La battaglia del Costesin, del Basson e dei Marcai (maggio 1916)
Tra
il 20 e il 21 maggio 1916, dopo intensi bombardamenti
dell’Artiglieria austroungarica , ebbe inizio la violenta e
progressiva occupazione austriaca del caposaldo del Costesin: fu la
prima vera, orrenda, orripilante e mostruosa battaglia della Grande
Guerra combattuta in territorio altopianese. L’area del Costesin
divenne in quei giorni un autentico inferno, un’enorme caldaia in
ebollizione, un carnaio terrificante e maleodorante.
Ovunque
si avvertiva il sibilo e lo scoppio delle granate, che assordavano,
ovunque si intravvedevano sbuffi continui di terra, che si innalzava
a guisa di getto dalle enormi buche scavate dai proiettili nemici,
che accecavano e tramortivano. Alberi che si schiantavano, rocce che
si sbriciolavano e ti coprivano di frammenti che laceravano la pelle,
masse di terra nera e gelida che sibilavano nell’aria odorante di
zolfo e che si incastravano nel terreno, bolidi infuocati che ti
circondavano, che ti cadevano a lato, urlavano e si schiantavano,
tuoni ossessivi che ti rimbombavano nelle orecchie, urli da incubo
delle granate, scoppi angoscianti degli “shrapnels”, fischi acuti
di pallottole, che rasentavano le orecchie, ti assordavano e ti
ricordavano la morte e in mezzo a tutto questo inferno affioravano
dappertutto braccia e gambe, teste e mani, pezzi di fucili e di
baionette, cadaveri mutilati, mentre lugubri si diffondevano
nell’aria infuocata i rantoli e i lamenti dei feriti, di migliaia
di feriti, che disperatamente cercavano mani cui aggrapparsi nella
speranza di una qualche salvezza.
Il
Costesin divenne in quei giorni un cimitero immenso dall’aspetto
terrificante, un carnaio con più di tremila morti, che giacevano
abbandonati nella foresta schiantata, flagellata, crivellata e
slabbrata. Le prime linea di difesa italiane sul Costesin,
all’imbocco della Val d’Assa e nell’area dei Marcai furono
travolte dall’impeto dei fanti austroungarici, che potevano ora
scendere verso il cuore dell’altopiano dei Sette Comuni; le porte
erano state aperte e la fiumana armata poteva finalmente travolgere
ogni difesa, sommergere l’Altopiano intero e raggiungere l’agognata
pianura vicentina e veneta. Le
prime divisioni austroungariche dal Costesin, dopo aver attraversato
Camporosà, Campolongo e la Val Fontana, occupavano i paesi di Rotzo,
Mezzaselva e Roana; altre divisioni partendo dall’imbocco della Val
d’Assa, scendevano verso il Termine, il Gheterle, Camporovere e
occupavano Asiago; altre infine, dopo aver superato Monte Portule e
dilagato nel sottostante pianoro di Campo Gallina, una volta
impadronitisi di Cima XII, Cima XI, Cima del Prà, Monte Castelnuovo,
Monte Campigoletti e Monte Ortigara concludevano un’operazione a
tenaglia che avrebbe dovuto consentire agli imperiali di impadronirsi
di tutto l’Altopiano e aprirsi la strada verso la pianura.
Di
Danilo Finco,
Antologia
di ricordi...e della Grande Guerra sull’altopiano a cura degli
Alpini sezione Monte Ortigara.

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