Venezia FC: Giocando a pallone nell'acqua. La grinta di Nicola per il dopo Stroppa
La trasferta in terra bergamasca è stata fatale per Giovanni Stroppa che, dopo la cavalcata verso la serie A e la firma di un quadriennale, dice addio alla laguna. Intorno alle 7 di ieri mattina Stroppa si è presentato al centro sportivo di Cà Venezia a Mestre per raccogliere le sue cose e lasciare il club arancioneroverde. La comunicazione ufficiale è arrivata solo a bagagli fatti intorno alle 10, mentre già impazzava il toto nomi.
Il nome più gettonato come sostituto sin dalla crisi pre pausa nazionale è sempre stato quello di Paolo Zanetti, che riportò dopo 19 anni di assenza il club lagunare in massima serie nel 2021, ma intorno all'ora di pranzo le carte in tavola si sono ribaltate con una fumata grigia. Pare, infatti, che il ritorno dell'allenatore non soddisfacesse una parte dei vertici del club che ha preferito orientarsi su un profilo nuovo come quello di Davide Nicola.
L'allenatore, considerato un tecnico d'esperienza quando si tratta di risollevare le sorti più complesse delle squadre a caccia della salvezza, vedasi i casi di Crotone, Salernitana, Genoa, sarebbe stato designato come successore di Stroppa. Un aspetto che sa di dejavù se si pensa che fu proprio lui a raccolgiere il testimone dell'ormai ex allenatore del Venezia quando la scorsa stagione lasciò la guida della Cremonese, dopo averla riportata in A, per approdare in laguna. Sullo sfondo rimane anche l'ipotesi D'Aversa, spettatore sugli spalti bergamaschi, ma la prima scelta del club veneziano resta Nicola.
Si parla di un accordo fino a giugno con opzione di rinnovo legata alla salvezza, l'entourage di Nicola sarebbe al lavoro per trattare la rescissione dal club grigiorosso. L'allenatore è legato, infatti, alla Cremonese fino al 30 giugno 2027, ma da parte sua e dei suoi procuratori ci sarebbe la volontà di raggiungere un accordo al più presto per chiudere definitamente il capitolo e approdare al Venezia. Secondo alcune indiscrezioni trapelete ieri il progetto lagunare avrebbe convinto l'allenatore piemontese che sarebbe pronto a scendere in campo per cercare di invertire la rotta dei lagunari.
Certamente il problema non è stato solo Stroppa, certamente manca la qualità alla squadra. Perchè loro si applicano, si applicano eccome, ma se poi ti ritrovi davanti, come successo lunedì sera a Bergamo, una squadra che, in ogni ruolo, ha giocatori evidentemente superiori ai tuoi, c'è poco da fare. E quel poco si è visto nel secondo tempo, attaccare a testa bassa, provarci, applicarsi, e alla fine, però, non farcela. Bisogna prenderne atto. Ancora una volta, è la terza in pochi anni, abbiamo toccato con mano l'abissale differenza che c'è tra serie B e serie A. E ogni volta ne abbiamo pagato le conseguenze.
Dopo sei giornate e sei sconfitte, è il caso di prendere atto che gli acquisti del mercato estivo non sono all'altezza. Mancano qualità ed esperienza. Ci vorrebbe tempo, tanto tempo, per riuscire a tirare fuori il meglio che questa rosa può offrire (lo scorso campionato Stroppa è riuscito a farlo) e in Italia questo tempo non c'è mai. Il Venezia si impegna, ma non ce la fa. Punto.
E allora, come sempre, a pagare le conseguenze è il mister. Esonerare Giovanni Stroppa potrebbe essere stato del tutto inutile. Soprattutto dopo averlo confermato quasi un mese fa, prima della sosta. Decisione maldestra. Non si è mai sentita, dalle nostre parti, una di quelle belle affermazioni "con l'attuale allenatore fino alla fine, vada come vada". Macchè. Adesso tocca al nuovo mister fare il miracolo. Ma diciamolo: nemmeno Pep Guardiola riuscerebbe ad aggiustare la mira ai nostri attaccanti, a far diventare Beckenbauer gli attuali difensori arancioneroverdi, a trasformare i centrocampisti a disposizione.

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