Dormivamo in piedi
Finalmente
ci incanalammo per una via passando davanti alla chiesa. La strada
era completamente ostruita da una colonna di camion, carri, salmerie,
artiglierie, tutti fermi, perché nessuno riusciva a muovere un
passo, tanto erano agglomerati. Un po' sulla strada, un po' per i
campi laterali, sguazzando in un fango grosso, pesante, che ci faceva
camminare a gran fatica, proseguimmo per chilometri e chilometri,
sempre con la strada piena zeppa di carreggio.
Si
immagini il sonno che aveva ognuno di noi. Ricordo perfettamente che
ogni tanto, pur seguitando e camminando automaticamente, mi
addormentavo, facevo qualche passo barcollando, perdevo l'equilibrio
e mi svegliamo appena in tempo a riprendermi in piedi. E come me,
tutti! Sbattevamo col petto, colla testa nelle carrette, nei muli,
nei camion, senza vedere niente, per il buio e per gli occhi chiusi.
Il dormire camminando non si creda sia un'esagerazione. E' un
fenomeno che si manifesta di rado, perché di rado si arriva a tal
punto da dormire in piedi. Ma noi eravamo in condizioni straordinarie
di stanchezza. Gli occhi si chiudevamo senza che noi ne avessimo
percezione, come si chiudono quando si sta per addormentarsi a letto.
Ci si sveglia di soprassalto per una forte scossa prodotta dalla
perdita di equilibrio, dopo due o tre passi fatti meccanicamente
dormendo.
diario ignoto

Commenti
Posta un commento