La via della non violenza
La
nascita di una nuova rivista scientifica – già al suo secondo
numero – è sempre una buona notizia, ma la nascita di una rivista
che promuove il pensiero e l’azione nonviolenta è un’ottima
notizia.
"Satyagraha"
questo è il titolo e “il metodo nonviolento per trascendere i
conflitti e costruire la Pace” il sottotitolo. La cura è del
Centro Gandhi di Pisa.
«Satyagraha,
il nome scelto per la rivista – recitano le note di copertina –
esprime immediatamente il richiamo al paradigma sperimentale,
creativo e costruttivo della nonviolenza gandhiana: Sat è l’essere,
la verità intesa non come dogma da imporre, ma come ricerca,
tensione verso la verità; Agraha è la forza, il potere della
nonviolenza che agisce nei conflitti per trasformarli e trascenderli
verso la realtà di Pace.
Nel
sottotitolo, il riferimento al metodo indica, secondo l’etimologia
del vocabolo greco méthodos, la “via” (hodos) che conduce oltre
(meta) il conflitto, che lo trascende».
Oggi,
di fronte a uno scenario politico internazionale orientato più che
mai verso la guerra e a un’opinione pubblica orientata più che mai
verso la pace, diventa urgentissimo consolidare il cammino di
ricerca, formazione e diffusione di un metodo nonviolento.
Di
un metodo che prevede una perfetta coincidenza dei mezzi e dei fini,
come affermava Gandhi: «Si dice che “i mezzi in fin dei conti sono
mezzi”. Io vorrei dire che “i mezzi in fin dei conti sono tutto”.
Quali i mezzi, tale il fine. […] Il mezzo può essere paragonato a
un seme, il fine a un albero; e tra il mezzo e il fine vi è appunto
la stessa inviolabile relazione che c’è tra il seme e l’albero».
A
quanti giustificano l’uso della violenza per la costruzione della
pace, Aldo Capitini risponderebbe: «Nella questione del rapporto tra
il mezzo e il fine, la nonviolenza porta il suo contributo in quanto
indica che il fine dell’amore non può realizzarsi che attraverso
l’amore, il fine dell’onestà con mezzi onesti,il fine della pace
non attraverso la vecchia legge di effetto tanto instabile “Se vuoi
la pace prepara la guerra”, ma attraverso un’altra legge:
“Durante la pace, prepara la pace”».
E
per noi buddisti “la pace con mezzi pacifici” è un imperativo
categorico.
A
Satyagraha gli auguri della redazione di Buddismo e Società.
Tratto
da Buddismo e Societa n 96 - 2003 | gennaio/febbraio

Commenti
Posta un commento