Venezia FC: Venezia esagerato nove gol al Sezana Esplode Bjarkason - Andrea Seno a Cà Venezia

Nove gol tutti in un colpo, un Venezia in grande salute pur senza i sei nazionali. Con le maglie da gondoliere, che non avevano portato molto bene al Penzo con il Sudtirol, gli arancioneroverdi hanno concluso un'ottima settimana di lavoro. Ora Vanoli concederà due giorni di riposo e si ricomincerà mercoledì a pensare alla sfida del lunedì di Pasqua contro la Reggiana. Certo, l'Nk Tabor Sezana, ultimo nella seconda serie slovena, non era certo uno sparring partner molto agguerrito, ma i ragazzi di Paolo Vanoli, soprattutto nei primi 45', non hanno mai smesso di spingere. Una tripletta di Bjarki Bjarkason, che si candida a recitare una parte da protagonista in queste ultime otto giornate, una doppietta ciascuno di Gytkjaer e Olivieri e un gol a testa dei difensori Svoboda (che ha aperto il pallottoliere) hanno sicuramente soddisfatto il tecnico arancioneroverde. Il mister ha avuto ottime risposte dai 19 i giocatori scesi in campo. Buone risultanze anche dai Primavera, soprattutto Tavernaro. Unici assenti, a parte i sei nazionali, l'infortunato Dembèlè (il "secondo" di Vanoli per una partita, come lo stesso mister lo ha scherzosamente definito in sala stampa) e capitan Modolo, che ha chiesto e ottenuto un permesso.
A tutto gas
Sarebbe abbastanza inutile fare la cronaca di una partita terminata 9-0. Ma cerchiamo di fare sintesi. Quello che è piaciuto sicuramente è stato l'atteggiamento della squadra che non hai mollato dal primo all'ultimo minuto. Il Venezia, caricato a palla da Vanoli, ha sempre spinto su entrambe le fasce, dove si sono distinti Zampano, nel primo tempo schierato a destra, visto che Candela (diffidato) è stato lasciato inizialmente in panchina, mentre a sinistra ha giganteggiato Bjarki Bjarkason, bravissimo anche davanti (leggi la tripletta), ma che si è distinto anche per il suo eclettismo. Vanoli, infatti, nella ripresa lo ha spostato a destra e l'islandese ha dimostrato di saperci fare. Bene anche gli altri centrocampisti, da Jajalo, su cui Vanoli stravede, Andersen e Lella, "incitato" spesso dal mister durante la partita. Sul pezzo anche Svoboda, che nel finale è andato vicino anche alla doppietta, Sverko, autore del 7-0. Ottimi spunti anche delle due punte Olivieri e Gytkjaer, non una novità. Per loro un poker in due.
I gol
Dopo un palo a porta a vuota di Gytkjaer, Svoboda timbra l'1-0 con un colpo di testa di Svoboda su angolo di Andersen. Al 13' spaccata di Gytkjaer su assist dalla sinistra di Bjarkason per il 2-0. Al 25' Olivieri, davanti al portiere, è una sentenza. Tre minuti più tardi Bjarkason sigla il poker con uno splendido tiro dalla distanza. Al 32' l'arbitro concede un rigore per un mani di Kaleba su tiro di Olivieri. Dal dischetto Gytkjaer non fallisce: 5-0. Prima della pausa c'è spazio per il secondo gol di Bjarkason, che approfitta di una respinta di Fermisek. Il 7-0 arriva con una sassata fuori area di Šverko. Nella ripresa i ritmi si abbassano, entrano Candela, Ullmann, Grandi e Cheryshev. Dal 29' al 31' Bjarkason (su assist di Cheryshev) firma la personale tripletta e Olivieri, che risolve una mischia, fissano il risultato sul 9-0. E alla fine gloria anche per i giovani Salviato ed El Haddad.
«Bravi Bjarki, Jajalo e Lella: ho bisogno di tutti»
Paolo Vanoli arriva in sala stampa con il sorriso e in vena di battute. Poi si fa serio e analizza l'amichevole: «Questo test fa parte di un processo di crescita, era il terzo giorno di lavoro, piuttosto di farlo a secco, era meglio giocare. Per mia esperienza è sempre meglio interpretare al massimo anche questi test, se stacchi la spina, rischi di farti male. Abbiamo chiuso una bella settimana».
Si aspettava qualcosa di più da qualcuno?
«Volevamo dare un po' più di minutaggio, a Lella, Jajalo sta mettendo benzina, ho visto Bjarki da quinto come nella finale playoff. È un ragazzo che può fare il quinto a piede invertito. Mi piacciono giocatori con queste qualità».
Oggi Zampano ha giocato a destra.
«Zampa gioca bene da quinto e dichiara nelle interviste che preferisce la difesa a 4 (ride, ndr). Martello Francesco perchè potrebbe fare molto di più. Potrebbe attaccare meglio, visto che ha l'esperienza e la maturazione per farlo».
La sosta potrebbe essere nociva al Venezia?
«Le soste fanno parte del gioco, servono per rigenerare chi ha giocato tanto, per mettere gli ultimi carichi e benzina per queste ultime otto gare, sperando che non ce ne siano altre. La preoccupazione è sicuramente la prima partita dopo la sosta. Fortunatamente la giochiamo in casa sperando che il Penzo sia strapieno. Fortunatamente gli americano hanno giocato in Europa. Mi è dispiaciuto per l'uscita dall'Europeo di Pohjanpalo e Joronen, sono preoccupato per idzes, ma le otto oro avanti del fuso, dovrebbero aiutarci. L' unico che ha passato il turno è stato Ellertsson, ma Mikael gioca solo con me (ride, ndr)...»
Ora due giorni di riposo.
« Sì riprendiamo mercoledì con tutti i nazionali, lavoreremo anche a Pasqua con la rifinitura».
Bjarkason si candida per un posto dall'inizio.
«Siamo diventati gruppo, abbiamo bisogno di tutti. Sono un martello, tengo di più a quelli impiegati meno per mia scelta. Se siamo secondi è soprattutto merito loro».
Questa è unasquadra che spinge sempre tanto.
«La gara di Palermo è stata la migliore sotto l'aspetto della gestione. Abbiamo colpito nel primo tempo e poi gestito bene nel secondo. Quand'è entrato Jajalo, abbiamo messo in ghiaccio il successo».
«Non ero mai entrato a Ca' Venezia, è un centro sportivo stupendo, all'avanguardia, e avere una struttura del genere è fondamentale per il futuro del Venezia. Se ripenso alla situazione dei campi e degli edifici ai miei tempi…».
Andrea Seno ha conservato un legame stretto con il club arancioneroverde di cui è stato protagonista diretto e osservatore privilegiato fino all'avvento della proprietà statunitense, e l'opportunità per vedere da vicino Ca' Venezia l'ha offerta la partecipazione al convegno "Beyond Football: il connubio tra club e città", occasione anche per fotografare la volata finale verso la Serie A.
Parma, è la fuga decisiva?
«Credo proprio di sì, e non solo per l'ampio vantaggio che ha costruito rispetto alle inseguitrici. È stata fin dall'inizio la squadra più continua, Pecchia sta raccogliendo il lavoro iniziato nella passata stagione, la rosa presenta giocatori di qualità che si disimpegnerebbe bene già adesso nel massimo campionato. Con alcuni innesti oculati per ruolo, il Parma è già pronto per la Serie A. Non è ipotizzabile un crollo nelle ultime 8 giornate».
Venezia, Cremonese e Como: c'è una favorita per il secondo posto?
«Le tre squadre hanno, adesso, le stesse probabilità di andare direttamente in Serie A, senza passare per i playoff, al di là della differenza minima di punti. Il Venezia ha il gioco migliore, Vanoli ha realizzato un capolavoro da quando è arrivato, è una squadra spettacolare. A Palermo ha approfittato anche delle disattenzioni degli avversari, ma ero rimasto impressionato dalla prestazione offerta a Como, dove forse anche il pari sarebbe stato stretto. La Cremonese ha l'organico più forte, più lungo e un allenatore che conosco molto bene, come Stroppa, che sa come vincere il campionato, avendolo già fatto a Crotone e Monza. Il Como è una potenza a livello di società, la squadra è forte».
Sorti delle tre squadre legate a Pohjanpalo, Coda e Cutrone?
«I tre attaccanti saranno importanti e preziosi, ma sono le squadre a essere forti e competitive. Sono tre centravanti esperti, il più completo è sicuramente Pohjanpalo, che vede la porta come pochi, ma sa difendere palla e fa risalire la squadra con un lavoro straordinario. Coda è il classico bomber da Serie B, possiede un'altissima capacità realizzativa. Cutrone sta ritrovando se stesso a Como, dopo essere stato una grande promessa, ha trovato la sua dimensione in riva al lago. Ha avuto qualche problema fisico, ma quando gioca è decisivo, come accaduto nel finale contro il Venezia».
Chi agevolerà o penalizzerà la sosta?
«Credo sia fondamentale per tutte le squadre, al di là dei risultati dell'ultima giornata. Serve per rifiatare perché adesso non ci sarà più tempo, sarà una lunga volata».
Quanti punti serviranno per il secondo posto?
«Vanoli parla spesso di quota 73, credo sia probabile per il ritmo che stanno tenendo Venezia. Cremonese e Como».
Vanoli è l'uomo in più del Venezia?
«Senza alcun dubbio, vedere giocare il Venezia è bellissimo. È un allenatore molto esigente, ma altrettanto preparato, ha dato un'organizzazione di gioco evidente, a prescindere dal modulo, con una metodologia di lavoro insieme al suo staff che i giocatori seguono ciecamente. Quando è arrivato il Venezia era in fondo alla classifica, società e tifoseria spaccate. In un anno e mezzo sta pilotando la squadra verso un sogno, ricompattando l'ambiente, erano anni che non si vedeva tanta gente al Penzo»

Commenti

Post popolari in questo blog

La battaglia del Piave: seconda fase (4-25 Dicembre)

Venezia FC: Notizie di calciomercato

Monte non indicato, nei pressi di Asiago maggio 1916