Venezia FC: A caccia del bis contro il Cosenza
Pensare alto, volare basso. Non l'ha proprio scritto sulla lavagna dentro lo spogliatoio, ma Paolo Vanoli l'ha detto e ripetuto sino alla noia ai suoi giocatori in settimana: occhio, non facciamoci troppe illusioni per la pur convincentissima vittoria sul Como: la serie B è un lunghissimo sentiero impervio, pieno di trappole ad ogni angolo. E l'unico modo per evitarle e riuscire a passare indenni è proseguire ventre a terra, coscenti del pericolo costante. Umili, insomma, anche se non significa non coltivare ambizioni, tutt'altro. Anche perché senza un briciolo di (sana) ambizione, è difficile fare strada nel calcio.
Questo per dire che "l'effetto pompiere" del tecnico varesino è stato il filo conduttore della settimana in casa Venezia, dove il travolgente 3-0 rifilato l'esordio in campionato ai lariani ha portato un'enorme ventata di entusiasmo, capace di proiettare tra gli addetti ai lavori l'undici lagunare direttamente tra le aspiranti ad una stagione di vertice.
Ora però l'ottimismo è arrivato a quintali va temperato con la forza della ragione, considerando che non può bastare una sola partita, pur giocata su livelli eccellenti e nel solco di come era stato brillantemente concluso lo scorso campionato, a dare giudizi definitivi sulle reali potenzialità della squadra. Servono insomma solide conferme e in questo senso il match di oggi pomeriggio al Penzo col Cosenza (ore 18, prevendita a quota 3831 compresi 359 settore ospiti), secondo casalingo di fila e dunque da inquadrare come una ghiotta occasione da sfruttare, cade a proposito.
SFIDA
I rossoblù, salvati l'anno scorso grazie ad un poderoso colpo di coda nelle ultime giornate, hanno fatto un mercato accorto e intelligente, facendo subito il fondo alla prima di campionato. Vero che il 3-0 all'Ascoli è stato pesantemente condizionato dalle tre espulsioni nel primo tempo tra i marchigiani, ma la squadra di Fabio Caserta ha comunque mostrato principi di gioco già ben assimilati e dunque va affrontata con massima circospezione. Dal canto suo Vanoli parte da concrete sicurezze (l'esplosivo tridente d'attacco, la crescita a centrocampo di Tessmann e ora anche di Busio) e da un blocco-squadra che trova le sue radici nella seconda parte dello scorso campionato, dove sono state messe solide basi da cui ripartire ora, nonostante un reparto difensivo da ricostruire in pratica da zero. E che durante la fase di preparazione ha subito un ulteriore contraccolpo: all'addio al terzetto titolare Hristov-Ceppitelli-Carboni si è infatti aggiunto l'inaspettato ko di Svoboda, vittima di una tendinopatia che lo terrà ai box per un tempo non ancora definito . Come svelato ieri da Vanoli, il difensore austriaco, in accordo con la società, ha preferito andare a curarsi all'estero, presso una clinica di fiducia, e al momento nessuno è in grado di dire quando potrà tornare ad essere disponibile.
Ci sono però due fattori a confortare in buona parte il tecnico: la convincente prima uscita del tandem di centrali Idzes-Sverko, che hanno superato bene il battesimo in Serie B, dopo le lacune mostrate in Coppa Italia, e soprattutto l'arrivo di Giorgio Altare (oggi siederà in panchina), giocatore in grado di alzare il livello qualitativo e di esperienza di tutta la difesa, non appena avrà avuto il tempo di inserirsi nei meccanismi del pacchetto arretrato. Del resto non è un mistero che Vanoli non a caso avesse messo in testa alla lista delle priorità l'arrivo di un difensore di spessore e l'operazione portata a termine dal ds Antonelli chiudendo così il cerchio, lasciando pienamente soddisfatto l'allenatore. Anche se, purtroppo, il mercato si chiuderà solo venerdì prossimo, e resta ancora nell'aria il grande punto interrogativo sul destino di Pohjanpalo, anche se più i giorni passano e più si allontana la prospettiva di un suo doloroso addio. Dal canto suo il finlandese, che in questa vicenda è padrone del proprio destino, continua a fare ciò che nella vita gli riesce meglio: segnare. I tifosi del Venezia in fondo non chiedono altro.
I "nuovi" Altare e Lella partiranno dalla panchina
Sono pochi i dubbi che alleggiano nella testa di Paolo Vanoli alla vigilia del match odierno contro il Cosenza al Penzo (ore 18). Del resto, squadra che vince non si cambia, recita un vecchio adagio calcistico, e l'ottima prova all'esordio in campionato contro il Como ha indirizzato le scelte del tecnico in maniera piuttosto semplice, convincendolo a ridare fiducia allo stesso undici iniziale di domenica scorsa.
Scampato il pericolo di perdere in porta Joronen, su cui in settimana aveva messo gli occhi la Lazio (il club biancoceleste ha poi virato su Sepe dalla Salernitana), davanti al finlandese ci sarà la coppia centrale Idzes-Sverko, che ha ben figurato contro i lariani, con ai lati Candela a destra e Zampano a sinistra. Altare, appena sbarcato da Cagliari e che ha svolto solo un allenamento con i lagunari, andrà almeno inizialmente in panchina, ma viste le sue condizioni fisiche (ha svolto tutta la preparazione e qualche amichevole con gli isolani) può all'occorrenza essere obbligatorio in campo da centrale. Stesso discorso per l'altro neoacquisto del Venezia, Nunzio Lella, che nel roster lagunare andrà a prendere il posto del partente Fiordilino. I tre ruoli di centrocampo saranno occupati da Ellertsson, Tessmann e Busio, che ha pienamente convinto e sembra finalmente in fase di crescita, mentre intoccabile nel 4-3-3, dopo il pirotecnico esordio col Como, è il tridente composta da Pierini (doppietta), Pohjanpalo (in gol) e Johnsen, uomo assist e migliore in campo.
VANOLI: «LA SQUADRA STA BENE DOBBIAMO CRESCERE NEL GIOCO»
Paolo Vanoli chiede di abbassare la tensione, di non esaltarsi, perché sebbene la prima partita sia finita 3-0, la strada è ancora lunga. Nella conferenza stampa pre partita l'allenatore lagunare ha anche analizzato il mercato, sperando non ci siano scossoni dell'ultimo minuto e ha parlato degli infortunati. Infine, una battuta l'ha riservata sull'avversario, il Cosenza, definendola: «Una squadra che ha un'idea chiara, attacca diretta, è un altro bell'esame. Sono intervenuti prima sul mercato a prendere giocatori di categoria, con una struttura già dietro che avevano, con giocatori di esperienza, è una squadra costruita bene».
L'incognita sarà però anche quella del caldo.
«Rispetto alla settimana scorsa, giochiamo alle 18, il caldo e l'umidità saranno importanti, prima delle partita dobbiamo essere bravi a non farci trasportare».
Sempre riguardo alla bella vittoria con il Como, Vanoli ha aggiunto: «La squadra ha dimostrato di star bene in tutti gli aspetti, la prestazione, più che il risultato, ha acceso l'entusiasmo e quando si lavora con il sorriso, le cose escono meglio, ma non dimentichiamoci che siamo alla prima di campionato, c'è una strada lunga e piena di ostacoli».
Poi, aprendo il capitolo mercato, l'allenatore lagunare si è detto sereno per le scelte.
«Per quanto riguarda i nuovi arrivati sono contento, soprattutto il difensore, Altare, era un obiettivo nostro fin dall'inizio visto che alcune operazioni erano ancora in stand by».
Assieme a Lella, secondo il tecnico, i due contribuiranno anche dal punto di vista mentale, forti della loro esperienza positiva a Cagliari.
«Hanno imparato a vincere, sono stati con un allenatore importante e sicuramente possono dare all'interno di questo gruppo uno step in più di mentalità. Sono giovani, ma che hanno avuto un'esperienza importante, aver due giocatori che hanno vinto hanno vuol dire inserire dentro un qualche cosa di come si arriva alla vittoria. Mi aspetto da loro questo».
Sempre sul tema del mercato, Olivieri pone un problema di cautela.
«Purtroppo veniva da una stagione tribolata, di infortuni, e ha avuto più di una recidiva. Quindi servirà un po' di pazienza, però io voglio che lui stia bene e non voglio perdere nessuno».
Discorso simile per Gytkjaer.
«Siamo stati fortunati ad avere in una parte del ritiro, quindi abbiamo già iniziato questo percorso e devo dire che anche lui sta bene ma non ha i 90 minuti».
Diverse invece le parole spese per Altare e Lella.
«Hanno fatto tutta la preparazione col Cagliari e giocato più di qualche amichevole».
Dopo aver introdotto il tema delle strategie, che fanno parte di ogni gara, Vanoli ha continuato ponendo l'accento sulle cose che devono ancora incanalarsi.
«Dobbiamo crescere nel gioco, sono molto contento perché abbiamo costruito una rosa di giocatori spendendo poco e siamo andati a cercare quello che ci serviva. Adesso sicuramente abbiamo tanto lavoro di fronte a noi partendo rispetto all'anno scorso da una base sicuramente. Quello che mi ha sorpreso è sempre stata la linea difensiva, rispetto all'anno scorso era proprio importante migliorare questo settore».
Dall'ultimo, gli sfortunati. Se su Svoboda c'è un po' di rammarico e anche il "dispiacere" che sia all'estero a curarsi.
«Ha scelto e il club ha appoggiato questa decisione di andare in una struttura all'estero prendendosi le proprie responsabilità. Lo aspettiamo, stiamo seguendo passo dopo passo quello che sta facendo». Per quanto riguarda Haps, grandi complimenti allo staff medico per il recupero.
Quindi, su Jajalo: «Sapete cosa penso di lui. Devo dire che sta lavorando molto forte, da professionista. Le tempistiche sono un po' come per Svoboda, cioè soggettive. Aspettiamo con serenità e con calma. Però quando vedo qualche stop fatto male dai ragazzi vado da lui».
Fabio Caserta: «Venezia forte in tutti i reparti. Gara difficile»
Fabio Caserta non ha dubbi, servirà attenzione non solo all'attacco capitanato da Pohjanpalo e Gytkjaer: «Il Venezia è una squadra forte in tutti i reparti, parte da un grande vantaggio, di continuare il percorso con lo stesso allenatore. È più facile iniziare un lavoro così, visto che tanti giocatori sono rimasti». Pur non nascondendosi dietro agli infortuni, pare che Cimino e Neroni non saranno della gara, l'allenatore dei "lupi" è cauto: «Noi abbiamo qualche problemino numerico, ma non dobbiamo trovare alibi, dobbiamo lavorare con i giocatori a disposizione». Oltre a questo, prosegue il tecnico: «Non dobbiamo pensare al Venezia, faranno un campionato diverso dal nostro, sono partiti per farlo. È una partita difficile come le altre, ma non una prova del nove». Nel corso della conferenza prepartita Caserta si è poi focalizzato su quello che dovrà essere l'atteggiamento della sua squadra, cioè concentrato su sé stessa: «La squadra non deve perdere l'anima, deve continuare ad essere battagliera, non si deve cullare su delle prestazioni, parlo per la squadra. Poi l'ambiente se è positivo, è una cosa bella, però noi dobbiamo pensare al campo, il calcio insegna a tutti che basta una partita fatta male e si torna coi piedi per terra» Da ultimo, il tecnico avvisa che ci si appresta a una gara complessa: «Dobbiamo pensare alle difficoltà che troveremo a Venezia, che saranno tante, perché di fronte c''è un avversario difficile da incontrare, ma allo stesso tempo so che questa squadra può fare, al di là del risultato finale, una grande prestazione».
Sala stampa del Penzo intitolata a Luca Miani
Per trent'anni ha raccontato, con passione e competenza, le vicende del Venezia, i grandi successi (la scalata dalla C2 alla Serie A dell'epopea di Zamparini), così come le rovinose cadute (tre fallimenti in dieci anni), prima di andarsene prematuramente, a soli 62 anni. Per questo, nello stadio che era diventata la sua seconda casa, oggi pomeriggio (ore 16.30) prima di Venezia-Cosenza, verrà ricordato Luca Miani, per decenni cantore dello sport veneziano sulle colonne del Gazzettino, con una cerimonia durante la quale verrà scoperta la targa posta all'ingresso della sala stampa del Pier Luigi Penzo, sala che gli verrà così intitolata. Saranno presenti il vicesindaco e assessore allo Sport del Comune di Venezia Andrea Tomaello, alcuni consiglieri comunali e di municipalità, oltre ai famigliari e ai colleghi del giornalista.
L'intitolazione della sala stampa a Miani, veneziano doc (era nato a Santa Croce), scomparso il 23 ottobre 2019, era stata approvata con una delibera dalla Giunta comunale nel luglio di tre anni fa, su proposta del consigliere comunale Paolino D'Anna .
Per tutta una serie di motivi di carattere tecnico organizzativo, oltre al lungo periodo di pandemia a causa del Covid, nelle scorse stagioni non era stato possibile organizzare l'intitolazione, accumulando così un ritardo che oggi viene finalmente colmato. A Miani è stata anche dedicata la sede dell'Ussi Veneto, di cui è stato consigliere regionale e nazionale, inaugurata nel dicembre del 2021 presso il quartier generale del Coni in via del Gazzato a Mestre: era stato proprio grazie al suo interesse che l' associazione aveva finalmente potuto trovare ospitalità presso la casa del Comitato olimpico locale.
Fonte: Il Gazzettino di Venezia

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