Venezia FC: Notizie dalla rete

Venezia FC e Comune di Venezia hanno sottoscritto oggi il contratto di concessione per la gestione del nuovo Stadio che sorgerà a Mestre, nella frazione Tessera, all’interno del Bosco dello Sport.
La concessione, che avrà una durata di 40 anni, prevede un investimento complessivo di 125 milioni di euro da parte del Club per dotazioni e migliorie a completamento dell’impianto, manutenzione ordinaria e straordinaria e canone concessorio. 
Sono 29 i giocatori convocati dal tecnico Davide Nicola per la Giornata 9 di Serie A Enilive, che vedrà il Venezia affrontare l’Inter, oggi alle ore 18:30 allo Stadio Pier Luigi Penzo. 
Portieri:
Matteo Grandi, Lorenzo Montipò, Filip Stankovic. 
Difensori: 
Armel Bella Kotchap, Alejandro Gomes Furtado, Redouane Halhal, Ridgeciano Haps, Pasquale Mazzocchi, Rufai Mohammed, Matias Moreno, Juan Jesus, Richie Sagrado, Joel Schingtienne. 
Centrocampisti: 
Toma Basic, Lorenzo Berardi, Gianluca Busio, Matteo Dagasso, Alfred Duncan, Lamine Fanne, Antoine Hainaut, Thorir Helgason, Kornel Lisman, Kike Pérez, Simon Sohm. 
Attaccanti: 
Akor Adams, Antonio Fernández, Lion Lauberbach, Albion Rrahmani, John Yeboah.
Il Venezia si prepara ad affrontare l’Inter allo stadio Penzo, in una sfida impegnativa che arriva in una fase delicata del campionato. Dopo la sconfitta contro il Genoa, gli arancioneroverdi sono chiamati a misurarsi con una delle squadre più competitive della Serie A. Il tecnico Davide Nicola presenta la gara come un’importante opportunità di crescita per il gruppo, sottolineando la necessità di migliorare sotto diversi aspetti, senza rinunciare all’ambizione di conquistare punti. In conferenza stampa, l’allenatore ha fatto il punto sulle condizioni della squadra, sui possibili cambi di formazione e sul recupero di alcuni giocatori.
Vi aspettano due sfide complicate, prima contro l’Inter e poi contro il Como. Che Venezia dobbiamo aspettarci? 
“Sono sfide complicate, ma lo sono tutte. Da qui alla fine del campionato lo saranno per un motivo o per un altro. Preferisco parlare di partite che ci danno la possibilità di crescere ulteriormente. Abbiamo fatto due gare, praticamente due settimane di lavoro interrotte da tre partite, una delle quali sarà quella di domani. Ho già avuto alcune indicazioni e ho potuto valutare in maniera sempre più specifica le caratteristiche dei giocatori. 
Stiamo recuperando elementi come Busio e Bella-Kotchap, che sono stati reintegrati per ritrovare il ritmo partita. Vedremo se sarà possibile concedere loro anche qualche minuto per aiutarli a crescere. In tutto questo, rimane l’ambizione di essere competitivi e conquistare punti. Sappiamo che non sarà facile contro certe realtà. 
Se analizziamo la partita di Genova, probabilmente abbiamo creato i presupposti per meritare di vincere, concedendo forse meno occasioni rispetto a qualsiasi altra gara. Eppure l’abbiamo persa. Questa è la Serie A: ho detto ai ragazzi che non basta fare le cose bene, a volte bisogna farle meglio degli altri. Allo stesso tempo, non ci aspettavamo necessariamente di vincere contro il Napoli e invece ci siamo riusciti. Ora abbiamo due partite e dobbiamo cercare di ottenere punti. 
L’ambizione del risultato deve esserci sempre, perché lavoriamo per quello, ma in questo momento è importante anche il processo di crescita. Credo che l’Inter rappresenti un banco di prova che ci permetterà di capire tutto ciò che serve a una squadra come la nostra per essere davvero competitiva a certi livelli. Ci siamo preparati con attenzione, abbiamo recuperato energie e valutato le possibilità a disposizione. Dopo l’ultimo allenamento prenderemo le decisioni definitive”. 
Dal punto di vista mentale, che reazione si aspetta dalla squadra contro una grande come l’Inter? 
“Mi aspetto una squadra consapevole dei propri valori, che stiamo imparando a conoscere sempre meglio, ma che abbia anche molta umiltà. Affrontiamo una formazione che sa fare tante cose e le sa fare bene. Questo non significa che sia ingiocabile, ma che dobbiamo alzare il livello sotto tutti i punti di vista e provare a fare un altro passo avanti. Soprattutto, dobbiamo essere consapevoli che è necessario essere disposti anche a prendere delle facciate, come dico ai ragazzi, ma sempre con l’ambizione di trovare la quadratura giusta per competere davvero e raggiungere il nostro obiettivo”. 
Con il rientro di Busio, è possibile vedere un centrocampo più orientato al palleggio, magari con Dagasso? 
“Il nostro centrocampo è assortito in maniera importante per caratteristiche. Dobbiamo partire da quello che conosciamo, ma Dagasso è stato impiegato da quando sono arrivato: è un giovane di prospettiva che mi piace e sul quale punto. Abbiamo già un centrocampo con diverse soluzioni. 
È chiaro che dovremo avere giocatori capaci di palleggiare, inserirsi e svolgere anche un lavoro di equilibrio, senza rinunciare a giocare. In alcune partite il centrocampo potrà essere più qualitativo e dinamico, con continui scambi di posizione; in altre dovrà essere più efficace, con maggiori inserimenti e giocatori pronti ad attaccare l’area. La scelta dipenderà dall’avversario e dalle caratteristiche che ci serviranno”. 
Alfred Duncan è tornato tra i convocati. È pronto per dare una mano alla squadra? 
“Alfred lo conosco benissimo. Credo di essere stato proprio io a farlo giocare titolare in Serie B quando arrivò dalla Primavera, a 19 anni. È un giocatore intelligente, che conosco e che sa stare all’interno del gruppo. Naturalmente un allenatore deve valutare anche altri aspetti, ma credo che si sia sempre allenato con lo spirito giusto. Se servirà, magari già domani, potrà dare il suo contributo”. 
Qual è la sua condizione attuale, considerando che finora ha avuto poche opportunità di giocare? 
“Ognuno fa le proprie valutazioni sulla base delle conoscenze e delle idee che ha. Credo che a Duncan manchi soprattutto quella componente nervosa che si sviluppa attraverso la partecipazione alle partite. Lui sa benissimo che in questo momento potrebbe non essere ancora al massimo della condizione. 
Il mio compito è trovare il modo di valutare tutti, e la possibilità di farlo la concedo a ogni giocatore. Naturalmente bisogna tenere conto degli equilibri, delle necessità della squadra e degli avversari, ma con partite così ravvicinate è importante anche fidarsi degli altri. Chi avrà l’opportunità dovrà dimostrarmi qualcosa che magari non ho ancora visto: dovrà divertirsi, giocare con entusiasmo e dare il proprio contributo”. 
Bella-Kotchap può essere impiegato da centrale oppure da braccetto nella difesa a tre? 
“L’ho visto ancora molto poco. Ha svolto un allenamento e ha giocato una partita con la Primavera. Lo conoscevo da avversario e lo avevo visto interpretare il ruolo di centrale, ma può fare anche il braccetto, perché ha dinamismo e forza. 
Deve però essere inserito all’interno di meccanismi che si costruiscono durante la settimana di lavoro. Finora non abbiamo ancora avuto la possibilità di lavorare insieme a lungo nel reparto. Inoltre, bisogna considerare il minutaggio che può garantire. Quando un giocatore rientra da un infortunio, devo valutare se sia opportuno inserirlo gradualmente oppure affidarmi a chi è già pronto per sostenere una partita intera. Faremo le scelte più opportune in base a queste dinamiche”. 
Come procede invece il recupero di Adorante? 
“Lo vedo sempre con il sorriso, ma non l’ho ancora visto in campo. Ci vorrà ancora del tempo. Nel frattempo ho già diversi giocatori da valutare e il mio compito è concentrarmi su chi ho a disposizione in questo momento. Mi auguro che Adorante possa rientrare il prima possibile nel gruppo squadra e, quando sarà pronto, valuteremo anche lui”. 
Considerando il turno infrasettimanale e le due partite ravvicinate contro Inter e Como, ci saranno cambi rispetto alla formazione vista a Genova? 
“Ci sarà la possibilità di vedere giocatori con caratteristiche diverse, che magari finora hanno avuto meno spazio e che possono essere utili in funzione della partita. Anche nella gara successiva ci saranno altre valutazioni. 
Quando si gioca così spesso, è importante considerare lo stato di forma e preservare alcuni giocatori. Non si possono cambiare undici elementi, perché si rischia di perdere continuità ed equilibrio. Ci saranno comunque altri ragazzi che avranno l’opportunità di dimostrare il proprio valore. Per me è importante concedere queste possibilità, mantenendo però un blocco squadra che abbia una precisa identità”. 
Che ruolo immagina per Dagasso e Busio? E quanti minuti potrebbero avere a disposizione contro l’Inter? 
“Dagasso è un giocatore intelligente, che può fare sia il playmaker sia la mezzala. Personalmente mi piace molto anche da mezzala, perché ha buone capacità di palleggio. Le scelte, però, dipendono sempre dalle dinamiche della partita e dall’avversario che abbiamo di fronte. Non c’è soltanto il compito nella costruzione del gioco, ma anche quello sui calci piazzati e la capacità di trovare soluzioni per mettere in difficoltà gli avversari. 
Per quanto riguarda Busio, è un giocatore che mi è sempre piaciuto, anche quando lo affrontavo da avversario. Credo che abbia caratteristiche che lo rendano particolarmente adatto al ruolo di mezzala. Sul minutaggio non so ancora dare indicazioni precise: personalmente gli concederei anche quindici minuti, ma non dipende soltanto da me”. 
Fernandez non ha ancora trovato spazio nelle ultime partite. Che impressione si è fatto e potrebbe diventare utile nel breve periodo? 
“È ancora presto per dare un giudizio, perché non ho avuto modo di vedere alcuni giocatori all’opera e non vedo l’ora di farlo. Torno al discorso della possibilità di inserire elementi diversi, ma ci tengo a precisare una cosa: qui ci sono giovani con potenzialità importanti e alcuni di loro hanno bisogno di un lavoro a 360 gradi, con tempo e un percorso di crescita adeguato. 
Inserire un giocatore è facile, ma farlo quando non è ancora pronto per le dinamiche della squadra può anche rischiare di comprometterne la considerazione e il percorso. Per questo, per lui come per gli altri, spero di avere il tempo e le condizioni per mostrarli quando saranno davvero pronti”. 
Il messaggio di Nicola è chiaro: il Venezia vuole affrontare l’Inter con ambizione, senza perdere di vista il percorso di crescita intrapreso. Le prossime sfide rappresentano un banco di prova impegnativo, ma anche un’occasione per consolidare l’identità della squadra, recuperare giocatori importanti e cercare punti preziosi per il proprio cammino in campionato.

Commenti

Post popolari in questo blog

In trincea nei pressi di Monfalcone nel maggio del ’16

Monte non indicato, nei pressi di Asiago maggio 1916

Venezia FC: Stroppa esonerato: arriva la decisione