La vittoria decisiva
«Vincere
o perdere
sono
entrambi
parti
della vita,
ma
io prego il Budda
per
la vittoria finale»
Quando
recitiamo Nam-myoho-renge-kyo con la determinazione di vincere e poi
agiamo, possiamo davvero trionfare in ogni ambito. La vittoria che
realizziamo sulle circostanze è uno specchio della nostra vittoria
interiore.
Ma
su cosa vinciamo? La nostra vita quotidiana, la società, tutto è
soggetto a un continuo mutamento e può volgere verso il bene o verso
il male. La lotta che determina la direzione di questo cambiamento
avviene dentro di noi. Cosa decidiamo di manifestare? L’oscurità o
la Buddità? Questa decisione che prendiamo momento dopo momento
determina la nostra vittoria.
Questa
battaglia interiore è la vita stessa. Come afferma Daisaku Ikeda:
«L’universo,
questo mondo e le nostre stesse vite sono il palcoscenico di una
lotta incessante tra odio e compassione, tra gli aspetti distruttivi
e quelli costruttivi della vita» (NR, 507)
La
sfida di ognuno, istante dopo istante, è continuare a sforzarsi per
creare il massimo valore. Dunque, la chiave è vincere su se stessi.
La fede ci consente di forgiare uno stato vitale in cui costruiamo
una forza interiore e una presenza di spirito tale da poter
fronteggiare qualsiasi difficoltà. Al contrario, con uno spirito
debole saremo schiavi delle circostanze e delle funzioni negative
della vita e dell’ambiente.
Possiamo
decidere di non piegarci mai di fronte alle difficoltà. Anche se
lungo il cammino possiamo sperimentare diverse vittorie o sconfitte,
possiamo essere certi che alla fine saremo assolutamente in grado di
vincere. Questa è l’essenza della pratica buddista.
In
un certo senso, vincere è rialzarsi ogni volta che si cade e non
smettere mai di migliorarsi: questo è anche il significato di
“rivoluzione umana”. Il presidente Ikeda spiega a proposito:
«Il
Buddismo è una lotta in cui si vince o si perde. Anche la vita è
così. Non è eccessivo affermare che il Buddismo fu esposto per
consentire a ogni persona di trionfare nella battaglia fondamentale
che avviene nella vita, quella fra il Budda e le funzioni demoniache.
Sconfiggeremo i demoni e otterremo l’illuminazione o cederemo a
essi e condurremo una vita triste, vittime dell’oscurità e
dell’illusione? Lo scopo fondamentale della pratica buddista è
vincere questa battaglia» (Il mondo del Gosho, pag. 691)
Ogni
occasione, ogni apparente sconfitta, ogni situazione contiene già il
seme della vittoria. Bisogna decidere di annaffiare questo seme
sempre, qualsiasi cosa accada.
Vincere
su noi stessi è anche la chiave per trasformare la società. In
questo senso, vincere su noi stessi significa andare oltre il piccolo
io dominato dall’egoismo e far emergere il grande io che opera per
il bene di tutta l’umanità.
Ecco
perché la vittoria interiore di ogni individuo produce un progresso
positivo nell’ambiente in cui si trova e un cambiamento del corso
della storia umana.
NR
871

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