Battaglia di Natale 22-25 dicembre 1917 / Battaglia dei Tre Monti 28-31 gennaio 1918 - Brigata Sassari -

Altopiano dei Sette Comuni: “Battaglia di Natale” (22 – 25 dicembre 1917)
Il 3 dicembre 1917 per il 151° e 152° Reggimento comincia il trasferimento da Reschigliano (Campodarsego) verso l’Altopiano dei sette Comuni. La Brigata al completo, posta sotto le dipendenze della 2a Divisione, giunge in montagna il giorno 11 e si accampa tra Fontanelle e Gomarolo, contrade di Conco. Fino al 22 dicembre la “Sassari” è tenuta in riserva del Comando Truppe Altopiani. Il 23 arriva l’ordine di partire per la prima linea: il 2° Corpo d’Armata ripiega lungo la linea Costalunga-Busa del Termine–sud di Monte Melago–Col d’Echele, sottoposta alla “Battaglia di Natale” e i sardi si spostano in Val Ceccona. Uno dopo l’altro cadono in mano avversaria Monte Valbella, Col del Rosso e Col d’Echele. Su ordine del Comando Truppe Altipiano, la notte del 24 dicembre la Brigata viene inviata in linea a difesa delle testate di Val Melago e di Val Chiama. Si combatte anche a Natale, giorno in cui la “Sassari” passa sotto la 2a Divisione, e in serata la situazione si stabilizza: gli austroungarici vengono fermati e la nuova linea, presidiata dai fanti, si snoda attraverso Busa del Termine–Monte Melago–Col dei Nosellari–ciglio destro della Val Frenzela.
Il nuovo fronte, tuttavia, è particolarmente sbilanciato indietro, quindi si vede necessario riportarlo sui monti Valbella, Col del Rosso e Col d’Echele. Il possesso dei Tre Monti ha una duplice importanza: tattica, al fine di consentire il controllo della Val Frenzela che guarda verso la Valbrenta, e un interesse strategico, perché in mano all’avversario la linea risulterebbe troppo addossata a quella di difesa italiana marginale, poiché corre sull’orlo montano che delimita da sud l’Altopiano di Asiago. Superata questa, la linea di monti retrostanti costituisce una modesta capacità di arresto all’avanzata Asburgica verso la pianura vicentina. Inoltre, un’azione offensiva da parte dell’Esercito Regio viene vista come un’ottima occasione per risollevare l’orgoglio militare delle truppe, provate da due mesi di disastrosa ritirata.
Il piano operativo affidato alla 33a Divisione per la conquista dei Tre Monti prevede due zone d’azione: quella occidentale in cui i Bersaglieri e il II Reparto d’Assalto sono incaricati dell’attacco a Monte Valbella; quella orientale con l’azione della “Sassari” e il I Reparto d’Assalto, aventi il compito di prendere Col del Rosso e Col d’Echele. Il Comando della Brigata Sassari affida al 151°Reggimento la conquista di Col del Rosso e al 152° Reggimento l’espugnazione di Col d’Echele. Sulla destra del 152° avrebbero contribuito all’azione alcune Compagnie di Alpini, con il compito di aggirare il Col d’Echele da est e puntare su quota 1.039, sporgente nella Val Frenzela.
In questo periodo, per rimpinguare i reparti (dimezzati dalle perdite subite sulla Bainsizza e durante la ritirata del Piave, peraltro mai completamente reintegrate nonostante l’arrivo dei ragazzi della classe 1899), viene messo a disposizione un Battaglione di sardi provenienti dal Deposito del 45° Fanteria di Ozieri, in Sardegna, mantenendo in tal modo il carattere regionale della Brigata.
Altopiano dei Sette Comuni: “Battaglia dei Tre Monti” (28 – 31 gennaio 1918)
Il 7 gennaio 1918 la “Sassari”, sostituita in linea dalla Brigata Liguria, si porta nei pressi di Fontanelle e Gomarolo. Dopo il breve riposo nelle retrovie, il 26 gennaio i fanti tornano in linea, impegnandosi nella riconquista dei Tre Monti, perduti nel dicembre 1917. Il 151° Reggimento occupa le trincee che si affacciano a Col del Rosso; il 152° quelle di fronte a Col d’Echele. L’azione, violenta e contrastata, inizia alle 9.30 del 28 gennaio. Nella zona occidentale i Bersaglieri ed un Battaglione d’Assalto avviano l’impresa verso il Monte Valbella. Nella zona orientale il II e III Battaglione del 151° Reggimento e due Compagnie di Arditi assaltano la cima di Col del Rosso, respinti, la aggirano e penetrano sino a Casera Melaghetto, prima di essere fermati da un pesante contrattacco austriaco. Nel frattempo, il III Battaglione del 152° Reggimento ed una Compagnia di Arditi tenta la presa del caposaldo di Col d’Echele, aggirandolo da occidente. Tuttavia, appena superata la selletta di Case Caporai, il reparto viene investito dal fuoco delle mitragliatrici rivali poste in un punto strategico sulle falde orientali di Col del Rosso, in questo modo i fanti sono costretti a ripiegare su Case Cotti, a immediata portata degli obiettivi. All’estrema destra due Compagnie di Alpini, incaricate di aggirare il Col d’Echele da oriente, sono respinte dalle mitragliatrici e dal gas dalle trincee. Alle 13.30 gli attacchi che il I Battaglione del 151° e due Compagnie del II Battaglione del 152° Reggimento compiono contro Col del Rosso, per collegare le colonne operanti, sono infranti dall’avversario, che risponde prontamente comportando gravi perdite agli italiani. Si rende necessario l’impiego delle riserve, cosicché due Battaglioni della Brigata Liguria, inviati a rincalzo della “Sassari”, completano la conquista della giornata: uno riesce a porsi sul caposaldo di Col d’Echele, aggirato dal 152° Reggimento, mentre l’altro si porta su Col del Rosso. Alle 14.15 Col d’Echele e Col del Rosso sono conquistati dagli italiani.
Dopo il poderoso bombardamento avversario, che i reparti sardi affrontano con i fianchi esposti a causa della mancata azione dei reparti laterali, nel tardo pomeriggio gli austriaci avanzano e il 151° Reggimento è costretto ad indietreggiare sulle falde nord-occidentali di Col del Rosso. Ben presto i “Sassarini” si riprendono e ripartono alla carica per il combattimento tramite le baionette: i rivali, disorientati, fuggono dal pendio del monte e così la situazione viene ristabilita. Alle ore 13 del 29 gennaio viene espugnato anche Monte Valbella ad opera della IV Brigata Bersaglieri, rinforzata da reparti della Brigata Bisagno. Nel pomeriggio del 30 gennaio 1918 tutti gli obiettivi possono ormai dirsi raggiunti. Nelle giornate successive hanno luogo operazioni minori, per esempio il tentativo di soppressione di alcune mitragliatrici austriache che dalla selletta di Case Caporai disturbano le truppe italiane su Col d’Echele.
Il 31 viene azzardata l’invasione dell’altura di Col Melaghetto (obiettivo già conseguito dai “Sassarini” nella giornata del 28, ma abbandonato per la mancata azione dei Bersaglieri su Monte Valbella). Il tentativo, affidato alla IV Bersaglieri, ma che la “Sassari” deve coadiuvare avanzando la propria ala sinistra, fallisce a causa della violenta azione di respingimento da parte dell’artiglieria Asburgica. In un paio di giorni si vede conclusa la “Battaglia dei Tre Monti”, nella quale l’Esercito italiano è riuscito a raggiungere le posizioni prefissate e vi si è affermato. A seguito di questa dura impresa le truppe si ritrovano dimezzate dall’artiglieria avversaria, ma anche logorate dalla stanchezza degli scontri (alcuni soldati come i “Sassarini” si trovano in linea da quattro giorni di ininterrotti combattimenti).
La vittoria dell’offensiva testimonia un’importanza non solo strategica e geografica, ma anche morale, sentita da tutto il Regio Esercito come simbolo di ritrovato spirito militare. Il Bollettino di Guerra n° 981 del 31 gennaio 1918 elogia nuovamente la Brigata Sassari per le capacità belliche e il carattere resistente dei suoi fanti, nonostante le pesanti perdite subite dai sardi: 18 morti, 55 feriti e 2 dispersi tra gli ufficiali; 89 morti, 704 feriti e 174 dispersi nella truppa. Il 2 febbraio la “Sassari”, sostituita nelle posizioni di Col del Rosso e Col d’Echele, si porta in autocarri a Vicenza, dove il pomeriggio del giorno seguente viene accolta dalla cittadinanza esultante. Con questo evento termina la seconda esperienza bellica dei sardi sull’Altopiano dei Sette Comuni. Il 7 febbraio il Generale Armando Diaz, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, nel salutare i superstiti della Brigata, tra cui molti ragazzi del ’99, esprime queste parole: “…voi non sapete, e forse non saprete mai, quanto avete fatto per l’Italia” .
La Brigata Sassari: Le tappe belliche nella Grande Guerra. Convegno università popolare di Mestre 7 settembre/28 ottobre 2026 – Lunedì 14 ottobre/giovedì 21 ottobre

Commenti

Post popolari in questo blog

In trincea nei pressi di Monfalcone nel maggio del ’16

Monte non indicato, nei pressi di Asiago maggio 1916

Venezia FC: Stroppa esonerato: arriva la decisione