Dormire sotto le bombe

[…] 27 Marzo 1916
Il combattimento si protrasse per più di due ore ed i miei soldati ne approfittarono per dormire, nonostante il fragore della battaglia.
La stanchezza e l’abitudine alla guerra potevano consentire al soldato, in circostanze anche difficili, di dormire. Trattandosi dell’ultimo trasporto e affinché i soldati si impegnassero maggiormente, disposi che appena consegnate le munizioni potessero rientrare in compagnia.
Verso le quattro del mattino eravamo a poca distanza dalla trincea, quando si riaccese un altro combattimento.
Raggiunsi la trincea coi primi soldati e mentre andavo verso il comando di battaglione, m’imbattei in un capitano che aveva una guancia completamente lacerata fino alla tempia da una scheggia granata.
Lo rassicurai che la ferita era superficiale e che era necessario raggiungere il posto di medicazione. Lui però non mi intendeva e mi resi conto che il colpo lo aveva stordito. Lo allontanai dal luogo del pericolo e lo feci accompagnare al posto di medicazione dal mio sergente. Questo capitano era di carriera e, dopo la guerra, l’ho rivisto sempre in borghese, perché congedato e pensionato a causa di quella ferita.
diario ignoto

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