Esposti al fuoco delle mitragliatrici
“Noi,
da dietro, li vedevamo saltare fuori dalle trincee e i tedeschi li
falciavano con le mitraglie, pareva come una ranza in un prato di
erba, che dopo passata non resta più niente in piedi. Devo dire la
verità: a me mi facevano pietà non solo i nostri, anche “loro”,
quando venivano all’assalto delle nostre linee e lasciavano già i
mucchi di morti e di feriti: erano povera gente come noi, mai visti e
conosciuti, e bisognava accopparli, se non volevi restare ucciso tu”
Testimonianza
di F.Bulgarini in La Grande Guerra. Operai e contadini lombardi nel
primo conflitto mondiale, pag. 201
Commenti
Posta un commento