Cadaveri in disfacimento
27
giugno.
Azione offensiva del nostro battaglione con un balzo in avanti
di circa 300 metri, sosta e relativo trinceramento.
Le pendici del monte Kuk erano rivestite di fitta vegetazione arborea
ed arbustiva, ma a furia di cannonate, da una parte e dall’altra, a
poco a poco va spogliandosi e denudandosi… per mostrare il suo vero
volto…
Fra le nostre trincee (improvvisate) e quelle austriache più in
alto, giacciono numerosi cadaveri nostri e loro, che vanno in
disfacimento sotto l’azione del sole e delle piogge e che
emanano un lezzo ammorbante. Un nostro pietoso tentativo di
provvedere alla loro sepoltura è stato impedito dal fuoco micidiale
delle mitragliatrici austriache puntate sopra di noi.
28
Giugno – 1 Luglio Servizio di prima linea.
La pioggia ci procurava un doppio inconveniente: le nostre trincee
improvvisate si riempiono di fanghiglia che ruscella dall’alto
e che ci costringe a stare con i piedi a guazzo.
Fortunato chi può trovare un pietrone da mettere sul fondo della
trincea per potercisi sedere senza bagnarsi. La terra bagnata si
trasforma in una fanghiglia nella quale si affonda fino alle caviglie
e si stenta a scollare le scarpe per salire, mentre fa
scivolare e stramazzare in discesa.
Questa melassa vischiosa è più fastidiosa delle cannonate e delle
raffiche di mitragliatrici. Avvilisce irresistibilmente!
Antonio Ferrara 126° reggimento fanteria, brigata Spezia
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