Voci dal fronte: Natale 1917 - Alle pendici del Sasso Rosso.
"Alla notte siamo stati li senza trincea senza niente in mezzo alla neve con molto freddo e le pallotole fischiava e noi eravamo rifugiati fra mezzo due sassi. Alla mattin [da proseguire] del giorno di Natale si cercò subito di farsi ricovero benchè erano li tutti freddi ed'aghiaciati ma erano troppo scopperti perciò cercamo di rifugiarsi e con questo si mettemo al lavoro accanito. Nell'imbronire della sera il nemico cominciò a battere proprio nei nostri dintorni con granate di calibro 152 ma poi terminò col lasciarmi tutti salvi. Alla notte del 26 futuro il freddo crollava il nostri baracchini tanto chè non si potteva più resistere e ciò alchuni andarono all'ospitale coi piedi congelati. Vicino a noi c'era anche dei morti che erano tre giorni tutti intocchati, ma più non si badava. Insoma una gran tribulazione in quanto anche imprezionante perché vicino a noi c'era un posto di medicazione ove tutti i momenti venivano dalla trincea morti e feriti gravi e legeri...