Una vita fatta... a mano
Del
resto lo stesso Nichiren Daishonin ci indica assai chiaramente la
strada, con straordinaria modernità e lungimiranza, quando nella
seconda metà del milleduecento incoraggia il samurai Shijo Kingo che
si preoccupava di non avere abbastanza tempo per dedicarsi alla
pratica del Sutra del Loto a causa del suo lavoro:
«Così
come stai vivendo, tu pratichi il Sutra del Loto ventiquattro ore al
giorno. Splendido! Considera il servizio al tuo signore come la
pratica del Sutra del Loto. Questo è il significato di "nessuna
cosa che riguardi la vita o il lavoro contrasta in alcun modo con la
vera realtà"» (Risposta a un credente, RSND, 1, 804).
La
remunerazione di un tale approccio è che giorno dopo giorno si forma
un atteggiamento in grado di orientare ogni momento della nostra vita
verso la creazione di valore e di compiere in questa stessa esistenza
la nostra rivoluzione umana. Dice Daisaku Ikeda a questo proposito:
«Dentro di noi stiamo costruendo una felicità che non è
influenzata dai mutamenti esterni. Perfino negli abissi dell'angoscia
o nei momenti di estasi, al centro del nostro essere ci sarà sempre
questo tesoro indistruttibile. Allora, potremo partecipare pienamente
delle gioie e dei dolori del mondo senza esserne governati, con la
forza di superare le avversità senza esserne schiacciati e di godere
della prosperità senza esserne corrotti». Per costruire questa
felicità ci vuole sforzo, determinazione perché, come diceva
Marguerite Yourcenar, «ogni felicità è un capolavoro». Lasciando
che il Daimoku orienti le nostre scelte e ispiri la giornata con
azioni di valore, e, a volte, con l'umiltà di chiedere aiuto ai
compagni di fede, dentro di noi sentiremo rinascere la nostra vita
"fatta a mano" con la soddisfazione di un abile artista.
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