Venezia FC: Gondo s'esalta, Pohja si spegne Venezia: ko esterno a Reggio
Quando vede il Venezia, Gondo si "illumina": l'attaccante (terzo gol stagionale dopo la doppietta con lo Spezia in trasferta), aveva castigato gli arancioneroverdi quando indossava la casacca della Salernitana, si è ripetuto con la Reggiana, punendo un Venezia un po' scarico, penalizzato da un paio di episodi cruciali: il rigore fallito da Pohjanpalo nel primo tempo con il punteggio in equilibrio, l'espulsione di Zampano per doppia ammonizione al 17' della ripresa rendendo la risalita ancor più improba.
Prima vittoria casalinga per la Reggiana, prima sconfitta esterna per il Venezia che vede scappare Parma e Catanzaro, in attesa del posticipo odierno del Palermo contro lo Spezia.
Prima vittoria casalinga per la Reggiana, prima sconfitta esterna per il Venezia che vede scappare Parma e Catanzaro, in attesa del posticipo odierno del Palermo contro lo Spezia.
SCELTE. Vanoli ha fatto rifiatare Tessmann, reduce con Busio dalla trasferta negli Stati Uniti con l'Olimpica a stelle e strisce, sistemando il danese Andersen al fianco di Busio in mezzo al campo con Lella ed Ellertsson larghi sulle face, mentre Modolo si è sistemato al centro della difesa con Altare, fiducia a Pierini al fianco di Pohjanpalo. Venezia con il lutto per ricordare l'ex team manager Bruno Musco, prima da avversario per Domen Crnigoj.
RITMI ALTI . Un quarto d'ora di ritmi elevati, squadre che pressano, ma si annullano. Pohjanpalo a vagare per il campo, Pierini è molto più presente. Venezia che ha spinto sull'out sinistro con Zampano ed Ellertsson. Il primo sussulto (10') è arrivato su palla inattiva, corner di Andersen e colpo di testa centrale di Altare. Bertinato si è limitato a semplici rinvii, Gondo ha provato ad approfittare di una scivolata di Altare, capitan Modolo è arrivato in tempo per contrastare il tiro dell'italo-ivoriano.
Pierini ha giostrato sull'intero arco dell'attacco, ha fatto ammonire Portanova, impegnando Bardi, al termine di una discesa di Zampano, nell'unica vera palla-gol costruita dalle due squadre nella prima frazione.
OCCASIONE D'ORO . Partita bloccata, serviva un episodio per girare l'inerzia di un match povero di sussulti. Ed è arrivato al 36', al culmine di un'azione d'attacco confusa del Venezia, su una sforbiciata al limite di Andersen, Pieragnolo uscendo dall'area ha preso il pallone con il braccio destro. Rutella non ha avuto dubbi: calcio di rigore, confermato anche dal Var Aureliano.
Non è serata, però, per Pohajnpalo, destro fiacco sul quale è arrivato Bardi che ha ribattuto, poi Marcancalli ha avuto un guizzo felino anticipando di un soffio Modolo che stava per spingere il pallone in rete.
DORMITA. Come a Marassi contro la Samp e a Modena, Venezia sotto di un gol dopo 2' della ripresa: corner di Cigarini, destro al volo di Gondo con troppo spazio lasciato all'attaccante.
Svolta decisiva del match al 17': Rutella ha fischiato un fallo su Gondo a Zampano, che protesta troppo veementemente, cartellino giallo per il terzino, peccato che sia il secondo dopo quello al 6' per un intervento falloso su Girma. Pierini (prima partita senza cuffia protettiva) è l'attaccante più pericoloso del Venezia, destro violento su punizione (20') sul quale si esalta Bardi. Quattro minuti dopo intervento scomposto di Crnigoj su Pohjanpalo, poteva starci l'ammonizione e sarebbe stata la seconda per lo sloveno, Rutella lo ha graziato e Nesta lo ha subito sostituito.
Vanoli si è giocato le carte: prima inserendo Sverko, Johnsen e Tessmann, poi Olivieri e Gytkjaer, al posto di uno spento Pohjanpalo. Il 4-2-3 arancioneroverde non ha scalfito la retroguardia reggiana, anzi è stato Gondo a sfiorare la doppietta con un destro sporco che si è fermato sulla traversa a Bertinato battuto. Finale nervoso, scintille tra Sverko e Portanova prima, tra Olivieri e Pajac poi. Alla mezzora Busio è stato murato da Marcandalli, in pratica l'unica opportunità limpida avuta dal Venezia.
«La squadra mi è piaciuta Sono mancate le occasioni»
Il Venezia era partito anche molto bene, ma il gol di Gondo è stata una brutta doccia fredda. La squadra di Vanoli ha chiuso i primi 45 minuti in crescendo ed è andata negli spogliatoi sicuramente con qualche rammarico, al di là del rigore sbagliato da Pohjanpalo. Si sono viste buone cose, come la pericolosità in transizione e il non dare punti di riferimento negli esterni agli avversari, scambiando Ellertson e Lella quando ce ne era l'occasione.
La vera forza degli arancioneroverdi nel primo tempo è stato l'attacco a sinistra, la zona di campo occupata soprattutto da Zampano ed Ellertson.
Lì la Reggiana non ci ha capito nulla per tutta la prima parte e soffriva da cani in quella fascia. Poi arriva la doccia fredda e l'espulsione di Zampano. Vanoli stava per raddoppiare le punte, ma l'espulsione ha cambiato tutto.
Vanoli non rinuncia comunque ad attaccare e prova ribaltare la partita per vincerla. Cambia qualche uomo e schiera un 4-2-3 con il quale prova ad agguantare il pareggio, senza però riuscirci.
Cosa ha da dire sul suo Venezia? «Mi è piaciuto. Sapevamo che sarebbe stata una partita difficile, anche se la Reggiana è una neopromossa è riuscita a prendere giocatori di categoria, da Portanova a Cigarini tanto per dirne due, e soprattutto gioca bene».
«Noi però abbiamo fatto una buona gara, ma ci sono mancati gli episodi. Se segni il rigore vai avanti, loro si aprono un po' di più e la partita diventa diversa».
«Siamo stati bravi, soprattutto a rimanere in partita nonostante l'inferiorità numerica. L'unica cosa che è mancata nel finale è stata la pazienza, perché partite come questa devi anche sapere come tenerle aperte».
«Questa partita ci servirà da lezione, abbiamo visto che quando si sta in alto, tutte le squadre ti giocano contro con il coltello tra i denti. Certo il dispiaciere dell'espulsione».
Se non ci fosse stata l'espulsione, avrebbe provato a giocare con due punte? «Sì, era quella l'idea, stavo per far entrare Gytkjaer per farlo giocare con Pohjanpalo. Stavamo bene in quel momento della partita e quindi potevamo forzare un po' di più. Vabbè, sono cose che succedono».
Fonte: La Nuova Venezia

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