Monte Folletto (3296 m.), 17 febbraio 1917

Una giornate piena di arrabbiature e dispiaceri, e per di più mi venne comunicato in via confidenziale che le “Tigri” (nome con cui venivano chiamati gli alpini italiani dai loro nemici austriaci) avrebbero probabilmente attaccato il Corno di Cavento il giorno 20. A sera l’artiglieria italiana di Cresta della Croce bombardò il nostro avamposto del Cavento. Durante la notte l’alfiere Schiechtl guidò due pattuglie di sciatori in perlustrazioni sul ghiaccio: un’impresa non comune date le pessime condizioni atmosferiche. Ho fatto amare considerazioni: gli ufficiali qui al fronte girano con la barba e le sopracciglia incrostate di ghiaccio, con quaranta cartucce nelle giberne, tascapane pieno di bombe e moschetto a tracolla, nella medesima ora in cui quei porci degli ufficiali imboscati nei comandi tappa se ne vanno al cinema in pantaloni neri e scarpe di vernice.
Felix Echt von Eleda (1894-1917) tenente del 1° reggimento Kaiserjäger,

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