano di Brenta–Pozzoleone–Camazzole. L ’8 ottobre i
fanti arrivano a Mottinello e Maglio; il 12 Barcon–Fossalunga–
Istrana ed il 22 si dislocano nella zona Postioma–Castagnole. Il 27
si trasferiscono nei pressi de I Ronchi (Maserada) e nella notte
arriva l’ordine che prevede l’attacco sino a raggiungere la linea
Granza–Case Trentin. All’inizio dell’autunno 1918 gli
austroungarici, abbandonate le imprese offensive, assumono su tutto
il fronte uno schieramento difensivo. Il Comando Supremo Italiano
crede che sia questo il momento migliore per dare una svolta
definitiva alla guerra, grazie ad uno scontro decisivo, passato poi
alla storia come la “Battaglia di Vittorio Veneto”, che
consacrerà il trionfo dell’Italia.
Il
piano operativo affida all’8a Armata il compito di rottura dello
schieramento Asburgico: essa deve avanzare con l’VIII Corpo in
direzione Vittorio Veneto per separare le Armate avversarie nel loro
punto di giunzione, dopodiché ha il compito di intercettare il
principale reparto di rifornimento nemico e serrarlo contro il Piave,
in modo tale da rendere impossibile agli Imperiali la ritirata e la
difesa. La manovra verrebbe appoggiata alle ali dalle due Armate
tattiche alleate: la 12a italo-francese e la 10a italo-inglese;
mentre la 4a Armata del Grappa e la 3a del Piave dovrebbero attaccare
assecondando, rispettivamente, i movimenti della 12a e 10a Armata. La
battaglia, che dovrebbe svolgersi il 24 ottobre, a causa della piena
del Piave viene rimandata il giorno 27 sulla fronte dell’8a Armata.
Mentre la 4a Armata dà inizio sul massiccio del Grappa alla propria
azione avente lo scopo di attirare in quel settore le riserve
Asburgiche, nelle Grave di Papadopoli la 10a Armata italoinglese
riesce a costituire una testa di ponte sulla sinistra del fiume. Il
perdurare della piena e la reazione avversaria impediscono all’VIII
Corpo d’Armata di intraprendere l’avanzata su Vittorio Veneto,
pertanto viene ordinato all’XVIII Corpo di passare il Piave sui
ponti della 10a Armata e, risalendo lungo la sponda sinistra del
fiume, eliminare le difese austriache, lasciando così libera la
strada all’VIII Corpo, fermo di fronte all’ex ponte della Priula.
Nella
notte tra il 27 e 28 ottobre la Brigata Sassari, inquadrata nella 33a
Divisione del XVIII Corpo, alle dipendenze della 10a Armata, guada il
Piave a Salettuol, portandosi sulla riva sinistra del fiume. La
mattina del 29 i fanti iniziano l’avanzata verso Conegliano lungo
la direttrice Sarano-Campolongo– Visnadello di Sopra–Castello di
Raganzuolo, disponendo i reparti del 151° Reggimento quali colonne
d’attacco, e quelli del 152° in riserva divisionale. Verso le 19,
giunti all’altezza di Sarano–Campolongo, la truppa incontra forte
resistenza dietro i torrenti Ferrera e Crevada. Vinta la difesa
avversaria dopo circa due ore di combattimento, poco dopo le 23 i
Battaglioni del 151° Reggimento entrano a Conegliano ed il giorno
seguente procedono per San Fior–Mescolino–Cappella Maggiore.
Proseguendo l’avanzata vittoriosa, la Brigata raggiunge
MontanerCaneva. Il 2 novembre il 151° Reggimento raggiunge Aviano,
il 152° è a Costa. Il 3, data delle firma dell’armistizio, la
Brigata si trova presso il Tagliamento, dislocata a Colle e Sequals.
Il giorno seguente, in attesa dell’ordine di marciare oltre il
Tagliamento, i fanti ricevono dal Comando della 33a Divisione la
comunicazione della resa incondizionata da parte dell’Impero
Asburgico. Alle ore 15 del 4 novembre 1918 cessa ogni ostilità.
Ripresa la marcia verso i confini, il 14 novembre i “Sassarini”
raggiungono la conca di Tolmino, dove occupano il tratto di confine
naturale a loro assegnato, da Cima Grande a Pozren. Nel 1919 il
Comando Supremo provvede allo scioglimento delle Brigate di Fanteria
dell’Esercito Mobilitato, ad eccezione di quattro di esse che, per
speciali meriti acquisiti in guerra, transitano nelle Brigate
Permanenti di Pace, tra queste la Brigata Sassari. Per la riconquista
dei Tre Monti, la resistenza sul Piave e lo slancio vincente nella
Battaglia di Vittorio Veneto, il 9 giugno 1920 le Bandiere di Guerra
dei due Reggimenti vengono decorate con la seconda Medaglia d’Oro
al Valor Militare
La
Brigata Sassari: Le tappe belliche nella Grande Guerra. Convegno
università popolare di Mestre 7
settembre/28
ottobre 2026 – lunedi
28 ottobre

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