La Bainsizza bruciata
L'indomani
l'alba si presentò ai nostri occhi con una visione di tragico
squallore: tutte le pendici della Bainsizza erano letteralmente
bruciate, tutto il copioso manto di verde che le ricopriva era stato
distrutto dal nostro bombardamento. Non era rimasto un solo albero né
un solo cespuglio. La nostra artiglieria aveva intanto allungato il
tiro ed ora la nostra fanteria, che la sera prima aveva varcato
l'Isonzo, usciva dalle sue posizioni di attestamento ed andava
all'attacco inerpicandosi su per i pendii resi brulli dal nostro
fuoco di distruzione. Vedevamo i fanti muoversi allo scoperto con
balzi brevi, perché fortemente ostacolati dal tiro di alcune
mitragliatrici e di due pezzi di artiglieria leggera, appostati in
alto, a sinistra, proprio all'imboccatura del tunnel della ferrovia.
Vedevamo anche le segnalazioni con i teli, con le quali le punte
avanzate comunicavano con i comandi delle armi di appoggio.
Antonio
De Maria militare, reggimento di artiglieria

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