Trincerone Duren (Folgaria) 15 novembre 1915
15 - Da un ordine del comando si effettuano i preparativi per
un'azione sempre al solito trincerone “Durer”.
Aeroplani nostri e austriaci sorvolano la zona, si mitragliano poi se
ne vano. Verso le dieci del mattino le nostre artiglierie iniziano un
cannoneggiamento alle linee nemiche, che rispondono con altrettanto
accanimento sparando però sulle nostre retrovie.
Alla sera tutto il 3°
battaglione è in posizione nelle linee avanzate. Questa volta, però,
prima dell'azione i reticolati devono essere demoliti con i tubi di
gelatina ed aprire un varco per il passaggio della truppa d'assalto.
Tocca alla squadra dei guastatori
di cui faccio parte.
Sulla prima notte bisogna
rassegnarsi ad uscire. Siamo due squadre, una della 10.a e una della
11.a Compagnia. Sono due tubi da far esplodere, portati a mano da tre
soldati ogni tubo.
Avanziamo cautamente sino
all'avvallamento; dopo una breve sosta, strisciando ventre e muso a
terra, ci portiamo sotto i reticolati nemici.
Ci colleghiamo i due gruppi e
iniziamo l'appostamento dei tubi. Intanto spira un vento glaciale e
pungente, ma è anche fortuna nostra perché il suo sibilo copre il
rumore di nostri movimenti,
Siamo ormai presi dal nostro
lavoro, non pensiamo ad altro. Finalmente è messo a posto un tubo,
poi anche il secondo. La nostra tensione nervosa è bruciante ma
siamo calmi.
Accoppiamo le due micce, i
quattro compagni si ritirano coll'ufficiale nostro. In due prepariamo
la capsula di accensione e ci ritiriamo anche noi dietro a un sicuro
riparo già scelto in precedenza.
Ecco uno scoppio, un secondo
scoppio; due vampate di fuoco rischiarano la notte buia. Subito il
nemico apre il fuoco di fucileria e mitragliatrice intenso e
furibondo. Entrano in azione anche le artiglierie che battono le
retrovie.
Siamo fermi ai nostri posti, per
circa due ore continua il fuoco, poi cessa e torna la calma.
L'ufficiale si rende conto del
risultato dell'esplosione dei due tubi: un varco è stato aperto
nella prima fila dei reticolati nemici, ma vediamo esiste una seconda
fila di reticolati intatta, forse ce ne sarà una terza.
Rientriamo nelle nostre trincee
per fortuna incolumi. Poi si ritorna sul posto dello scoppio con un
Capitano dello Stato Maggiore al Comando di Divisione che si rende
conto della situazione e della intensità dei reticolati nemici
ancora intatti e ordina al comandante del Battaglione di rinviare
l'azione contro il trincerone austriaco.
Durante la sparatoria nella notte
ci furono vari soldati nostri feriti in trincea.
Giuseppe Cordano, militare, 160° reggimento fanteria, brigata Milano, soldato, caporalmaggiore

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