Carso Isontino, 2^ , 4^ e 5^ battaglia dell'Isonzo - Brigata Sassari -
Carso
Isontino: 2a “Battaglia dell’Isonzo” Bosco Cappuccio – Bosco
Lancia – Bosco Triangolare (25 luglio – 27 agosto 1915)
La
notte del 24 luglio 1915 quattro Battaglioni della Brigata, posta
alle dipendenze della 22a Divisione, passano l’Isonzo e si radunano
a Sdraussina, per procedere all’occupazione di Bosco Cappuccio, sul
primo gradino dell’Altopiano carsico, nel settore del Monte San
Michele. Gli altri due Battaglioni restano a Romans a disposizione
dell’XI Corpo d’Armata. Il 25 luglio la Brigata entra in linea e
si trova impegnata contro diversi trinceramenti avversari (magiari e
croati) presso i boschi Cappuccio, Lancia e Triangolare.
Il
giorno seguente, tramite assalto alla baionetta, il I Battaglione del
151° Reggimento conquista la prima linea catturando 635 prigionieri,
mentre il III Battaglione del medesimo Reggimento riesce a guadagnare
un centinaio di metri lungo il margine orientale del Bosco Cappuccio.
Il 4 agosto il 151° Reggimento conquista la posizione avversaria
cosiddetta del “Trincerone” sul Bosco Cappuccio, poderoso
“Blockhaus” difeso da fasce di reticolato, protette da campi
minati; ed il 9 occupa le posizioni antistanti alla sella di San
Martino. Nella stessa giornata il 152°, dislocato fra Bosco Lancia e
Bosco Triangolare, entra a far parte della 28° Divisione ed effettua
con i Battaglioni I e II tentativi di avanzata, riuscendo a
conquistare la quota 177. Il giorno 21 un plotone di volontari dei
due Reggimenti, al comando dei tenenti Alfredo Graziani e Salvatore
Taras, si impadronisce di sorpresa della trincea chiamata “Dente
del Groviglio”, dando inizio a quelle azioni ardite che divengono
la tattica speciale dei “Dimonios” sardi.
L’intervento
dei rincalzi fa cadere la famigerata “Trincea Z”, contro la quale
precedentemente erano stati vani gli assalti convenzionali
accompagnati dall’artiglieria.
Dopo
un mese di ininterrotti combattimenti, la Brigata Sassari riesce
nell’impresa, espugnando i boschi Cappuccio, Lancia e Triangolare,
catturando oltre 4000 prigionieri e migliorando alquanto la linea
italiana, portata a ridosso della Sella di San Martino. Tuttavia, le
azioni svolte finora dai fanti implicano perdite sensibili: 13 morti
e feriti tra gli ufficiali; 374 morti, 1902 feriti e 77 dispersi
nella truppa. Varcato l’Isonzo con la truppa ridotta a metà
uomini, dal 27 agosto al 3 novembre la Brigata viene sostituita in
linea e inviata a riposo a Villesse, per trasferirsi poi a Cavenzano,
successivamente a Muscoli e Villa Vicentina. Le perdite vengono
reintegrate con i complementi giunti dal Deposito di Mobilitazione di
Ozieri, in Sardegna.
Carso
Isontino: 4a “Battaglia dell’Isonzo” “Trincea della Frasche”
– “Trincea dei Razzi” (4 – 15 novembre 1915)
Dal
4 al 7 novembre la Brigata rientra in linea nel settore di
Castelnuovo, nuovamente sotto la 25a Divisione. Il XIII Corpo
d’Armata il 10 novembre riprende l’offensiva per l’espugnazione
dei vigorosi trinceramenti nella zona ad est di Castelnuovo, con il
compito di appoggiare gli sforzi dell’XI Corpo operante per la
conquista del Monte San Michele. In questa nuova fase operativa il
compito dei sardi è la conquista delle trincee cosiddette “delle
Frasche” e “dei Razzi”, ovvero un chilometro di trinceramento
contro cui vani sono stati i ripetuti assalti di quattro Brigate di
Fanteria e di un Reggimento di Bersaglieri. La particolarità delle
due trincee è che esse si garantiscono protezione reciproca,
pertanto, possono essere mantenute solo se prese insieme. In base a
questo concetto tattico, il Comandante della “Sassari” dispone il
151° Reggimento nel settore di sinistra, contro la “trincea delle
Frasche”; il 152° Reggimento in quello di destra, contro la
“trincea dei razzi”. Alle ore 11 dell’11 novembre i primi
reparti del 151° Reggimento avanzano in direzione della “trincea
delle Frasche” sino ai reticolati, che ne arrestano lo slancio; nel
frattempo, nel settore di destra, la 6a e 7a Compagnia del 152°
riescono ad occupare una posizione distante un centinaio di metri
dalla “trincea dei Razzi”. L’attacco viene ritentato il giorno
successivo, ma, nonostante il supporto dell’artiglieria, gli
assalti dei “Sassarini” si arrestano dinanzi ai robusti
reticolati degli Imperiali che rimangono intatti.
All’alba
del giorno 13 una pattuglia di Arditi, spintasi fin sotto i
reticolati degli avversari, fa brillare alcuni tubi di gelatina,
aprendo due varchi attraverso i quali, dopo un’intensa preparazione
di artiglieria, alle ore 15 irrompe con slancio il II Battaglione del
151° Reggimento, rinforzato da tre Compagnie del I Battaglione del
152°. Dopo un violento corpo a corpo, in cui tutti i difensori
vengono passati per le armi, la “trincea delle Frasche” viene
espugnata e raccordata con la linea di partenza. Nel settore di
destra, nonostante l’apertura di due varchi nel reticolato, il III
Battaglione del 152° Reggimento non riesce ad avanzare poiché il
terreno è battuto dall’artiglieria Asburgica. Raccolte in due
doline carsiche, le colonne d’attacco “Sassarine” si rafforzano
sul terreno in attesa della notte, sotto la pioggia battente e in
mezzo al fango. All’alba del 14 con un’azione di sorpresa,
preceduta da due plotoni di Arditi, il 152° Reggimento, dopo una
breve resistenza da parte degli avversari colti nel sonno, conquista
la “trincea dei Razzi”, catturando 278 uomini, tra i quali 11
ufficiali. Nel settore di sinistra il II Battaglione del 151°
Reggimento, coadiuvando l’azione contro la “trincea del Razzi”,
irrompe in un camminamento facendo altri 120 prigionieri. Sulle
trincee conquistate a nulla valgono i contrattacchi ed il violento
bombardamento delle forze austroungariche che si susseguono per tutta
la giornata e la notte successiva, la resistenza sarda è consolidata
dall’arrivo di due Compagnie della Brigata Macerata Anche dal
Comando Supremo, tramite le parole del Generale Cadorna, arriva una
nota di lode e di entusiasmo per le azioni compiute dai “Sassarini”:
“Gli intrepidi Sardi della Brigata Sassari resistettero però
saldamente sulle conquistate posizioni e con ammirevole slancio
espugnarono altro vicino importante trinceramento detto dei Razzi”8.
Per la prima volta un Bollettino di Guerra cita esplicitamente il
nome di una Brigata, insistendo inoltre sull’appartenenza regionale
dei suoi soldati.
Dopo
gli sforzi compiuti per il raggiungimento di tali successi bellici,
il 15 novembre la “Sassari” è sostituita in linea dalla Brigata
Cremona ed il 17 si trasferisce ad Aiello, per far poi ritorno in
linea il 12 dicembre. Nel difficile periodo trascorso in trincea i
fanti sardi hanno subito pesanti perdite: 14 morti e 52 feriti tra
gli ufficiali; 187 morti, 2020 feriti e 88 dispersi tra la truppa.
Allo scopo di colmare il vuoto della truppa e con la volontà di
conservarne il carattere regionale, per ordine del Comando della 3a
Armata, tutti i sardi presenti nei vari Reggimenti italiani vengono
fatti confluire nella Brigata Sassari, confermando questa
eccezionalità territoriale ed etnica praticamente unica
nell’Esercito Regio.
Carso
Isontino: 5a “Battaglia dell’Isonzo” “Trincea La Tortuosa”
– “Budello delle Frasche” (13 dicembre 1915 - 9 maggio 1916)
Dal
13 dicembre 1915 al 9 maggio 1916 la “Sassari” trascorre quattro
turni in prima linea, affiancata dalla Brigata Macerata, nelle
trincee “delle Frasche”, “dei Razzi”, “Rocciose”, “dei
Sacchi”, concedendosi brevi intervalli di riposo nei baraccamenti
di Armellino, Campolongo, Muscoli, Campolonghetto, Castions delle
Mura. Nella vita di trincea la monotonia è interrotta da alcune
azioni degli Arditi: si tratta di operazioni di disturbo, nelle quali
i sardi hanno particolare successo, queste hanno lo scopo di creare
subbuglio nelle trincee avversarie, distruggere i lavori di
potenziamento delle posizioni di difesa, catturare prigionieri. Il 10
marzo 1916, in coincidenza con la 5a “Battaglia dell’Isonzo”, i
fanti si vedono impegnati nell’occupazione della trincea detta “La
Tortuosa”, antistante le posizioni italiane delle “Frasche”,
anche se il tiro dell’artiglieria e delle bombarde non riesce a
sortire alcun effetto sui reticolati degli Imperiali. Nella notte del
14, attraverso un varco aperto in corrispondenza del “Budello”
(angusto trinceramento sulla destra delle “Frasche”, battuto
costantemente dal fuoco avversario), un plotone di Arditi irrompe
nella trincea aprendo la strada a due Compagnie del 152° Reggimento
che, in seguito di una lotta a colpi di bombe a mano e all’arma
bianca, conquistano la trincea “La Tortuosa”. Nonostante questa
presa, una granata dell’artiglieria sarda, piombando dentro il
“Budello”, fa strage della Compagnia di rincalzo. Di conseguenza,
gli Asburgici si precipitano contro gli Arditi che resistono in
attesa di rinforzi, anche se questiultimi non riescono a raggiugere i
compagni a causa dell’ingombro di feriti nello stretto passaggio
del “Budello”. Assediato, il plotone di Arditi è costretto a
lasciare la linea precedentemente conquistata, catturando tuttavia 19
prigionieri. Durante il periodo trascorso in trincea, la Brigata
subisce tra le sue fila: 3 morti, 23 feriti e 1 disperso tra gli
ufficiali; 103 morti, 573 feriti e 12 dispersi nella truppa. Il 19
marzo i “Sassarini”, ricevuto il cambio dalla Brigata Padova, si
trasferiscono nei pressi di Castions di Mure, Campolonghetto e
Muscoli, entrando a far parte della 19a Divisione. Tra il 19 e 20
aprile la “Sassari” rientra nelle consuete posizioni, ed il 9
maggio, terminato il suo turno di servizio in linea, si disloca tra
Aiello e Fogliano.
La
Brigata Sassari: Le tappe belliche nella Grande Guerra. Convegno
università popolare di Mestre 7
settembre/28
ottobre 2026 –
Lunedì
7 settembre/Giovedì 10 settembre

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