Attacco italiano in Val Travenanzes
Dopo
gli infruttuosi attacchi italiani di giugno, in Val Travenanzes la
compagnia bavarese viene sostituita tra il 16
ed il 17 giugno da
mezza compagnia del X Marsch Bataillon del 14 IR (ten. Wychitil).
Alla
fine di giugno anche
il battaglione Standschützen di Silz viene sostituito dalla 3ª/165°
Landstürm, con i ten. Oberhueber, Schneider, Rhomberg ed il s.ten.
Rasim che rimaneva da sola a difendere la Val Travenazes con un
plotone a forcella Travenanzes, uno a forcella Bos, uno a forcella
Fontananegra ed uno sul fondo della valle stessa; presso il rifugio
Wolf-Glanvell vi sono due plotoni del 14° IR di Linz e poi alcuni
elementi della Gendarmerie Assistanz di Cortina d'Ampezzo.
Gli
italiani fanno giungere dalla Marmolada il Battaglione Belluno, ed
inoltre viene chiamato al comando della 2ª Divisione (che opera
contro Son Pauses ed il Monte Piana) il generale Antonio Cantore. Si
stabilisce dunque che l'azione diretta contro gli sbarramenti di Son
Pauses e Landro debba seguire quella diretta contro la Val Badia. Una
parte della divisione dovrà andare ad appoggiare l'estrema destra:
mentre gli alpini attaccheranno la forcella Bois e la fanteria la
forcella Fontananegra, le truppe al diretto comando di
Cantore partiranno
da Cortina e risalendo la Val Travenanzes cercheranno di prendere gli
austriaci alle spalle e di fianco.
Attacchi
sul versante sud di Val Travenanzes
Il 5
luglio l'artiglieria
italiana inizia a battere i presidi di Forcella Bos e di Forcella
Fontananegra.
Il 6
luglio vennero
effettuati attacchi dimostrativi contro l'ala destra dello
sbarramento di Fanes e di Forcella Bos.
Il 7
luglio vengono
battute le posizioni nell'alta Val Travenanzes anche con i grossi
calibri e vengono tentati alcuni attacchi. Per 4 giorni il
battaglione Belluno (appena
giunto dalla zona della Marmolada) si accanì contro Forcella e Cima
Bos con il seguente schieramento:
-
106ª compagnia a destra (sotto il Castelletto);
-
78ª compagnia al centro;
-
79ª compagnia a sinistra (sotto cima Bois);
-
77ª compagnia di rincalzo.
Negli
attacchi cade il cap. Comolli della
78ª e viene ferito il cap. Bauzano della 106ª ma alle 18 del 10
luglio una
pattuglia agli ordini del cap. Schiocchet (77ª)
pone piede sulla cima del Col dei Bos. A seguito di questa minacciosa
occupazione, il 16
luglio il
gen. Von Tutschek fece arretrare la linea austriaca sul Sasso
Spaccato e sul Sasso Triangolare.
A
sinistra, alcuni elementi del 45° Reggio risalgono
il canalone tra cima Col dei Bos e cima Falzarego e si spingono fin
sulla cima (q.2559) ma non riescono a tenerla a causa della pronta
reazione dell'artiglieria austriaca. A Forcella Fontananegra, altri
uomini del 45° riescono con fatica ad occupare il 17
luglio alcune
rocce vicine alla forcella ed a rimanervi stabilmente.
Attacchi
al versante nord di Val Travenanzes
Anche
nella parte centrale della Val Travenanzes gli italiani ebbero
successo: la mattina dell' 8
luglio la
83ª del Fenestrelle (cap. Baccon)
scende dalle pendici della Tofana III e coglie di sorpresa il
presidio austriaco di q.1780: il posto era tenuto da un cadetto e 20
fanti del 14° IR più alcuni elementi del 165° Landstürm, e venne
in parte eliminato ed in parte catturato. Subito dopo giunse in
rinforzo un'altra compagnia italiana (la 30ª del cap. Varda)
che invia delle pattuglie su Furcia Rossa e Vallon Bianco (serg.
Raviol). Questo il racconto del caporale Carlo Ronco della 83ª (per
gentile concessione del nipote Beppe): "...
la mia compagnia comandata dal capitano Baccon, fu inviata ad
evacuare una postazione nemica in fondo alla valle. A due chilometri
dall'obbiettivo il capitano mi disse; vedi laggiù la postazione
austriaca? Vai con la tua squadra e agisci come devi agire. Partimmo
e giunti sul posto, vidi due enormi tende da campo con quattro
sentinelle. Ci appostammo e poi facemmo fuoco: le sentinelle caddero
e gli austriaci, sotto i tendoni, furono colti di sorpresa. Lanciai
una bomba a mano e i nemici vennero fuori con le mani in alto. Mi
calai giù dalla roccia con una corda, tagliai i fili del telefono e
mi feci raggiungere dagli uomini della squadra. Quando arrivò il
capitano Baccon, consegnai un ufficiale e 60 soldati austriaci."
La
situazione per gli austriaci stava diventando comunque assai critica,
tanto che decisero di passare all'offensiva. Il comandante dello
sbarramento di Fanes (cap. barone Von Kraus) inviò una pattuglia sul
Vallon Bianco (serg. Kübler) che viene respinta dagli italiani.
Viene allora distaccato un reparto presso il Lago Fanes con lo scopo
di impedire la scalata italiana del Vallon Bianco e di Furcia Rossa
ed inoltre viene inviata una pattuglia (serg. Fürmkaes) su quelle
alture che però sono ormai già state spontaneamente abbandonate
dagli italiani. Nei giorni seguenti dei plotoni tedeschi (s.ten.
Grimm e Klotz) assicurarono il completo possesso del Vallon Bianco e
della sella di Furcia Rossa.
Nella
parte centrale di Val Travenanzes, dopo che il presidio di q.1780 era
stato sorpreso, agli austriaci erano rimasti disponibili 1 ufficiale
con 18 uomini, ma per loro fortuna gli italiani aspettarono tre
giorni prima di tornare
all'attacco con forze superiori. In quel lasso di tempo arrivarono di
rinforzo i "Leiber" e circa 60 gendarmi di Cortina al
comando del maresciallo maggiore distrettuale Gotardi (erano tuttavia
armati con vecchi fucili Werndl, con pallottole di piombo da 11 mm).
Il
giorno 9
luglio il
ten. Schneider si muove con 100 uomini contro gli italiani, ma è
costretto a trovare riparo tra i massi in quanto accolto da intenso
fuoco di fronte ed alla destra; nella notte avanza di circa 1.000
passi fino a trovare delle buone posizioni di tiro e là crea dei
ripari.
Alle
7 del 10
luglio viene
respinto un attacco di 2 compagnie italiane che era anche appoggiato
da due mitragliatrici.
Il
giorno 11
luglio giungono
rinforzi per entrambi i contendenti: da parte austriaca 46 zappatori
e 20 jäger bavaresi, per gli italiani 3 compagnie e 2 vecchi cannoni
che vengono postati a q.1780. Il gen. Cantore (strenuo
assertore del principio per cui la guerra in montagna si conduce
mediante l'occupazione del fondovalle innanzi tutto) ordina a tutte
le pattuglie della 30ª di rientrare e di risalire la valle nel
seguente assetto:
-
1 battaglione del 23° fanteria Como al
centro (magg. Zoppi);
-
la 30ª a sinistra (sotto la Tofana);
-
la 83ª a destra;
-
dietro, due vecchi pezzi da montagna da 70B
La
colonna arriva vicino alla confluenza tra la Val Travenanzes ed il
vallone tra la Tofana I e II (q.1841), ma qui la resistenza austriaca
è accanita: infatti il ten. Schneider era rimasto al proprio posto,
nonostante l'ordine ricevuto il 10 luglio da parte del ten. Wychitil
(che aveva abbandonato il Rif. Wolf-Glanvell) di ritirarsi. Inoltre,
dal Vallon Bianco lasciato libero dagli italiani, alcune
mitragliatrici colpiscono il retro della colonna, causando
preoccupanti perdite presso gli uomini della sanità; a tarda sera
dunque gli italiani fanno ritorno alle posizioni di q.1780.
Il
giorno dopo (12
luglio)
gli italiani ripresero i loro sforzi, ma nella valle furono respinti
dal ten. Rhomberg (che nel frattempo aveva sostituito lo Schneider).
Vennero attaccate a più riprese anche Forcella Fontananegra (28
morti italiani contro 2 morti e 6 feriti austriaci) e Forcella Col
dei Bos (dove il presidio austriaco lamenta 5 morti e 7 feriti).
https://www.frontedolomitico.it/Luoghi/tofane/03_travenanzes.html

Commenti
Posta un commento