La guerra sull’Altopiano
1915
24
maggio Dal forte Verena, alle 3.55, parte il primo tiro di
cannone: è la guerra
fine
maggio Le azioni militari dei forti italiani del Verena e del
Campolongo colpiscono i forti austroungarici di Busa Verle e
di Luserna; il 28 maggio viene issata bandiera bianca sul forte
austroungarico di Luserna
12
giugno Il forte Verena viene colpito da una granata dell’artiglieria
austroungarica causando la morte di diversi soldati italiani
25
agosto La 34esima divisione italiana tenta di sfondare le difese
austriache Vezzena-Basson con esito negativo
inverno
1915-1916 Sull’Altopiano
viene sospesa ogni attività belligerante
1916
fine
febbraio Il Comando austroungarico invia le sue truppe nelle linee
del Trentino per attaccare l’Italia: è “L’Offensiva di
primavera”
15
maggio Ore 7 del 15 maggio: una granata, sparata dal Lungo
Giorgio – un cannone da marina del calibro di 381 mm montato
su rotaie nella penisoletta di Calceranica sul lago di Caldonazzo
– dopo una parabola di trentun chilometri cade all’interno del
vecchio cimitero di siago, alle spalle del duomo. Un quarto d’ora
dopo un altro sibilo preannuncia l’arrivo di un secondo
proiettile. Questa volta esso cade nel cuore di Asiago, in
Piazzetta Pertile. Solo dopo lo scoppio del quarto proiettile,
verso le 16, inizia lo sfollamento in massa verso Gallio e verso
Lusiana.
18-29
maggio Il
18 maggio Gallio viene bombardata.
22
maggio: nel tentativo di rallentare l’avanzata austriaca viene
fatto saltare dal Genio militare italiano il viadotto sulla Val
d’Assa (Ponte di Rona). Tutto l’Altopiano di Asiago viene
sgombrato: inizia l’esodo delle popolazioni di Asiago, Gallio,
Roana e Rotzo verso la pianura vicentina. 29 maggio: gli abitanti
di Foza lasciano il loro paese seguiti poco dopo, da quelli di
Conco e Lusiana
19-29
maggio Le truppe austroungariche dopo pesanti bombardamenti
occupano i paesi dell’altopiano ormai abbandonati
giugno Aspro
combattimento fino all’assalto del Monte Cengio da parte delle
truppe austroungariche. Violente battaglie al M.Lèmerle e al
M.Zovetto nella zona di Cesuna
24-25
giugno L’offensiva austriaca, già bloccata, inizia l’arretramento
sulla linea Monte Ortigara, Monte Campigoletti, Monte Chiesa,
Monte Forno, Monte Colombara, Monte Rasta, Val d’Assa e Monte
Cengio
6-24
luglio L’esercito italiano predispone la controffensiva, senza
però smuovere il nemico dalla linea Monte Ortigara – Val
d’Assa
dal
25 luglio Per l’Altopiano dei Sette Comuni è un periodo di tregua,
con pochi combattimenti, fino al giugno dell’anno successivo
1917
25
giugno Le truppe austroungariche occupano definitivamente quota
2105 di Monte Ortigara
9-26
novembre L’avanzata austroungarica si sposta sull’Ongara, Fior,
Castelgomberto, Melette di Gallio, Xomo
6
dicembre Termina la battaglia delle Melette con l’occupazione
strategica da parte austriaca di monte Xomo dominante la Val
Frenzela
1918
15
giugno Inizia la battaglia denominata del Solstizio, durante la
quale ci si contende a lungo e aspramente sull’Altopiano la
riconquista dei Tre Monti, cioè Monte Val Bella q.1312, Col del
Rosso q.1276, Col d’Echele q.1108: è la terza “Battaglia dei
Tre Monti”. Con la mira di arrivare in pianura gli attacchi
austriaci sono violentissimi, ma lo sbarramento operato
dall’artiglieria italiana provoca gravi perdite tra le truppe
nemiche. Gli abitanti di Enego verranno sfollati il 4 novembre
del 1917
fine
giugno Le truppe italiane riconquistano definitivamente Col del
Rosso, M.Valbella e Col dell’Echele
4
novembre A Villa Giusti presso Padova si firma l’armistizio. Si
conclude così la prima guerra mondiale con l’Altopiano dei
Sette Comuni protagonista di un’immane tragedia
Fonte:
Antologia di ricordi...e della grande guerra sull’Altopiano a cura
degli Alpini Sezione Monte Ortigara.

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