Altopiano dei sette comuni: Monte Fior, Montr Castelgomberto, Monte Longara. Linea di Casara Zebio e del Roccolo di Monte Catz - Brigata Sassari -

Altopiano dei Sette Comuni: la controffensiva italiana Monte Fior – Monte Castelgomberto – Monte Longara – Casara Zebio (16 giugno – 1° settembre 1916)
Conclusasi la spinta della “Strafexpedition”, il XX Corpo d’Armata italiano (4a e 25a Divisione) dal 16 giugno al 2 luglio sviluppa il contrattacco per la riconquista dei capisaldi perduti sull’Altopiano di Asiago: il costone del Portule e la riva sinistra della Val d’Assa. La 25a Divisione, di cui fanno parte le Brigate “Sassari” e “Piacenza”, si dispone in tal modo: sul Monte Fior, difeso dal 2° Reggimento bosno-erzegovese, combatte il 151° Reggimento della “Sassari”, coadiuvato dal 112° Regg. della “Piacenza”; il 152° Reggimento sardo, assieme al 111° della “Piacenza”, si posiziona su Monte Castelgomberto, difeso dal Reggimento stiriano “König der Belgier”. L’attacco ha inizio il 16 giugno: nel settore di sinistra, l’esiguo campo di battaglia (una fascia strapiombante in Val Miela e nella conca di Malga Lora), la mancanza di appigli tattici e un sistema di reticolato con mitragliatrici, non permettono l’avanzata degli italiani. A destra, il III Battaglione del 152° Reggimento, portatosi sotto le posizioni degli stiriani, occupa quota 1.731, la seconda cima di Monte Castelgomberto, ma non riesce a conquistarne la vetta (quota 1.778) a causa del fuoco ininterrotto degli Asburgici e del terreno roccioso particolarmente sfavorevole all’avanzata.
Il 22 giugno i Reggimenti della “Sassari” e della “Piacenza” si riordinano ed entrano nelle Brigate di appartenenza. Mentre i “Sassarini” si predispongono per la manovra d’attacco a Monte Fior, nella notte del 24 gli Imperiali iniziano il ripiegamento da quota 1.778 di Monte Castelgomberto e da quota 1.824 di Monte Fior, protetti dalla retroguardia. Durante la mattinata del 25 la Brigata avanza e rioccupa Monte Fior puntando oltre la Val Miela; alle ore 19 un battaglione del 151° Reggimento, dopo breve resistenza nemica, occupa Monte Longara. L’inseguimento prosegue per tutto il giorno seguente, attraverso la Valle di Campomulo, il Bosco di Gallio e la Val di Nos. Il giorno 27 gli Asburgici oppongono resistenza sulla linea Casara Zebio–Monte Mosciagh–Monte Interrotto, posizione dominante sulla direttrice italiana d’attacco. Verso sera i due Reggimenti della “Sassari” riescono ad avanzare nel tratto boscoso e a conquistare le posizioni avversarie di Casara Zebio, antistanti il caposaldo di quota 1.703. Malgrado l’assenza di artiglieria, il Comando della 25a Divisione ordina che i “Sassarini” puntino alla conquista di Monte Mosciagh e del ciglio di Val Galmarara. L’attacco viene tentato a più riprese il 30 giugno, a luglio e il 15 agosto. La forza dei “Dimonios” si arresta alle falde delle pareti rocciose del Monte Zebio, dove vi si sono arroccati gli austroungarici. Qui, sulla vetta che domina le posizioni italiane, gli avversari sono ben protetti, oltre che dalle mitragliatrici, anche da larghe fasce di reticolato e cavalli di Frisia, contro i quali a ben poco servono pinze tagliafili e tubi esplosivi. Il 5 agosto 1916, per l’eroico comportamento tenuto dalla “Sassari” nella conquista delle trincee delle “Frasche” e dei “Razzi” sul Carso e nella difesa e riconquista delle Melette sull’Altopiano dei Sette Comuni, le due Bandiere dei Reggimenti vengono decorate con la prima Medaglia d’Oro al Valor Militare9. Durante il periodo trascorso in prima linea, dal 15 giugno al 1° settembre 1916, i sardi subiscono gravi perdite: 34 morti, 106 feriti e 4 dispersi tra gli ufficiali; 486 morti, 2.317 feriti e 158 dispersi nella truppa.
Altopiano dei Sette Comuni: “Un anno sull’Altipiano” Linea di Casara Zebio – Linea del Roccolo di Monte Catz (27 giugno 1916 – 9 luglio 1917)
Dal 12 settembre 1916 al 30 aprile 1917 i reparti della “Sassari” si vedono impegnati nei turni di sorveglianza della linea di vigilanza e prima resistenza. Il settore è tenuto dalla 25a Divisione e si estende da sud di quota 1.673 a sud di Casara Zebio fino a Camporovere, a sua volta diviso in due sottosettori: -la linea di Casara Zebio, da sud di quota 1.673 al Roccolo di Monte Catz; -la linea del Roccolo, dal Roccolo di Monte Catz a Camporovere. La distanza tra le due trincee segue l’andamento irregolare del terreno, tendendo a restringersi via via che le linee si inerpicano lungo la montagna. All’estrema destra dello schieramento della “Sassari” un profondo vallone segna il limite di settore con i reparti dell’altra Divisione del XXII Corpo d’Armata. Gli Asburgici, allineati tra il massiccio dell’Ortigara, i Monti Zingarella, Colombara e Zebio, il Mosciagh, e la Val d’Assa, dominano dall’alto le posizioni italiane con poderose fortificazioni scavate nella roccia e tracciate nella sottostante abetaia, rinforzate da sacchetti a terra e muretti a secco, nonché protette da reticolati e cavalli di frisia. L’intero fronte della 25a Divisione, da sud di quota 1.673 a Camporovere, viene tenuto dai “Sassarini” per turni della durata di venti giorni ciascuno, nel periodo tra il 12 settembre e il 31 dicembre 1916: a destra, il 151° Reggimento sulla linea di Casara Zebio; a sinistra, il 152° sulla linea del Roccolo. Dal 19 gennaio al 30 aprile 1917 i due Reggimenti si alternano sulla linea di Casara Zebio. Sopraggiunto l’autunno del 1916 il Comando Supremo Italiano tenta di preparare un’offensiva con lo scopo di riprendere almeno le posizioni conquistate nel 1915, ma l’inverno 1916-’17 è durissimo e la neve ricopre trincee, soldati e propositi di assalto, i quali ormai vengono rinviati di fatto alla primavera-estate. Da settembre 1916 ad agosto 1917 la Brigata alterna venti giorni di turno in linea (sino ad aprile si verifica qualche scontro con gli avversari, senza particolari effetti), con venti giorni di riposo in varie località dell’Altopiano dei Sette Comuni: Valle dei Ronchi, Val Capra, Val Ghelpach, Valle di Campomulo, Camona, ex Poligono di Asiago, Case Rigoni di Sotto, Mosca, Sasso, Case Echele, Stoccareddo. Il lungo periodo di turni in trincea, o nelle retrovie della montagna vicentina, viene interrotto il 30 aprile 1917 quando la Brigata, dopo un anno trascorso sull’Altopiano, viene finalmente inviata a riposo distribuendosi nella vallata, tra Marostica e Bassano (Vallonara, Valle San Floriano, Valrovina, San Michele).
La Brigata Sassari: Le tappe belliche nella Grande Guerra. Convegno università popolare di Mestre 7 settembre/28 ottobre 2026 – Lunedì 21 settembre/giovedì 24 settembre

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