La manutenzione delle intenzioni
Qual
è il patrimonio di cui maggiormente disponiamo? I nostri
innumerevoli attimi di vita e la loro incredibile potenzialità. Ne
disponiamo qualsiasi sia la nostra condizione, ricchi, poveri,
felici, infelici, giovani, vecchi…
Il
Gosho Il conseguimento della Buddità in questa esistenza parte da
lì: il risveglio alla verità che «la vita in ogni singolo istante
permea l’intero regno dei fenomeni e si manifesta in ognuno di
essi» ci permette di liberarci dalle illusioni e manifestare la
Buddità ora, così come siamo. La nostra vita ha una condizione
originaria di identità con l’universo. Ogni frazione
infinitesimale di esistenza, fucina di molteplici attività mentali
come il pensiero, la volontà, i sentimenti, è potenzialmente libera
e creativa! Da questi istanti scaturiscono le condizioni vitali in
cui ci troviamo. Se sono di paura o di rabbia, con il loro corredo di
sensazioni, pensieri, associazioni, sperimentiamo il mondo d’Inferno.
E quello è l’universo che abitiamo e in cui possiamo agire. Se
sono attimi di gioia o di entusiasmo l’universo sarà quello della
condizione vitale di Cielo. Questa realtà profonda della mente
sfugge alla razionalità e alle definizioni del linguaggio e, anche
se la percepiamo, è difficile da gestire, da indirizzare
consapevolmente. Nichiren ha sottolineato ripetutamente l’importanza
cruciale che riveste il cuore o la mente: è in questo ambito che
risiede il potenziale per realizzare enormi cambiamenti, sia dal male
al bene sia dal bene al male. La differenza è la direzione che
imprimiamo al cuore o alla mente. Basta un attimo! Quante volte un
pensiero negativo su di noi o sugli altri pervade la nostra mente e
ci costringe in un circolo chiuso di pensieri e di scelte? Quante
volte i nostri sentimenti sono rivolti solo al passato, a quello che
era, a quello che avremmo potuto fare, senza riuscire a guardare il
presente con speranza? Se cambio il pensiero, cambia anche la
direzione delle mie aspettative: muta completamente la mia posizione
rispetto a tutto. Ma verso quale direzione indirizzo i miei attimi di
vita? Nichiren non solo ha dato il nome di Myoho-renge-kyo alla
mistica verità racchiusa nel singolo istante vitale, ma ha anche
indicato come usarla. Scrive: «Perciò quando invochi myoho e reciti
renge, devi sforzarti di credere profondamente che Myoho-renge-kyo è
la tua vita stessa (lett. è la tua mente in ciascun momento)»
(RSND, 1, 3). L’atto di credere a questa natura mistica e
insondabile è già la direzione del cuore/mente che apre al miglior
cambiamento interiore possibile. Questo ichinen di fede è in grado
di diradare la nebbia delle illusioni e dell’oscurità per farci
entrare nel mondo di Buddità e abitarvi. «Il Budda scrisse che si
deve diventare maestri della propria mente e non lasciare che la
mente sia la propria maestra» (Lettera a Gijo-bo, RSND, 1, 345).
Questa raccomandazione dovrebbe incoraggiarci a esplorare la
possibilità, a volte sopita e inutilizzata, di modificare la nostra
disposizione interiore. La pratica di recitare Nam-myoho-renge-kyo è
l’arte di diventare maestri dei nostri attimi di vita; possiamo
cambiare direzione a pensieri e sentimenti grazie alle parole del
Gosho, dei maestri o dei “buoni amici”, imprimendo un’intenzione
positiva verso di noi, le nostre azioni, gli altri, basata sul
rispetto e aperta alla fiducia. Le intenzioni che scegliamo portano
incredibili cambiamenti interiori e creano valore nell’ambiente.
«Non ci sono terre pure e terre impure di per sé; la differenza sta
unicamente nella bontà o malvagità della nostra mente» (RSND, 1,
4). Nella relazione di non dualità con il maestro possiamo trovare
continuamente ispirazione per avere cura dei nostri attimi di vita e
assicurare la migliore “manutenzione” alle nostre intenzioni,
creando cause ed effetti che giorno dopo giorno ci faranno vivere la
più ricca e soddisfacente delle esistenze.
BS
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