Due fanti

Procedevamo lentamente…quasi strisciando per terra…e per fortuna già tre razzi non ci avevano sorpresi….ma il quarto mi colpì in pieno. Esposito era poco distante da me e si schiacciò, quasi, dietro un masso di roccia. Io, prevedendo la scarica, cercai di raggiungere quel sicuro baluardo. Troppo tardi! Una raffica mi fece stramazzare al suolo, sanguinante. “ Non ti muovere Esposito !” ebbi la forza di dire. Pur nel dolore spasmodico delle ferite che martoriavano le mie carni, per uno strano caso conservai una perfetta lucidità di mente. Gennaro Esposito disobbedì al mio comando. Mi raggiunse…..Mi afferrò quasi sotto le ascelle, come un fanciullo, stringendomi al suo petto, per alleviarne il peso, e mi trascinò verso il nostro camminamento. Volgeva il dorso alla insidia nemica e col suo corpo faceva da scudo al mio. La raffica riprese inesorabile. Esposito incespicò come colpito; piegò quasi il ginocchio, riuscì a rialzarsi e proseguì la sua marcia eroica. Fu nuovamente colpito ed ebbe ancora la forza sovrumana di proseguire, finché cademmo uno accanto all’altro, allo sbocco del camminamento, confondendo il nostro sangue. “ Grazie!” dissi con un fil di voce. “Capità…..s’ie more….scrivite a mamma mia ….E dicitincello c’o figlio suje ha saputo fa ‘o surdato….” Un fiotto di sangue gli troncò la parola….Il suo corpo ebbe un’ultima contrazione e poi rimase immobile sulla terra nuda……….
Il Soldato era Gennaro Esposito nato a Napoli il 1889
(Tratto dal racconto di Giovanni Ferippi )

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