8 ottobre 1915] […] In prima linea sotto il San Michele, a dieci metri dal fossato avanzato austriaco
Mi trovo in trincea alla distanza di dieci metri dal nemico ed in
faccia vi sono dei morti […] qua si soffre freddo fame non abbiamo
nemmeno dell’acqua da bere e se ne avessi un solo bicchiere lo
pagherei magari cinquanta centesimi, anche magari sporca, ed ora
penso che già da due giorni in trincea e tre notti sono passati e
spero se Iddio vuole di passare ancora gli altri per andare di nuovo
in riposo, se mi mandano presto ed in questi giorni non si può avere
nemmeno del rancio, e non vi parlo né di vestirmi né di spogliarmi
perché non mi ricordo, ma pazienza solo che passa presto, e che
soffro anche tanta sete, e sono in trincee che sembra impossibile che
si possa essere della gente umana, perché nemmeno le bestie non
starebbero
Enrico Conti - Lucio Fabi, Gente di
Trincea, la grande guerra sul Carso e sull’Isonzo Milano 2014

Commenti
Posta un commento