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Voci dal fronte: Natale 1917 - Alle pendici del Sasso Rosso.

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"Alla notte siamo stati li senza trincea senza niente in mezzo alla neve con molto freddo e le pallotole fischiava e noi eravamo rifugiati fra mezzo due sassi. Alla mattin [da proseguire] del giorno di Natale si cercò subito di farsi ricovero benchè erano li tutti freddi ed'aghiaciati ma erano troppo scopperti perciò cercamo di rifugiarsi e con questo si mettemo al lavoro accanito. Nell'imbronire della sera il nemico cominciò a battere proprio nei nostri dintorni con granate di calibro 152 ma poi terminò col lasciarmi tutti salvi. Alla notte del 26 futuro il freddo crollava il nostri baracchini tanto chè non si potteva più resistere e ciò alchuni andarono all'ospitale coi piedi congelati. Vicino a noi c'era anche dei morti che erano tre giorni tutti intocchati, ma più non si badava. Insoma una gran tribulazione in quanto anche imprezionante perché vicino a noi c'era un posto di medicazione ove tutti i momenti venivano dalla trincea morti e feriti gravi e legeri...

Fucilazioni sommarie

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Monte San Michele Giovanni Arru  racconta  ritirata ,  diserzioni ,  fucilazioni ,  sfollati   a Pieris (GO) il ottobre 1917 Dopo lo sfondamento del fronte da parte degli austro-tedeschi nei pressi di Caporetto, l'esercito italiano è costretto a ripiegare. Giovanni Arru, che fino ad allora era rimasto sul monte San Michele per scavare delle gallerie dove alloggiare l'artiglieria, è uno dei soldati in ritirata. Da questa posizione del monte san michele, abbiamo fatto la famosa ritirata, quindi tutta la Terza Armata ch'era schierata in quella zona di Gorizia, abbiamo rietreggiato senza combattere e in disordine insieme alle famiglie di vecchi e bambini che hanno dovuto abandonare le loro case come si trovavano piene di ogni ben di Dio, mobilia, biancheria e in certe case col tavolo apparichiato pronto per il pranzo della famiglia, soldati e gente senza scrupoli sacheggiavano e mandavano per aria tutto quello che non era di loro gusto, ma cercando sempre il me...

- L'uomo del destino -

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L'uomo che il destino ha designato quale nostro condottiero si chiama Lugi Cadorna. Ma che è davvero questo generale? Non particolarmente alto, incanutito, viso allungato con due ampi baffi all'inglese, diventa Capo di stato maggiore del Regio esercito quando ha quasi 64 anni ed è ad un anno dalla pensione.  E' un soldato della vecchia scuola, profondo conoscitore delle teorie militari di quell'epoca. Un uomo dal carattere forte e volitivo. Purtroppo per lui, in certe peculiarità del suo carattere, egli finirà col trovare il principale ostacolo sulla via di una carriera che avrebbe potuto essere più rapida e brillante. La sua ascesa lungo la scala gerarchica procede con una lentezza che il futuro generale imputa - senza mezze misure - a presunti complotti dei superiori. L'arte della diplomazia non gli appartiene. La sua autostima è smisurata e inversamente proporzionale alla capacità di accettare critiche. Pensa di non commettere mai errori. Ritiene le sue convinzio...

Venezia FC: Venezia, ecco il libro dedicato al ritorno nella massima serie

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Per celebrare la storica stagione 2020/21, culminata con la promozione del club nella massima serie, il Venezia FC ha pubblicato un libro contenente gli scatti di Ethan White, un fotografo di New York City che nell’ambito del programma Artist-in-Residency del Venezia FC (VFC AiR), ha scrutato da dietro le quinte l’universo Venezia, dando vita ad un’opera che si va a suddividere in due parti, una in cui si ritrova una collezione di fotografie di calcio, ed un’altra che invece si va declinare in una raccolta di street photography scattate nella città lagunare. Il libro contiene 96 pagine di immagini che aprono lo sguardo verso l’intimità della squadra, altre 96 pagine di immagini inerenti la vita nella laguna veneziana, ed infine uno speciale inserto centrale di 32 pagine contenente le immagini della notte della promozione del 27 maggio 2021, nonché quelle riguardanti le celebrazioni che ne sono seguite  il 29 maggio , compresa l’iconica sfilata di barche storiche, canottieri, gondol...

Da New York alla trincea

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Giovanni Arru è a New York quando scoppia la Prima Guerra Mondiale. Decide di tornare in Italia per rispondere alla chiamata alle armi, nonostante la sua vita da emigrato abbia preso il verso sperato. Si ritroverà a combattere sul monte San Michele e sul Carso, come testimonia nell'autobiografia depositata presso l' Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano. Ed è sul Carso che sarà sorpreso dalla disfatta di Caporetto, che lo travolgerà al pari di centinaia di migliaia di soldati italiani. Racconta disciplina militare, famiglia, ritirata, diserzioni, fucilazioni, sfollati  M ilitare, 5° Reggimento genio, XX compagnia, soldato, zappatore  Pozzomaggiore (SS), 1890 / 1980  Giovanni Arru  racconta disciplina militare, famiglia a New York il 1915.  Giovanni Arru emigra negli Stati Uniti nel 1913 e, in breve tempo, riesce a trovare un buon impiego in una fabbrica di ghiaia. Ma arriva la dichiarazione di guerra dell'Italia all'Austria-Ungheria...

Venezia FC: Il Gazzettino - Il Venezia a caccia di rinforzi -

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Venezia salvo al giro di boa della Serie A. Questa la buona notizia, per molti versi piacevolmente sorprendente dati i legittimi dubbi di inizio stagione. Un traguardo, per quanto parziale, senza dubbio più che sufficiente a mandare in archivio con soddisfazione pur avendo incassato un brutto 3-1 due giorni fa al Penzo per mano della Lazio e meritato orgoglio un 2021 davvero da ricordare per i colori arancioneroverdi. Superfluo rilevare tuttavia come il difficile venga adesso, perché a campionato fermo fino all'Epifania spetterà alla dirigenza pianificare un'adeguata e necessaria campagna di rafforzamento che, va da sé, non potrà prescindere da un cospicuo numero di cessioni tra esuberi e delusioni. La finestra invernale del calciomercato sarà aperta dal 3 al 31 gennaio e il tecnico Paolo Zanetti, dal quale sarebbe ingeneroso e imprudente pretendere miracoli ancor più grandi dato l'organico a sua disposizione, qualche frecciata l'ha mandata chiedendo di aumentare il tas...

Sfuggo alla cattura ma rischio la fucilazione

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Leonida Anselmi racconta ritirata, disciplina militare, dissenso a Monfalcone (GO) il 26 ottobre 1917.  La disfatta di Caporetto coglie di sorpresa Leonida Anselmi, soldato della Brigata Padova.  Quando fu verso la mezzanotte mi sento di arrivare delle bombe a mano […] e quando tutto in un momento vedo gli austriaci che mi circondano, e allora io mi rassegnai sono prigioniero (ma pensai [...]  io altri tre miei soldati di fuggire nell'aqua, che sarebbe stata palute di Monfalcone, per tre ore mi disposi la mia vita per morto nell'aqua ma invece mi riuscii [.. ] e il giorno dopo sono ragiunto il reggimento, [….] a Civita penserò io appena siamo arrivati a posto di piazzarti [...] e la medaglia d'argento della bravura che fece scappare nelle mani dei [….]. Ma il padreterno non vole, perché mentre si passava P. di Livenza per dirre due parole per rabbia, che si era stanghi morti ammomenti mi volevano fucilare sul posto per dire così (quando lo fate saltare questo ponte che ci...