Cormons (GO) gennaio 1916
A Udine ordinarono di recarci al comando di tappa di Cormons, dove
andammo con un treno che aveva la macchina in coda: viaggiava a
spinta anziché a trazione perché, ci dissero, la stazione di
Cormons era sotto il tiro dell’artiglieria nemica e doveva
ripartire subito dopo scaricati i militari, senza bisogno di fare
manovre.
Cormons, dove arrivammo che era già notte, era vicina alla linea del
fronte: si sentivano, oltre al rombo dei cannoni, anche i colpi dei
fucili ed il crepitio delle mitragliatrici. Al comando di tappa ci
dissero che la mattina seguente dovevamo recarci a Romans, un paesino
nella pianura dell’Isonzo, lontano diversi chilometri che avremmo
dovuto percorrere a piedi. Intanto ci fu indicato un locale dove
passare la notte, paglia a terra; insieme ad altri militari. Prima di
andare a dormire passeggiammo un po’ per il paese da dove, in
alcuni punti, si vedeva la linea del fuoco sulle colline poco
lontane. Oltre a sentire i colpi, si vedevano le fiammate delle
bocche da fuoco ed i bengala che qua e là illuminavano a giorno
piccoli settori. Tutto l’insieme dava la visione di un paesaggio
spettrale, niente affatto accogliente. Io non rivissi le emozioni che
avevo provato l’11 giugno dell’anno precedente, perché avevo
acquisto un po’ di esperienza di guerra: tuttavia quello scenario
notturno non era per nulla invitante e riusciva difficile comprendere
come là potessero viverci tanti militari.
Guido Alunno, XX battaglione regia guardia di finanza

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