Santa Maria La Longa
Sul fronte isontino pur di fronte a trattamenti tanto brutali, non si verificano mai episodi di ammutinamento di massa come quelli accaduti in Francia. Il solo avvenimento eclatante in tal senso è quello che accadde la sera del 15 luglio a Santa Maria La Longa, in entrambi i reggimenti (141° e 142°) della brigata Catanzaro. Gli uomini stanno per ritornare al fronte. Nell'imminenza del trasferimento, il comando del reparto decide di far arrestare in via preventiva nove militari che, sei settimane prima, si sono lasciati andare a gesti di protesta con grida e spari in aria.
La notizia è sufficiente ad accendere gli animi fra la truppa che comincia a rumoreggiare. La protesta si allarga in fretta e i fanti cercano di invadere il paese di Santa Maria La Longa. Negli scontri che seguono vengono uccisi due ufficiali e nove militari. La rivolta cessa infine da sola, prima dell'alba, e tutti fanno rientro alle baracche. 28 militari vengono fucilati nelle prime ore del mattino, molti altri finiranno sotto processo. La guerra è un fenomeno violento, la cui natura impone all'individuo prove tali da farlo vacillare. Se ne dovrebbe tenere sempre conto. Invece, il Regio esercito, si interessa soltanto a parole delle condizioni di spirito delle truppe. Chi prende le decisioni, dall'alto del suo classismo, non si ferma a a valutare le possibili conseguenze dei procedimenti che adotta nei confronti dei soldati, considerati un'indistinta massa di sudditi analfabeti prima che cittadini.
Da Caporetto una tragedia tutta italiana pag.107-108

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