I luoghi simbolo della Grande Guerra. Il monte Zebio e la mina dello Scalabron
Durante la Grande Guerra, lo Zebio, grazie alla sua posizione centrale, divenne un caposaldo importantissimo della linea di resistenza austriaca sull’altopiano di Asiago e venne attrezzato alla difesa con un complesso sistema di trincee, gallerie e postazioni in caverna ancor oggi in gran parte visibili.
Sulla montagna si svolsero importanti battaglie durante la Frühjahrsoffensive (giugno 1916) quando forti reparti imperiali (in particolare il 3º reggimento Schützen di Graz ed il 73º reggimento "von Württemberg") avanzavano in direzione delle Melette e di Asiago. Successivamente al ripiegamento volontario causato dall'Offensiva Brusilov sul fronte russo, sulla sommità della montagna venne creata una imponente trincea da parte dei reparti austroungarici, che collegava il settore dello Zebio con altri importanti capisaldi (Mosciagh, Colombara, Zingarella, Forno, Chiesa, Campigoletti, Ortigara).
I soldati italiani tentarono a più riprese di riconquistare la vetta, prima durante l'Operazione K, poi, a partire dal 10 giugno 1917, con la Battaglia del monte Ortigara.
L'8 giugno 1917 tuttavia (due giorni prima di sferrare l'attacco iniziale), alle ore 17:30, per cause mai chiarite (ma probabilmente per un errore del Genio Italiano) scoppiò sulla cima dello Zebio una galleria di mina che i soldati Italiani avevano predisposto, scavata già a partire dall'autunno precedente, per preparare l'attacco. La mina uccise o seppellì vivi decine di soldati italiani ed austroungarici oltre che molti ufficiali della Brigata Catania che si trovavano in loco quel giorno in previsione dell'imminente attacco al settore Zebio - Ortigara.La mina Italiana causò anche la deflagrazione della contromina Austriaca.
120 soldati Italiani persero la vita: a questi vanno aggiunti oltre quaranta ufficiali della brigata Catania che in quel momento stavano osservando dalla Lunetta le posizio
ni austriache in previsione della imminente Battaglia dell’Ortigara.Il Museo all’aperto della Grande Guerra ha reso accessibile l’area della Lunetta e della cosiddetta Mina di Scalambron mediante la pulizia ed il consolidamento di parte della trincea di resistenza e del cratere della mina, il recupero delle postazioni, delle lapidi e deibaraccamenti posizionati nelle immediate retrovie e l’installazione di tabelle e pannelli esplicativi. Tutti i tentativi successivi di conquista della Winterstellung si infransero contro la linea imperialregia, molti di questi episodi sono raccontati nel libro Un anno sull'Altipiano di Emilio Lussu, ufficiale della Brigata Sassari, reparto che conquistò proprio sullo Zebio una delle sue quattro medaglie d'oro alla bandiera (altre due medaglie d'oro vennero conferite per battaglie avvenute sempre sull'altopiano vicentino). Oggi l'intera zona è considerata Sacra e vi è stato istituito un museo all'aperto della Grande Guerra.
Ricerche storiche dalla Rete
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