Venezia FC: Disastro Venezia il buio oltre la Dea
Tre settimane di stop non sono bastate per evitare l'ennesima sconfitta. Il Venezia che si presenta all'appuntamento del posticipo è una squadra a due facce: slegata, preda della confusione e con pochi sprazzi di lucidità nel primo tempo, aggressiva e arrembante nella ripresa. Un copione simile a quello di Frosinone, ma che lascia ancora una volta il solito interrogativo: cosa serve a questa squadra per dimostrare che il ritorno in serie A non è solo un'altra parentesi?
L'Atalanta ha impiegato solo 6' per minare le certezze del Venezia con Kessiè e Krstovic che a distanza di 120 secondi hanno mandato in cortocircuito la difesa lagunare portandosi subito sul 2-0. Una prima frazione in cui emerge la fragilità della formazione lagunare che continua a giocare uomo su uomo scontrandosi con una squadra che, invece, predilige il fraseggio e sa molto bene come far girare la sfera. Al 30' a ribadire la supremazia dei padroni di casa ci pensa ancora una volta Krstovic che, approfittando di una respinta di Stankovic, recuper palla se l'aggiusta e spedisce la sfera in rete davanti a una difesa veneziana attonita.
Nonostante la seconda frazione combattuta e l'Atalanta rimasta in dieci all'88' per l'espulsione di Elmas, che si prende il rosso per gioco pericoloso dopo una brutta entrata su Helgason, il Venezia incassa un'altra sconfitta, ma davanti a quegli 0 punti viene da chiedersi quando la responsabilità sia di Stroppa o quanto, invece, sia del "materiale" messogli a disposizione per provare a conquistare la fiducia incondizionata dell'ambiente. Perchè l'ultimo ad avere colpe è l'artefice della promozione.
Il mister si è assunto l'intera responsabilità del momento delicato, rivendicando con orgoglio la bontà del lavoro svolto finora alla guida degli arancioneroverdi. I risultati finora sono indiscutibilmente penalizzanti e negativi, una caduta libera che rende la classifica sempre più drammatica che riapre con forza il dibattito sulla guida tecnica. Emerge come la grande mole di gioco prodotta e non concretizzata dagli attaccanti non sia sorretta dal reparto difensivo che di contraltare presenta troppe leggerezze che continuano a punire oltremodo le prestazioni degli arancioneroverdi.
Una squadra capace di creare ma incapace di graffiare, fragile in avvio e condannata dagli episodi. Ora la palla passa alla società per capire se ci sarà ancora margine per continuare insieme o magari aspettare la gara interna con il Napoli per prendere una decisione definitiva.

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