Venezia FC: Non è tutto da buttare
Quasi settantadue ore di riflessione, se così vogliamo chiamarla e poi il dietrofront: Giovanni Stroppa rimane sulla panchina del Venezia. Una scelta sofferta, arrivata dopo aver sentito e incontrato anche altri allenatori, dopo aver accarezzato seriamente l’idea di cambiare strada. Dentro una scelta: non è tutto da buttare, anche se la tentazione forte sarebbe quella di mettere in discussione tutto, dalla A alla Z. Chi ci legge sa che abbiamo promosso il mercato estivo arancioneroverde. Crediamo in molte delle scelte compiute, da Akor Adams a Basic, da Mazzocchi a Juan Jesus, da Correia a Toni Fernandez. Certo, non tutto magari sarà stato azzeccato, perché è impossibile indovinare tutto. Bella Kotchap, ad esempio, non lo avremmo preso, tantomeno a 10 milioni di euro. Troppi infortuni, troppe fragilità, troppi ondeggiamenti alla Leao anche nelle giornate migliori. Non è un leader come lo era Svoboda, come potrebbe esserlo Juan Jesus. Ma c’è tanto altro di buono, a dispetto di quanto dica la classifica. Zero punti sono una sentenza, se Stroppa fosse stato esonerato ci sarebbe stato poco da dire. Gli sono state concesse le attenuanti: gli infortuni di Busio e Basic, quello di Dagasso, la condizione imperfetta di Mazzocchi e Juan Jesus, arrivati sul gong, la necessità di capire la Serie A di tanti protagonisti. Se sia giusta o sbagliata questa decisione lo capiremo molto presto, probabilmente già a Bergamo. Perché di responsabilità il tecnico ne ha, in questo inizio alla rovescia come altre volte gli era capitato. Stroppa ha un’idea di calcio bellissima, un’idea che gli ha permesso di vincere campionati, un’idea affascinante, che però necessità di interpreti all’altezza e che non si può pensare di traslare pedissequamente dalla B alla A. Servono alcune accortezze, quelle che abbiamo visto con la Lazio, finalmente, almeno in parte, nonostante la sconfitta. Dove sono stati commessi alcuni errori gravi, ad esempio sul rigore procurato da Correia nel primo tempo: Akor Adams si era preso il pallone e voleva battere quel penalty, gli occhi erano quelli giusti, ma è andato in scena un imbarazzante balletto che si era già visto lo scorso anno. Yeboah gli ha conteso quel penalty, ricevendo la benedizione finale di Stroppa. Perché? Perché mandare sul dischetto un giocatore che aveva sbagliato già due rigori l’anno scorso e non ha certo dimostrato di essere infallibile dagli undici metri? Oltretutto nel calcio a volte ci vuole un po’ di furbizia. Far battere quel rigore ad Adams poteva permettere un clic al nigeriano, dopo il gol segnato alla Fiorentina. Gli avrebbe permesso di galvanizzarsi e siamo convinti che dagli undici metri non avrebbe fallito. E quel 5 in pagella contro la Lazio sarebbe stato un voto ben diverso. Perché neppure quel gol alla Fiorentina è bastato a vincere lo scetticismo imperante che lo circonda. Adams non è scarso, non è un fenomeno, ma ha numeri e caratteristiche che possono funzionare in Italia. Adams è titolare nella Nazionale nigeriana, gioca insieme a Lookman e a Osimhen, che in Italia hanno fatto sfracelli. Chi ha visto l’ultima Coppa Africa più ancora del campionato fatto a Siviglia, capisce perché il Venezia abbia deciso di puntarci. E di spendere. Sinora ha segnato tre gol, due in Coppa Italia, uno in campionato. Non molto, ma neppure possiamo definirlo un bilancio disastroso. Siamo convinti che il suo valore emergerà, senza pensare che possa segnare 20 gol, ma una decina li può fare. E può diventare il terminale di un Venezia che cerca di trovare una strada per evitare una retrocessione che sarebbe rovinosa. Si è deciso di dare fiducia a Stroppa, che avrà tre settimane di tempo per rimettere insieme i cocci. Recupererà Basic e Dagasso, avrà Mazzocchi e Juan Jesus finalmente pronti per giocare senza zavorre, potrà lavorare su un gruppo che ne ha difeso il lavoro. Ma il calcio non aspetta nessuno e di errori Stroppa ne ha fatti. Se perdi tre partite in casa su tre, se con la Fiorentina concedi 20 occasioni da gol, se a ogni ripartenza la squadra si apre in due, se a Frosinone recuperi due gol e non riesci a difendere quel tesoretto nemmeno per pochi minuti, in A farai poca strada. Poi, con la Lazio, sono emerse quelle accortezze tattiche che sarebbero servite ben prima. Quelle accortezze che avrebbero permesso magari di pareggiare allo Stirpe, o magari di muovere la classifica con Lazio e Lecce. Insomma, il Venezia ha le spalle al muro, a Bergamo dovrà per forza di cose cominciare a fare punti e poi si vedrà. Dovesse andare ancora male, a quel punto forse toccherebbe a Zanetti, ma adesso Stroppa ha una chance importante e il Venezia può provare a risorgere. La salvezza oggi dista quattro punti, che dopo cinque giornate non sono pochi, ma neppure una voragine incolmabile, anche se il calendario fa paura. Atalanta in trasferta, Napoli in casa, Genoa in trasferta, Inter in casa, Como in trasferta.
Fonte: Trivenetogol - Editoriale -

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