Prime immagini di guerra, Ruda (UD)
In un paese dove il treno è
costretto a fermarsi, c'è un accampamento grandissimo e nel mezzo la
bandiera italiana. Ore 11 antim. Il paese si chiama Villa Vicentina,
ultimissima stazione che il treno non può più continuare, perché
in vista al nemico; sono ancora in treno senza cibo da ieri sera. Si
smonta e si fa l'appello vicino alla stessa. Tempo bello. Il cannone
tuona continuamente. Si parte alle 11 e un quarto. All'una e mezza
siamo di fronte al nemico sul punto ove questa mattina gli shrapnel
scoppiavano. Si vedono le buche fatte senza disgrazie. Ancora da
mangiare e mi trovo in un campo tutto fango. Dopo 2 ore di
aspettativa ci venne l'ordine di attendarsi.
Oh Dio! In quel fango, ove, ormai
pestato da altri soldati, ti affondavi tutta la scarpa. Pazienza!
Piantammo la tenda e intanto chi di noi 5, destinati a questo lavoro,
era libero, andava in cerca di canne, di qualcosa insomma per posare
le nostre povere ossa. Alla fine si giunse tutti sudati e allora si
andò a prendersi la paglia ottenendone 4 chili per ogni uno.
Ore 5 di sera. Siamo alla fine.
Intanto si parla con diversi compagni che ci dicono il nome della
località cioè Ruda. Giunge la notte e alle 7 di sera il rancio
venne: poca pasta e un bel pezzo di carne, cruda quasi; ma fame è sì
grande che dovemmo inghiottirla a pezzi. Terminato cominciò la sete;
e dove nella notte trovar l'acqua? Un compagno ci indicò il punto e
allora partimmo pestando fra le pozzanghere. Giungemmo alla fontana e
si bevve a sazietà. E poi una gavetta me la portai sotto la tenda.
Dunque eccoci a notte alta ormai,
prepararsi il letto, diremo, senza accendere fiammiferi, tutto a
tastoni. Nel frattempo che uno preparava, l'altro aspettava, finché
giungesse l'ultimo per chiudere. Io fui l'ultimo.
In quel tempo che aspettavo, uno
spettacolo dei più raccapriccianti mi si presenta all'occhio. Sul
fronte dell'Isonzo si vedono continuamente dei gran riflettori, ma
tanti, che corrono con la loro traiettoria dei pezzi lunghi, in
modo che i nostri, sotto quel forte chiaro, potevano vedere i pezzi
nemici; e allora il cannone che era pronto sparava con un tumulto che
in mezzo alla notte faceva ribrezzo. Noto fra l'altro che siamo
attendati vicino ad un cimitero. Contemporaneamente si vedono anche
gli shrapnel spaccarsi in aria e poi forse far danni che ora non
posso spiegare. Insomma mi impressionai tanto che mi coricai subito
con l'idea che forse fra quei 4 teli di restare al sicuro.
Domenico Bodon militare, 124°
fanteria, Brigata Chieti

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