Da New York alla trincea

Giovanni Arru è a New York quando scoppia la Prima Guerra Mondiale. Decide di tornare in Italia per rispondere alla chiamata alle armi, nonostante la sua vita da emigrato abbia preso il verso sperato. Si ritroverà a combattere sul monte San Michele e sul Carso, come testimonia nell'autobiografia depositata presso l' Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano. Ed è sul Carso che sarà sorpreso dalla disfatta di Caporetto, che lo travolgerà al pari di centinaia di migliaia di soldati italiani.
Racconta disciplina militare, famiglia, ritirata, diserzioni, fucilazioni, sfollati 
Militare, 5° Reggimento genio, XX compagnia, soldato, zappatore 
Pozzomaggiore (SS), 1890 / 1980 
Giovanni Arru racconta disciplina militare, famiglia a New York il 1915. 
Giovanni Arru emigra negli Stati Uniti nel 1913 e, in breve tempo, riesce a trovare un buon impiego in una fabbrica di ghiaia. Ma arriva la dichiarazione di guerra dell'Italia all'Austria-Ungheria, e la conseguente chiamata alle armi.
Dopo due anni del su detto lavoro ecco la famosa guerra 15-18 quindi la chiamata alle armi di parecchie classi fra le quali anche la mia, i giornali non facevano altro che dire che chi era all'estero  e non rientrava alla chiamata veniva dichiarato renitente e quindi non poteva rientrare in Italia prima di 30 anni ed io dico la verità non me la sentivo di rimanere fuori patria, e allora pensa e ripensa rientrare o no. Parlando con i capi della compagnia del lavoro che mi volevano tanto bene, per due mesi mi dicevano Gioannì, non rientrare in Italì, finita la guerra finito tutto e quelli che non rientreranno e rimarranno in America a fine guerra saranno amnistiati e potranno rientrare in Italia prima di quelli che saranno rientrati a fare la guerra, se non rimangono uccisi, ma sempre tra il si e il no ha vinto il primo, ma il pentimento è venuto subito dopo l'arrivo in Italia perchè mi hanno mandato al fronte di guerra senza farmi andare a vedere i miei cari di casa.


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