Venezia FC: Venezia, perché funziona poco o nulla e cosa fare.

Quattro partite, quattro sconfitte, un numero di gol incassati davvero abnorme: 11, una media di quasi tre ogni novanta minuti. Nessuno poteva immaginare una partenza simile a Venezia, neppure il più inguaribile pessimista. Nonostante un calendario meno complicato di altre concorrenti, con due scontri diretti e una partita in casa contro un avversario ancora a quota zero, il Venezia affonda, prigioniero di una squadra senza equilibrio, con tanti, troppi infortuni e dove tutto improvvisamente viene messo in discussione. A partire dall’allenatore, Giovanni Stroppa, la cui popolarità fra i tifosi è ai minimi storici da quando è arrivato in laguna. Il calcio, purtroppo, è questo. Fino all’altro giorno sei un eroe o un capopopolo, in tre settimane diventi un tecnico da cacciare se i risultati non ci sono. Il Venezia, per ora, ha deciso di tenerlo. Niente esonero, nonostante la squadra faccia acqua da tutte le parti. Il direttore sportivo Filippo Antonelli lo ha difeso anche dopo il 2-4 con la Fiorentina, forse il punto più basso di queste quattro giornate, perché il gol di Hainaut nel finale ha parzialmente nascosto una disfatta sotto tutti i punti di vista. Perché quando piove, a volte non solo non smette, ma l’intensità aumenta. Se ti trovi, il ragionamento della società, senza Basic e Busio, ossia i 2/3 del tuo centrocampo titolare, tutto viene trascinato al ribasso. Anche perché forse per la prima volta da quando è direttore sportivo del Venezia, Antonelli affronta il vento contrario di una piazza che, in larga maggioranza, ne contesta l’operato sul mercato. Ma, ne siamo convinti, non è tutto da buttare. E’ presto per le sentenze definitive, ma Adams si è sbloccato e resta un investimento destinato a dare frutti, molti dei nuovi acquisti non sono ancora in condizione e daranno il loro contributo, soprattutto Mazzocchi, Juan Jesus e Toni Fernandez. Certo, oggi sono molte di più le cose che non vanno:  la difesa non funziona, il gioco fatto in B con la retroguardia così alta lascia praterie agli avversari, sugli esterni le falle si aprono spesso, in mezzo chi entra non garantisce lo stesso rendimento di chi non c’è. E per fortuna che Akor Adams ha segnato, altrimenti le sentenze negative su di lui avrebbero dominato la scena, ancor più di quanto non succeda oggi dove viene ugualmente messo sotto accusa. Un quadro decisamente allarmante ma Stroppa al momento resiste, almeno fino alla partita con la Lazio di sabato 19 settembre, quando un altro ko prima della pausa potrebbe essere fatale al tecnico lodigiano. La società prova a mettersi di traverso, concedendogli le attenuanti, soprattutto gli infortuni, con Busio che rimarrà fuori a lungo e con un centrocampo da ridisegnare senza il suo faro. La Serie A non aspetta nessuno, serve una svolta subito o potrebbe essere troppo tardi anche tenendo presente che le squadre di Stroppa non hanno quasi mai brillato quando si è ai nastri di partenza.
da Trivenetogol - Editoriale di Dimitri Canello  

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