Un milione di combattenti e 5000 bocche da fuoco
Da
vari giorni sono cominciate le operazioni preparatorie per una
offensiva in grande stile, che pare debba iniziarsi a metà di questo
mese dal Monte Nero fino al mare. Intanto le notizie che vengono
dalla Russia sono molto inquietanti! L'esercito rivoluzionario, che
aveva iniziato così bene la sua offensiva, in un punto solo della
sua lunga fronte, ha dovuto ripiegare davanti a forze preponderanti
austro-tedesche che ora l'hanno spinto anche al di là delle
posizioni di partenza e hanno raggiunto il confine russo in Galizia.
Come andrà a finire da quella parte?..…
È
cominciata l'offensiva inglese nelle Fiandre.
Intanto,
col plenilunio di questi giorni abbiamo ogni notte la visita degli
aereoplani austriaci. Questa notte hanno lasciato cadere ben 52 bombe
nella zona fra Fogliano-Polazzo-Redipuglia: poche vittime, per
fortuna; ma è sempre una cosa molto noiosa questa sveglia e questo
dover rimanere per ore intere sotto l'incubo oppressivo di un
pericolo contro il quale non vi è da prendere altro provvedimento
che andarsi a rifugiare in una caverna! E siccome ciò non mi va, me
ne rimango steso sul letto, raccomandando l'anima a Dio! Certo che il
frastuono delle bombe che scoppiano, che si distingue benissimo fra
il rombo dei cannoni ed il pettegoleggiare delle mitragliatrici
(quanto sono noiose!) mette dei brividi poco piacevoli!
18
agosto
Nei
giorni scorsi la preparazione per un'offensiva in grande stile – si
dice da Tolmino al mare – è stata intensa e accuratissima.
All'ultimo momento una Nota papale è venuta a portare un soffio di
speranza in una prossima pace, il che naturalmente non potrà che
influire sullo spirito combattivo delle truppe. Siccome però la nota
è alquanto tendenziosa e sarebbe più favorevole agli imperi
centrali che a noi, gli Alleati hanno voluto tagliar corto ed hanno
iniziato contemporaneamente la lotta su tre fronti. Si combatte nelle
Fiandre (Inglesi) a Verdun (Francesi) e noi sulla fronte Giulia.
Da
noi si è iniziata oggi la grande battaglia: si dice che vi
prenderanno parte un milione di combattenti e circa 5000 bocche da
fuoco. Sarà il massimo sforzo fatto dall'Italia; e sono orgoglioso
di prendere parte a tale battaglia che sarà storica.
Alle
6 mi reco all'osservatorio del mio comando, situato presso quota 262
a nord-est di Loquizza: è un osservatorio già esistente e che
nell'offensiva di maggio era stato colpito in pieno da una granata
austriaca. L'ho fatto rifare a nuovo e ribattezzato "Caserta".
Si vede però che gli austriaci avevano già i tiri aggiustati su di
esso, perché poco dopo che è iniziato da parte nostra il tiro di
distruzione delle trincee nemiche, alcuni colpi di grosso calibro
sono cominciati a cadere su quota 262 ove il nemico sa che esistono
osservatori di artiglieria. Il terzo colpo – ore 10,35 – cade a
meno di 5 metri dal mio osservatorio: è di grosso calibro, non
inferiore certo ai 240 metri. La scossa è stata tremenda: tutte le
linee telefoniche sono state spezzate e sono rimasto sepolto nel fumo
e nella polvere prodotti dallo scoppio. Non essendo igienico rimanere
a quel posto, da cui peraltro, per l'interruzione delle comunicazioni
non mi è più possibile di esplicare i miei compiti, mi reco presso
l'osservatorio "Argo" del 16° Gruppo – mio dipendente –
distante un centinaio di metri circa dallo sventurato "Caserta".
Presso "Argo" rimango tutto il giorno a seguire le vicende
del nostro bombardamento che continua terribile e ininterrotto fino a
sera.
19
agosto
Ho
passata la notte all'osservatorio "Argo" steso su una sedia
a sdraio: si è dormito pochissimo perché, se è stato interrotto il
tiro di distruzione, è continuato tutta la notte un intenso fuoco
d'interdizione per impedire al nemico di riattare i danni da noi
prodotti alle loro difese.
Alle
5,33 il tiro è stato gradatamente allungato per permettere lo scatto
delle nostre fanterie. Momento grandioso: tiro tambureggiante! Che
avverrà laggiù? In questo momento una poderosa squadriglia di
aereoplani di bombardamento vola verso la fronte: tre aereoplani da
caccia austriaci, che prima volavano sulle nostre teste, sono
spariti, meno uno che audacemente si infiltra nella nostra
squadriglia e combatte uno dopo l'altro contro tre nostri Caproni i
quali ripiegano verso le nostre retrovie, non si sa se colpiti o pur
no. Dopo poco però un aereoplano da caccia austriaco – forse
l'audace – cade in fiamme entro le nostre linee: spettacolo
emozionante e grandioso! un'enorme fiammata che si va a perdere nel
fumo del nostro bombardamento.
Durante
la giornata giungono varie notizie, spesso esagerate: in realtà, ed
è ciò che vediamo bene dal nostro osservatorio, sulle fronte del
corpo d'armata, che ha il settore di Castagnevizza, non si
progredisce. Pare che vada molto bene il Corpo d'Armata di destra
(XXIII) che avanza oltre Selo.
La
notte serena e limpida sembra contrasti con l'orrore del campo di
battaglia; bellissimo spettacolo quello dei colpi di cannoni partenti
da tutta la piana di Opacchiasella: il nemico risponde con grossi
calibri diretti sul Vallone e sulle retrovie.
Giorno
20 agosto
Ripetuto
l'attacco, preceduto da intenso bombardamento, senza però alcun
risultato. […]
21
agosto
Quarto
tentativo per avanzare verso Castagnevizza; il nemico reagisce con un
infernale bombardamento sulle nostre seconde linee.
22
agosto
Sosta
momentanea nelle operazioni della 3a Armata; due dei miei gruppo
(Maggio e Simonetti) partono per la 2a Armata
25
agosto
Durante
una ricognizione eseguita col ten. Zoppola rimaniamo per circa un'ora
sotto il tiro a shrapnels degli Austriaci. Un semplice muretto mi ha
protetto dalle numerose schegge e pallottole cadute intorno.
26
agosto
Notizie
assai belle giungono dalla 2a Armata, oltre la presa di Monte Santo,
si ha l'avanzata del 27° Corpo che si è impossessato di tutto
l'altipiano di Bainsizza; il nemico si ritira precipitosamente ed ha
incendiato la Selva di Tarnova.
27
agosto
Mi
è stato comunicato che oltre i due gruppi passati temporaneamente
alla 2a Armata e che rientreranno al raggruppamento, me ne saranno
assegnati altri 3, due da 105 ed uno da 149. Debbo quindi cercare ben
altre 15 nuove posizioni. Ho incominciato oggi il giro per il Carso,
andando verso Nova Villa; ma è un problema serio trovare doline non
occupate da altre artiglierie: oramai ogni dolina ha la sua bocca da
fuoco, il che naturalmente semplifica il compito del nemico!
30
agosto
Continuo
la ricognizione spingendomi sul Nad Bregon fino a quota 247. Riesco
alla meglio a segnare e prenotare belle posizioni: faccio iniziare i
lavori perché le batterie, arrivando, possano rapidamente occuparle.
[…]
22
settembre
Pareva
che dovesse riprendersi al più presto l'offensiva sulla fronte della
3a Armata ed invece siamo venuti mano mano assumendo uno schieramento
difensivo tale da parare a qualsiasi velleità offensiva del nemico.
Anche la lotta a nord-est di Gorizia per il possesso di Monte San
Gabriele si è venuta gradatamente affievolendo: si dice che il
Comando supremo preoccupato di alcuni sintomi di intenzioni offensive
nemiche nel Trentino, tenti di sventarle inviando truppe dall'altra
parte.
Pasquale
Attilio Gagliani, 46° artiglieria comando di artiglieria

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